Da vittima di abusi ad esempio di riscatto: la storia di Norbert da Corato a Santiago
«3000 km per ritornare alla vita», il suo cammino per rompere il silenzio sugli abusi sessuali sui minori
lunedì 14 settembre 2026
14.17
È partito il 1° maggio 2026, alle ore 9:00, da Piazza Sedile a Corato , con una meta lontana più di 3.000 chilometri: Santiago de Compostela.
Protagonista di questa impresa è Norbert Steingress, 69 anni, che da oltre quattro mesi attraversa a piedi Italia, Francia e Spagna portando con sé una missione precisa: rompere il muro del silenzio sugli abusi sessuali sui minori e trasmettere un messaggio di speranza a chi ne porta ancora oggi le conseguenze.
Il progetto si intitola: "DA CORATO A SANTIAGO – 3000 km per ritornare alla vita!".
Dopo decenni di silenzio, all'età di 53 anni ha trovato la forza di parlare e di affrontare quanto aveva vissuto, iniziando un lungo percorso di elaborazione che gli ha permesso, nel tempo, di trasformare il dolore in testimonianza, consapevolezza e speranza per gli altri.
«Con questo cammino voglio raggiungere soprattutto le persone che hanno subito abusi da bambini e che ancora oggi vivono nel silenzio, nella paura o nella vergogna. Voglio dire loro che parlare è possibile e che si può ritornare alla vita.»
Durante il percorso Steingress ha incontrato centinaia di persone e ha presentato il proprio messaggio anche ad amministrazioni comunali, istituzioni, servizi sociali, associazioni e realtà impegnate nella tutela dei minori e nel sostegno alle vittime.
Numerosi sono stati gli incontri e le testimonianze raccolte lungo il cammino. In alcuni casi persone incontrate per strada hanno trovato, dopo aver ascoltato la sua storia, il coraggio di raccontare per la prima volta esperienze dolorose rimaste nascoste per anni.
«Per me questo è già uno dei risultati più importanti del viaggio. Se attraverso questi 3.000 chilometri riuscirò ad aiutare anche una sola persona a rompere il silenzio, a chiedere aiuto o a riconciliarsi con se stessa, allora tutto questo cammino avrà avuto un senso ancora più profondo.»
L'impresa di Steingress porta con sé anche un secondo messaggio: la possibilità di ripartire dopo importanti interventi chirurgici.
Quattro e tre anni fa ha infatti subito la sostituzione di entrambe le ginocchia con protesi. Attraverso una riabilitazione mirata, allenamento e grande costanza si è preparato per affrontare una sfida che lo sta portando a percorrere a piedi oltre 3.000 chilometri.
Dopo più di quattro mesi dalla partenza, il traguardo è ormai vicino.
Oggi, 14 settembre 2026, mancano circa 250 chilometri a Santiago de Compostela.
L'ultima parte del Cammino rappresenta quindi non soltanto la conclusione di una straordinaria sfida fisica, ma soprattutto il punto di arrivo di un viaggio di memoria, testimonianza e speranza.
Norbert Steingress desidera ringraziare tutte le persone che, dall'Italia alla Francia fino alla Spagna, lo hanno accolto, sostenuto e accompagnato, anche a distanza, durante questi mesi.
Il suo invito, negli ultimi chilometri verso Santiago, rimane lo stesso che ha accompagnato tutto il viaggio: rompere il muro del silenzio, parlare degli abusi sessuali sui minori e dare voce a chi per troppo tempo non ha potuto parlare.
Protagonista di questa impresa è Norbert Steingress, 69 anni, che da oltre quattro mesi attraversa a piedi Italia, Francia e Spagna portando con sé una missione precisa: rompere il muro del silenzio sugli abusi sessuali sui minori e trasmettere un messaggio di speranza a chi ne porta ancora oggi le conseguenze.
Il progetto si intitola: "DA CORATO A SANTIAGO – 3000 km per ritornare alla vita!".
Cammino contro la pedofilia
Alla base del viaggio c'è la storia personale di Norbert Steingress, vittima di abusi sessuali durante l'infanzia e l'adolescenza da parte di persone che avrebbero dovuto proteggere un bambino.Dopo decenni di silenzio, all'età di 53 anni ha trovato la forza di parlare e di affrontare quanto aveva vissuto, iniziando un lungo percorso di elaborazione che gli ha permesso, nel tempo, di trasformare il dolore in testimonianza, consapevolezza e speranza per gli altri.
«Con questo cammino voglio raggiungere soprattutto le persone che hanno subito abusi da bambini e che ancora oggi vivono nel silenzio, nella paura o nella vergogna. Voglio dire loro che parlare è possibile e che si può ritornare alla vita.»
Durante il percorso Steingress ha incontrato centinaia di persone e ha presentato il proprio messaggio anche ad amministrazioni comunali, istituzioni, servizi sociali, associazioni e realtà impegnate nella tutela dei minori e nel sostegno alle vittime.
Numerosi sono stati gli incontri e le testimonianze raccolte lungo il cammino. In alcuni casi persone incontrate per strada hanno trovato, dopo aver ascoltato la sua storia, il coraggio di raccontare per la prima volta esperienze dolorose rimaste nascoste per anni.
«Per me questo è già uno dei risultati più importanti del viaggio. Se attraverso questi 3.000 chilometri riuscirò ad aiutare anche una sola persona a rompere il silenzio, a chiedere aiuto o a riconciliarsi con se stessa, allora tutto questo cammino avrà avuto un senso ancora più profondo.»
L'impresa di Steingress porta con sé anche un secondo messaggio: la possibilità di ripartire dopo importanti interventi chirurgici.
Quattro e tre anni fa ha infatti subito la sostituzione di entrambe le ginocchia con protesi. Attraverso una riabilitazione mirata, allenamento e grande costanza si è preparato per affrontare una sfida che lo sta portando a percorrere a piedi oltre 3.000 chilometri.
Dopo più di quattro mesi dalla partenza, il traguardo è ormai vicino.
Oggi, 14 settembre 2026, mancano circa 250 chilometri a Santiago de Compostela.
L'ultima parte del Cammino rappresenta quindi non soltanto la conclusione di una straordinaria sfida fisica, ma soprattutto il punto di arrivo di un viaggio di memoria, testimonianza e speranza.
Norbert Steingress desidera ringraziare tutte le persone che, dall'Italia alla Francia fino alla Spagna, lo hanno accolto, sostenuto e accompagnato, anche a distanza, durante questi mesi.
Il suo invito, negli ultimi chilometri verso Santiago, rimane lo stesso che ha accompagnato tutto il viaggio: rompere il muro del silenzio, parlare degli abusi sessuali sui minori e dare voce a chi per troppo tempo non ha potuto parlare.