La coratina Nicole Cimadomo ammessa alla Scuola Normale Superiore di Pisa
Diplomata al Liceo Classico Oriani, ha ottenuto il 13° posto nella graduatoria del concorso
giovedì 17 settembre 2026
14.35
Un traguardo di grande prestigio per Nicole Cimadomo, coratina diplomata lo scorso anno al Liceo Classico Oriani, che è stata ammessa alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Nicole ha conquistato il 13° posto nella graduatoria finale del concorso di ammissione, con una media complessiva di 82,25, ottenendo così uno dei 28 posti disponibili per il corso di Scienze dell'antichità. Un risultato che premia la sua preparazione e il percorso di studi intrapreso al liceo.
Abbiamo intervistato Nicole per farci raccontare le emozioni, l'impegno e le aspettative legate a questo importante traguardo.
Nicole, come hai vissuto il momento in cui hai saputo di essere stata ammessa alla Normale?
«Sono stata informata da un mio amico che ha tentato il concorso con me del fatto che le graduatorie fossero state pubblicate. Ero così incredula che ho verificato più volte che fosse proprio il mio nome e che corrispondesse a me, poi mi sono abbandonata ad un pianto catartico e ho condiviso la notizia con tutti quelli che mi hanno supportata nel percorso»
Quando hai deciso di provare il concorso e cosa ti ha spinto a puntare proprio sulla Normale?
«Ho maturato la decisione di tentare il concorso d'ammissione dopo l'esperienza residenziale di orientamento vissuta l'anno scorso presso San Miniato: sentivo che l'ambiente, i professori, gli studenti, persino i libri, gli spazi e le biblioteche corrispondessero pienamente al modo in cui ho sempre sognato di vivere e di studiare»
Perché hai scelto il corso di Scienze dell'antichità e cosa ti affascina di questo ambito?
«Non ho mai avuto dubbi sul settore nel quale avrei voluto investire le mie risorse in futuro. Persino quando ho dovuto selezionare le materie da portare all'esame, ho scelto greco e latino: pur essendo più complesso accostarsi a lingue che non considero affatto morte, ma d'élite, sentivo che approfondirle in vista dell'esame sarebbe stato stimolante, appagante e che, in un modo o nell'altro, ne sarebbe valsa la pena. Adoro queste discipline in tutti i loro aspetti: la conoscenza della lingua originale è la «conditio sine qua» non per penetrare in quella civiltà meravigliosa, non scevra di insidie e contraddizioni, ma che costituisce comunque il substrato culturale della nostra società»
Cosa ti aspetti dai prossimi anni alla Normale, sia dal punto di vista universitario sia personale?
«Spero che la Normale mi proietti in un ambiente in cui lo studio sia un modus vivendi, un'opportunità per coltivare le proprie passioni ma soprattutto condividerle con altri e ricevere osmoticamente nuovi stimoli: è questo che a mio parere rende speciale una istituzione come la Normale. Dal punto di vista personale, spero di continuare a coltivare le mie passioni, i miei affetti e di lavorare su me stessa»
Hai già un'idea di cosa vorresti fare dopo questo percorso?
«Non ho un'idea precisa su ciò che vorrei fare in futuro: mi piacerebbe lavorare nell'ambiente accademico, curare pubblicazioni, fare ricerca, ma non escludo anche altri settori in cui impiegare le competenze acquisite con questo solido percorso di studi»
C'è una persona che senti abbia avuto un ruolo particolare nel raggiungimento di questo risultato?
«Se c'è una persona che davvero è meritevole quanto me del risultato raggiunto, questa è mia madre: ha creduto in me sin dal primo istante, ma, allo stesso tempo, mi ha sempre ricordato che un fallimento non avrebbe costituito una sconfitta, ma solo un punto dal quale iniziare un nuovo percorso. Pur non avendomi aiutata nello studio, si è presa cura della mia componente umana in tutto questo tempo, ha gestito il mio stress e i miei cambi d'umore repentini e mi ha aspettata sveglia per darmi la buonanotte quando andavo tardi la sera a dormire per studiare. Il suo "noi" è sempre stato vero, sincero, concreto, e per questo le sarò sempre grata»
Abbiamo intervistato Nicole per farci raccontare le emozioni, l'impegno e le aspettative legate a questo importante traguardo.
Nicole, come hai vissuto il momento in cui hai saputo di essere stata ammessa alla Normale?
«Sono stata informata da un mio amico che ha tentato il concorso con me del fatto che le graduatorie fossero state pubblicate. Ero così incredula che ho verificato più volte che fosse proprio il mio nome e che corrispondesse a me, poi mi sono abbandonata ad un pianto catartico e ho condiviso la notizia con tutti quelli che mi hanno supportata nel percorso»
Quando hai deciso di provare il concorso e cosa ti ha spinto a puntare proprio sulla Normale?
«Ho maturato la decisione di tentare il concorso d'ammissione dopo l'esperienza residenziale di orientamento vissuta l'anno scorso presso San Miniato: sentivo che l'ambiente, i professori, gli studenti, persino i libri, gli spazi e le biblioteche corrispondessero pienamente al modo in cui ho sempre sognato di vivere e di studiare»
Perché hai scelto il corso di Scienze dell'antichità e cosa ti affascina di questo ambito?
«Non ho mai avuto dubbi sul settore nel quale avrei voluto investire le mie risorse in futuro. Persino quando ho dovuto selezionare le materie da portare all'esame, ho scelto greco e latino: pur essendo più complesso accostarsi a lingue che non considero affatto morte, ma d'élite, sentivo che approfondirle in vista dell'esame sarebbe stato stimolante, appagante e che, in un modo o nell'altro, ne sarebbe valsa la pena. Adoro queste discipline in tutti i loro aspetti: la conoscenza della lingua originale è la «conditio sine qua» non per penetrare in quella civiltà meravigliosa, non scevra di insidie e contraddizioni, ma che costituisce comunque il substrato culturale della nostra società»
Cosa ti aspetti dai prossimi anni alla Normale, sia dal punto di vista universitario sia personale?
«Spero che la Normale mi proietti in un ambiente in cui lo studio sia un modus vivendi, un'opportunità per coltivare le proprie passioni ma soprattutto condividerle con altri e ricevere osmoticamente nuovi stimoli: è questo che a mio parere rende speciale una istituzione come la Normale. Dal punto di vista personale, spero di continuare a coltivare le mie passioni, i miei affetti e di lavorare su me stessa»
Hai già un'idea di cosa vorresti fare dopo questo percorso?
«Non ho un'idea precisa su ciò che vorrei fare in futuro: mi piacerebbe lavorare nell'ambiente accademico, curare pubblicazioni, fare ricerca, ma non escludo anche altri settori in cui impiegare le competenze acquisite con questo solido percorso di studi»
C'è una persona che senti abbia avuto un ruolo particolare nel raggiungimento di questo risultato?
«Se c'è una persona che davvero è meritevole quanto me del risultato raggiunto, questa è mia madre: ha creduto in me sin dal primo istante, ma, allo stesso tempo, mi ha sempre ricordato che un fallimento non avrebbe costituito una sconfitta, ma solo un punto dal quale iniziare un nuovo percorso. Pur non avendomi aiutata nello studio, si è presa cura della mia componente umana in tutto questo tempo, ha gestito il mio stress e i miei cambi d'umore repentini e mi ha aspettata sveglia per darmi la buonanotte quando andavo tardi la sera a dormire per studiare. Il suo "noi" è sempre stato vero, sincero, concreto, e per questo le sarò sempre grata»