Il Falò “Jò a Jò” di Corato tra i riti del fuoco finanziati dalla Regione
Il tradizionale Falò di Santa Lucia ammesso ai contributi regionali 2026
giovedì 1 ottobre 2026
14.03
La Sezione Turismo e Internazionalizzazione della Regione Puglia ha approvato gli elenchi delle istanze ammesse e non ammesse a contributo per l'annualità 2026 del bando dedicato ai rituali festivi legati al fuoco.
L'avviso ha inteso riconoscere e sostenere le feste del fuoco come patrimonio identitario della Puglia nell'ottica della salvaguardia delle stesse anche in chiave di attrattività turistica e culturale.
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 120.000 euro, così ripartiti: 100.000 euro destinati alle Amministrazioni comunali e 20.000 euro alle istituzioni sociali private, incluse fondazioni, associazioni e comitati.
Al Registro regionale delle manifestazioni risultano attualmente iscritti 42 rituali del fuoco, distribuiti sull'intero territorio pugliese: falò, focare, luminarie di fuoco e riti che affondano le radici nelle tradizioni contadine e devozionali delle comunità locali.
I contributi sono finalizzati a coprire le spese di organizzazione e svolgimento delle manifestazioni in programma tra settembre e dicembre 2026. Tra le voci ammissibili rientrano i costi per la realizzazione tecnica degli eventi (allestimenti, service audio-luci, strutture temporanee), gli oneri per la sicurezza e le autorizzazioni, le spese di promozione e comunicazione, i compensi per direzione artistica e artisti, e le coperture assicurative.
Con l'approvazione degli elenchi la Sezione Turismo e Internazionalizzazione completa l'iter istruttorio dell'avviso 2026, consentendo a Comuni e realtà associative di programmare le manifestazioni con la copertura finanziaria già impegnata. L'obiettivo é quello di coniugare la tutela di un patrimonio immateriale secolare con la valorizzazione turistica dei borghi e dei territori che ogni anno, attorno al fuoco, rinnovano il proprio calendario di comunità.
Tra i falò ammessi c'è anche quello di Santa Lucia a Corato.
L'avviso ha inteso riconoscere e sostenere le feste del fuoco come patrimonio identitario della Puglia nell'ottica della salvaguardia delle stesse anche in chiave di attrattività turistica e culturale.
La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 120.000 euro, così ripartiti: 100.000 euro destinati alle Amministrazioni comunali e 20.000 euro alle istituzioni sociali private, incluse fondazioni, associazioni e comitati.
Al Registro regionale delle manifestazioni risultano attualmente iscritti 42 rituali del fuoco, distribuiti sull'intero territorio pugliese: falò, focare, luminarie di fuoco e riti che affondano le radici nelle tradizioni contadine e devozionali delle comunità locali.
I contributi sono finalizzati a coprire le spese di organizzazione e svolgimento delle manifestazioni in programma tra settembre e dicembre 2026. Tra le voci ammissibili rientrano i costi per la realizzazione tecnica degli eventi (allestimenti, service audio-luci, strutture temporanee), gli oneri per la sicurezza e le autorizzazioni, le spese di promozione e comunicazione, i compensi per direzione artistica e artisti, e le coperture assicurative.
Con l'approvazione degli elenchi la Sezione Turismo e Internazionalizzazione completa l'iter istruttorio dell'avviso 2026, consentendo a Comuni e realtà associative di programmare le manifestazioni con la copertura finanziaria già impegnata. L'obiettivo é quello di coniugare la tutela di un patrimonio immateriale secolare con la valorizzazione turistica dei borghi e dei territori che ogni anno, attorno al fuoco, rinnovano il proprio calendario di comunità.
Tra i falò ammessi c'è anche quello di Santa Lucia a Corato.