Corato piange Cataldo Modugno, l’operaio dei Molini Casillo non ce l’ha fatta

Dopo 48 giorni di ricovero al Bonomo di Andria si spegne il 54enne ferito alla testa il 26 agosto

mercoledì 14 ottobre 2026 10.49
A cura di Anna Lops
Si è spenta ieri, all'ospedale Bonomo di Andria, la vita di Cataldo Modugno, 54 anni, l'operaio rimasto gravemente ferito lo scorso 26 agosto all'interno dello stabilimento dei Molini Casillo di Corato.

Modugno lavorava nello stesso stabilimento da quasi quarant'anni. Vi era arrivato da giovanissimo e lì aveva maturato gran parte della propria esperienza professionale. La mattina del 26 agosto era entrato regolarmente al lavoro, come ogni giorno. Qualche ora dopo i colleghi lo avevano trovato privo di conoscenza, con una grave lesione alla tempia. In un primo momento era apparso con lo stato di coscienza alterato, barcollante.

Soccorso dal 118, era stato trasportato d'urgenza al Bonomo di Andria e ricoverato in Rianimazione. Le condizioni erano apparse subito gravissime e, nelle settimane successive, ai familiari era stato comunicato che il quadro era ormai irreversibile. Il decesso pone fine a un'attesa dolorosa per i suoi cari, che fino all'ultimo hanno sperato in un esito diverso.

Dopo la morte, la Procura di Trani ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Claudia Della Bona.

Sarà disposta l'autopsia, che verrà eseguita all'Istituto di medicina legale, per chiarire la causa effettiva della morte e ricostruire anche sotto il profilo medico-legale quanto accaduto. L'esame sarà un passaggio centrale per stabilire la natura delle lesioni e verificare il nesso tra l'infortunio e il decesso.

La dinamica resta infatti ancora da accertare: non risultano testimoni diretti del momento in cui si sarebbe verificato l'infortunio. Gli accertamenti sono stati affidati ai carabinieri della Stazione di Corato e ai tecnici dello Spesal di Molfetta, sotto il coordinamento della Procura.

L'obiettivo è individuare l'eventuale meccanismo che ha provocato il trauma e verificare le condizioni in cui si svolgeva il lavoro all'interno del reparto produttivo.

La famiglia è assistita dall'avvocato Vincenzo Operamolla. Nei giorni scorsi era stato il figlio Antonio a chiedere pubblicamente chiarezza con una lettera: «Non vogliamo puntare il dito contro nessuno, vorremmo soltanto conoscere la verità e capire come si sia verificato l'infortunio».

I familiari avevano riferito di non aver ricevuto, a distanza di settimane, una ricostruzione esaustiva di quanto avvenuto nello stabilimento. Saranno gli esiti delle indagini a stabilire le cause e gli eventuali profili di responsabilità.

Fuori dalla fabbrica Modugno coltivava la passione per lo sport, in particolare il basket e la corsa. Una vita scandita da abitudini consolidate, interrotta il 26 agosto in circostanze che restano ancora da chiarire.