Gaetano Mongelli, sei anni per un sogno: nasce a Corato "Megaad"
Il gioco è stato presentato per la prima volta martedì 4 agosto
giovedì 6 agosto 2026
13.22
Ventisette anni, una laurea in Scienze della Comunicazione conseguita a Bari e una magistrale in User Experience Design a Siena, dove oggi lavora da due anni presso il laboratorio di ricerca in interaction design dell'università.
Gaetano Mongelli, coratino, si è specializzato negli ultimi anni nel campo dell'intelligenza artificiale, tanto da ottenere la nomina a cultore della materia in machine learning e AI, che gli ha permesso di tenere un corso universitario. Ma dietro il curriculum accademico c'è un progetto personale coltivato per sei anni: Megaad, un gioco da tavolo strategico che martedì è stato presentato per la prima volta a Corato.
-Da dove nasce l'idea di questo gioco?
«Nasce dalla combo noia-passione, durante il COVID ero annoiato non sapevo cosa fare, giocavo sempre online con amici ma amavo i giochi da tavolo e quindi per gioco ho provato a dare vita ad un mondo immaginario.
Volevo creare un gioco con una grafica nerd ma adatto a tutti, e posso dire che anche chi non ha mai giocato a giochi complessi si è appassionato a questo gioco quindi il mio obiettivo posso definirlo raggiunto almeno per ora».
-In cosa consiste?
«È un gioco per 2 o 4 giocatori, ci si sfida di conseguenza 1 contro 1 o 2 contro 2.
L'obiettivo è quello di muovere i propri eroi su una specie di scacchiera e sconfiggere la truppa nemica. Ogni eroe ha le proprie caratteristiche offensive, difensive e abilità speciali. Ogni singola mossa però costa "Mana". Bisogna gestire alla perfezione il mana nel proprio turno».
-Qual è stata la tua ispirazione per questo gioco?
«Riprendo la risposta di prima dicendo che sono stati i personaggi. Avevo questi personaggi in testa ma volevo dare loro un luogo fisico e poi da grande appassionato di League of Legends ho deciso di ispirarmi a quel gioco. Ho preso alcuni dettagli da "LOL" altri dalla fantasia, altri derivanti da play test che ho fatto in fiere ed ecco il risultato».
-6 anni di lavoro sono tanti. Cosa ti ha spinto a continuare?
«Le persone. Sei anni sono tantissimi, molte volte mi sono fermato anche per molti mesi di fila, il gioco ha avuto il periodo più "fermo" di 15 mesi perché avevo perso ogni stimolo. Non è un progetto comune, non è facile trovare stimoli in giro, molte volte sono stato definito "pazzo" in maniera scherzosa dai miei amici quando spiegavo che idea aveva in testa. Poi c'è stata la mia ragazza, Alessia, che mi ha spinto a continuare questa idea folle. Lei non è la classica appassionata di giochi da tavolo (ora lo sta diventando fortunatamente) ma ha deciso di rimboccarsi le maniche e darmi una mano».
-Martedí hai presentato per la prima volta la tua creazione. Qual è stata la risposta da parte della cittadinanza?
«Mi hanno fatto andare a casa tardi e senza voce quindi direi bene. Dalle 19 alle 22.30 (orario in cui abbiamo dovuto cacciare gli ultimi temerari) abbiamo avuto circa 24 postazioni di giocatori sempre occupate, ho dovuto spiegare tante volte il gioco e sono contento di averlo fatto».
-Obiettivi per il futuro?
«Per il momento ho stampato alcune copie di questo gioco, l'obiettivo è sicuramente quello di vendere queste copie e raccogliere più feedback possibili per andare avanti e stampare più copie possibili. Ho in mente già tante espansioni e tanti personaggi che sto pensando, poi c'è il mio amico marchigiano Murtezani Azret che mette su carta le mie idee di personaggi (arriverà ad odiarmi).
L'obiettivo su larga scala è sicuramente quello di essere un autoproduttore a tutti gli effetti, per arrivare a questo punto sicuramente mi serviranno tempo e fondi ma chissà, sei anni fa non avrei mai pensato di parlare di Megaad ad una testata di Corato».
Gaetano Mongelli, coratino, si è specializzato negli ultimi anni nel campo dell'intelligenza artificiale, tanto da ottenere la nomina a cultore della materia in machine learning e AI, che gli ha permesso di tenere un corso universitario. Ma dietro il curriculum accademico c'è un progetto personale coltivato per sei anni: Megaad, un gioco da tavolo strategico che martedì è stato presentato per la prima volta a Corato.
-Da dove nasce l'idea di questo gioco?
«Nasce dalla combo noia-passione, durante il COVID ero annoiato non sapevo cosa fare, giocavo sempre online con amici ma amavo i giochi da tavolo e quindi per gioco ho provato a dare vita ad un mondo immaginario.
Volevo creare un gioco con una grafica nerd ma adatto a tutti, e posso dire che anche chi non ha mai giocato a giochi complessi si è appassionato a questo gioco quindi il mio obiettivo posso definirlo raggiunto almeno per ora».
-In cosa consiste?
«È un gioco per 2 o 4 giocatori, ci si sfida di conseguenza 1 contro 1 o 2 contro 2.
L'obiettivo è quello di muovere i propri eroi su una specie di scacchiera e sconfiggere la truppa nemica. Ogni eroe ha le proprie caratteristiche offensive, difensive e abilità speciali. Ogni singola mossa però costa "Mana". Bisogna gestire alla perfezione il mana nel proprio turno».
-Qual è stata la tua ispirazione per questo gioco?
«Riprendo la risposta di prima dicendo che sono stati i personaggi. Avevo questi personaggi in testa ma volevo dare loro un luogo fisico e poi da grande appassionato di League of Legends ho deciso di ispirarmi a quel gioco. Ho preso alcuni dettagli da "LOL" altri dalla fantasia, altri derivanti da play test che ho fatto in fiere ed ecco il risultato».
-6 anni di lavoro sono tanti. Cosa ti ha spinto a continuare?
«Le persone. Sei anni sono tantissimi, molte volte mi sono fermato anche per molti mesi di fila, il gioco ha avuto il periodo più "fermo" di 15 mesi perché avevo perso ogni stimolo. Non è un progetto comune, non è facile trovare stimoli in giro, molte volte sono stato definito "pazzo" in maniera scherzosa dai miei amici quando spiegavo che idea aveva in testa. Poi c'è stata la mia ragazza, Alessia, che mi ha spinto a continuare questa idea folle. Lei non è la classica appassionata di giochi da tavolo (ora lo sta diventando fortunatamente) ma ha deciso di rimboccarsi le maniche e darmi una mano».
-Martedí hai presentato per la prima volta la tua creazione. Qual è stata la risposta da parte della cittadinanza?
«Mi hanno fatto andare a casa tardi e senza voce quindi direi bene. Dalle 19 alle 22.30 (orario in cui abbiamo dovuto cacciare gli ultimi temerari) abbiamo avuto circa 24 postazioni di giocatori sempre occupate, ho dovuto spiegare tante volte il gioco e sono contento di averlo fatto».
-Obiettivi per il futuro?
«Per il momento ho stampato alcune copie di questo gioco, l'obiettivo è sicuramente quello di vendere queste copie e raccogliere più feedback possibili per andare avanti e stampare più copie possibili. Ho in mente già tante espansioni e tanti personaggi che sto pensando, poi c'è il mio amico marchigiano Murtezani Azret che mette su carta le mie idee di personaggi (arriverà ad odiarmi).
L'obiettivo su larga scala è sicuramente quello di essere un autoproduttore a tutti gli effetti, per arrivare a questo punto sicuramente mi serviranno tempo e fondi ma chissà, sei anni fa non avrei mai pensato di parlare di Megaad ad una testata di Corato».