Borgo Antico di Corato, “Dentro il Centro” fa il punto: ascolto, dati e contributi per nuove aperture
Istituzioni e categorie hanno presentato i risultati del sondaggio del DUC e le misure per contrastare la desertificazione commerciale del centro storico
sabato 10 ottobre 2026
10.15
Un centro storico che non sia solo una cartolina da ammirare durante gli eventi, ma un luogo vivo dodici mesi l'anno, a ogni ora del giorno.
È questa la sfida al centro dell'incontro "Dentro il Centro – Il lavoro fatto, i risultati raggiunti e i prossimi passi per il Borgo Antico di Corato", che si è svolto ieri, venerdì 9 ottobre, nella Sala "De Palo" della Biblioteca Comunale, nell'ambito di "Corato Vibra". Un momento di confronto per fare il punto su ciò che è stato fatto e sui passi ancora da compiere.
Pubblico e privato, una collaborazione difficile ma riuscita
I saluti istituzionali sono stati portati dal sindaco Corrado De Benedittis, dall'assessore all'urbanistica Antonella Varesano, dal presidente di Confcommercio Puglia e Bari-BAT Vito D'Ingeo e dalla presidente di Confesercenti Puglia-Bari Raffaella Altamura. Il sindaco ha riassunto il senso dell'appuntamento in una formula: «Centro storico è presenza, cultura ed economia». Altamura ha invece posto l'accento sulla sinergia tra istituzioni e imprese: «Mettere insieme pubblico e privato non è semplice ma qui ci siamo riusciti grazie all'amministrazione che ha compreso il periodo di crisi del commercio che deve essere affrontato comprendendo i deficit e i meccanismi con cui si può intervenire e contrastare la desertificazione».
Sono poi intervenuti Pippo Sciscioli, dirigente dell'Ufficio SUAP e Cultura del Comune di Corato, la sociologa economica e del lavoro Marina Mastropierro e Luigi Menduni, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio Corato, con la moderazione di Mariantonia Curci.
Il sondaggio del DUC: cosa attrae e cosa frena
L'obiettivo condiviso è rendere il centro storico vivo e vissuto tutto l'anno, e per riuscirci occorre prima di tutto capirne le dinamiche interne. Il lavoro del DUC, il Distretto Urbano del Commercio, è partito proprio dall'ascolto, attraverso un sondaggio che ha coinvolto per il 54% visitatori, per il 21% operatori economici, per il 18% residenti del Borgo Antico e per il 7% turisti.
Dalle risposte emerge un quadro chiaro: a rendere attrattivo il centro sono i locali e i ristoranti di qualità, l'atmosfera e la bellezza del luogo, gli eventi e le manifestazioni, l'offerta culturale e storica. Sul fronte opposto, le criticità più sentite sono il degrado urbano, la scarsa sicurezza, un'offerta commerciale limitata, la difficoltà di parcheggio e la mancanza di servizi. A completare l'analisi, un censimento degli spazi ha permesso di individuare dove si trovano i locali vuoti, mettendo in luce concentrazioni e discontinuità.
Funzioni, spazi e tempi: le direttrici per il rilancio
Da questi dati nascono le possibili soluzioni, articolate su tre direttrici. Quanto alle funzioni, si punta a diversificare le attività commerciali e i servizi di prossimità, evitando una dipendenza eccessiva da una sola tipologia di consumo.
Sul versante degli spazi, l'idea è riattivare i locali inutilizzati anche come sedi di organizzazioni, associazioni, iniziative culturali e creative, esperienze per i visitatori e temporary use, superando il concetto di negozio tradizionale. A tutto ciò si affiancherebbe un arredo urbano artistico stagionale, capace di creare bellezza, curiosità e nuovi motivi di visita.
Sul piano dei tempi, infine, l'obiettivo è costruire una frequentazione continua durante l'anno e nelle diverse fasce orarie, senza limitarsi ai picchi serali o ai giorni degli eventi.
Il contributo per le nuove aperture
Alle linee guida si affianca una proposta concreta, pensata per trasformare l'interesse e le idee in nuove aperture: un sostegno alla fase di start up con un contributo massimo di 20mila euro per ogni attività, da utilizzare entro due anni, destinato a un massimo di otto attività.
È questa la sfida al centro dell'incontro "Dentro il Centro – Il lavoro fatto, i risultati raggiunti e i prossimi passi per il Borgo Antico di Corato", che si è svolto ieri, venerdì 9 ottobre, nella Sala "De Palo" della Biblioteca Comunale, nell'ambito di "Corato Vibra". Un momento di confronto per fare il punto su ciò che è stato fatto e sui passi ancora da compiere.
Pubblico e privato, una collaborazione difficile ma riuscita
I saluti istituzionali sono stati portati dal sindaco Corrado De Benedittis, dall'assessore all'urbanistica Antonella Varesano, dal presidente di Confcommercio Puglia e Bari-BAT Vito D'Ingeo e dalla presidente di Confesercenti Puglia-Bari Raffaella Altamura. Il sindaco ha riassunto il senso dell'appuntamento in una formula: «Centro storico è presenza, cultura ed economia». Altamura ha invece posto l'accento sulla sinergia tra istituzioni e imprese: «Mettere insieme pubblico e privato non è semplice ma qui ci siamo riusciti grazie all'amministrazione che ha compreso il periodo di crisi del commercio che deve essere affrontato comprendendo i deficit e i meccanismi con cui si può intervenire e contrastare la desertificazione».
Sono poi intervenuti Pippo Sciscioli, dirigente dell'Ufficio SUAP e Cultura del Comune di Corato, la sociologa economica e del lavoro Marina Mastropierro e Luigi Menduni, presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio Corato, con la moderazione di Mariantonia Curci.
Il sondaggio del DUC: cosa attrae e cosa frena
L'obiettivo condiviso è rendere il centro storico vivo e vissuto tutto l'anno, e per riuscirci occorre prima di tutto capirne le dinamiche interne. Il lavoro del DUC, il Distretto Urbano del Commercio, è partito proprio dall'ascolto, attraverso un sondaggio che ha coinvolto per il 54% visitatori, per il 21% operatori economici, per il 18% residenti del Borgo Antico e per il 7% turisti.
Dalle risposte emerge un quadro chiaro: a rendere attrattivo il centro sono i locali e i ristoranti di qualità, l'atmosfera e la bellezza del luogo, gli eventi e le manifestazioni, l'offerta culturale e storica. Sul fronte opposto, le criticità più sentite sono il degrado urbano, la scarsa sicurezza, un'offerta commerciale limitata, la difficoltà di parcheggio e la mancanza di servizi. A completare l'analisi, un censimento degli spazi ha permesso di individuare dove si trovano i locali vuoti, mettendo in luce concentrazioni e discontinuità.
Funzioni, spazi e tempi: le direttrici per il rilancio
Da questi dati nascono le possibili soluzioni, articolate su tre direttrici. Quanto alle funzioni, si punta a diversificare le attività commerciali e i servizi di prossimità, evitando una dipendenza eccessiva da una sola tipologia di consumo.
Sul versante degli spazi, l'idea è riattivare i locali inutilizzati anche come sedi di organizzazioni, associazioni, iniziative culturali e creative, esperienze per i visitatori e temporary use, superando il concetto di negozio tradizionale. A tutto ciò si affiancherebbe un arredo urbano artistico stagionale, capace di creare bellezza, curiosità e nuovi motivi di visita.
Sul piano dei tempi, infine, l'obiettivo è costruire una frequentazione continua durante l'anno e nelle diverse fasce orarie, senza limitarsi ai picchi serali o ai giorni degli eventi.
Il contributo per le nuove aperture
Alle linee guida si affianca una proposta concreta, pensata per trasformare l'interesse e le idee in nuove aperture: un sostegno alla fase di start up con un contributo massimo di 20mila euro per ogni attività, da utilizzare entro due anni, destinato a un massimo di otto attività.