Incidente sul lavoro, l'appello della famiglia dell'operaio di Corato. «Dopo circa quaranta giorni ancora nessuna spiegazione sull’accaduto»

Dopo l’incidente, la famiglia dell’operaio scrive alla redazione

mercoledì 7 ottobre 2026 12.01
A cura di Anna Lops
Sono passati circa quaranta giorni dal 26 agosto, data in cui Cataldo Modugno è stato trovato privo di conoscenza dai colleghi all'interno dello stabilimento Molini Casillo di Corato. Da allora la sua famiglia vive, come affermato dal figlio Antonio, «sospesa». L'uomo è ricoverato nel reparto di rianimazione dell'Ospedale Bonomo di Andria, dove è stato trasportato d'urgenza dopo l'infortunio. Ha subito diversi interventi chirurgici e, secondo quanto riferito dai familiari, le sue condizioni sono oggi irreversibili.

Alla sofferenza per le condizioni del congiunto si aggiunge un'altra ferita: quella dell'incertezza: «Non ci è stata ancora fornita in modo esaustivo la dinamica dell'incidente», scrive, spiegando che nonostante la gravità dell'infortunio i familiari non hanno ricevuto un quadro chiaro di come sia avvenuto. In altre parole, a distanza di oltre un mese, nessuno ha ancora spiegato loro con precisione che cosa sia successo all'interno dello stabilimento.

Da qui la domanda, che Antonio pone con amarezza: «Come sia possibile che un uomo sia entrato al lavoro e, poche ore dopo, sia stato ricoverato in condizioni gravissime, senza che la vicenda abbia avuto una reale attenzione pubblica».

Il figlio di Cataldo tiene però a precisare il senso della lettera. «Non intendiamo accusare nessuno, anche perché non disponiamo di elementi sufficienti per farlo», scrive. La famiglia, spiega, confida nel lavoro della Procura, che sta svolgendo i propri accertamenti, e degli organi competenti. Ma l'assenza di informazioni, aggiunge, «alimenta un profondo senso di smarrimento» e il timore che alcuni aspetti della vicenda non siano ancora emersi. Non una denuncia, dunque, ma una richiesta di trasparenza: sapere cosa è accaduto al proprio caro.

L'appello è chiaro: «Non vogliamo puntare il dito contro nessuno. Vorremmo soltanto conoscere la verità e capire come si sia verificato l'infortunio». Un'esigenza semplice e legittima, quella di una famiglia che, mentre attende accanto al letto di Cataldo, chiede di non essere lasciata sola davanti a un interrogativo.

Al momento, per quanto riferito dai familiari, le indagini della Procura sono in corso e non sono state rese note le cause dell'accaduto. La nostra redazione resta a disposizione per raccogliere ulteriori elementi e per dare voce a chiunque, istituzioni, azienda, organi di vigilanza, voglia contribuire a fare chiarezza.