«La piazza delle idee»: a Corato i sindaci del Nord Barese fanno fronte comune
Alla Festa dell’Unità, in piazza Sedile, il dibattito «I sindaci in trincea»
lunedì 19 ottobre 2026
13.35
Quando i bilanci si assottigliano e i bisogni dei cittadini crescono, a pagare il prezzo più alto sono i sindaci, primi interlocutori di chi ha bisogno di aiuto. È da questa consapevolezza che è partito, domenica sera in piazza Sedile a Corato, il confronto che ha chiuso la Festa dell'Unità, tra amministratori che ogni giorno si misurano con le emergenze sociali senza poter contare su risorse adeguate.
Una festa per tornare in piazza
Da venerdì 16 a domenica 18 ottobre è tornata a Corato la Festa dell'Unità, intitolata quest'anno «La piazza delle idee». L'evento, organizzato dal circolo locale del Partito Democratico insieme ai Giovani Democratici Corato, si è svolto prevalentemente in via Roma e piazza Sedile, con una parentesi pomeridiana di sabato presso il comitato politico di via Di Vittorio 33.
Tra i momenti principali il dibattito di domenica 18 ottobre: «I sindaci in trincea: il governo taglia, chi paga?», moderato da Josephine Soranno, autrice di «Insieme per la Puglia». Sul palco hanno preso la parola Corrado De Benedittis, sindaco di Corato, Giovanna Bruno, sindaca di Andria, Manuel Minervini, sindaco di Molfetta, e Michelangelo De Chirico, sindaco di Terlizzi.
Il lavoro quotidiano di chi amministra
A dare il tono più concreto al dibattito è stato De Chirico, che ha descritto la fatica silenziosa di chi guida un Comune. Il sindaco di Terlizzi ha ricordato che «si parla spesso di sofferenza», ma che questa «colpisce anche i sindaci e gli amministratori», chiamati ogni giorno a fronteggiare «situazioni drammatiche, come quelle di famiglie che non riescono a soddisfare i bisogni dei figli, o chi non ha una casa». In altre parole, il primo cittadino è l'ultimo presidio dello Stato sul territorio, quello a cui ci si rivolge quando altre porte restano chiuse.
De Chirico ha aggiunto che si interviene «compatibilmente con le risorse umane ed economiche dei comuni», cioè nei limiti di mezzi sempre più ridotti, e lo si fa «con grande tenacia e pazienza», a partire «di prima mattina, senza orari o giorni»: un impegno che non conosce pause né festivi.
Un'alternativa progressista per il Paese e per il Sud
Sul piano politico, Minervini ha richiamato l'importanza del momento, rallegrandosi per il fatto che «le feste dell'Unità stiano ritornando su tutti i territori». Il sindaco di Molfetta ha sottolineato la necessità di «un fronte progressista unito» capace di proporre «un'alternativa per il Paese e soprattutto per il Sud», in una fase che ha definito «complessa e difficile», anche alla luce delle proteste in corso. Il suo è un appello a superare le divisioni per offrire una prospettiva credibile a un Mezzogiorno che si sente trascurato.
Unità come risposta alla perdita di certezze
Sulla stessa linea De Benedittis, che ha invitato a riscoprire parole come «unità», perché «serve essere uniti davanti a una perdita generale di certezze e di diritti». Il sindaco di Corato ha letto nelle mobilitazioni di questi giorni un segnale preciso: il Mezzogiorno, ha osservato, «è attraversato da tante proteste che indicano la perdita di una tenuta sociale».
Alla domanda su come rispondere, la sua replica è stata netta e sintetica: «Con l'unità». Un concetto che, nelle sue parole, è insieme valore storico della sinistra e strumento pratico per fronteggiare la crisi.
Una comunità che dialoga e non ha paura delle piazze
Giovanna Bruno ha rivendicato il valore stesso dell'iniziativa: «una bella comunità democratica che non ha paura di occupare le strade e le piazze per parlare a viso aperto». La sindaca di Andria ha spiegato che l'obiettivo è far capire ai cittadini che esiste «una comunità che dialoga, che si interroga, che fa delle proposte e si pone degli obiettivi». Un messaggio rivolto a chi guarda alla politica con distacco: la partecipazione, nel suo ragionamento, passa dalla presenza fisica nei luoghi pubblici e dalla capacità di costruire proposte condivise.
Una festa per tornare in piazza
Da venerdì 16 a domenica 18 ottobre è tornata a Corato la Festa dell'Unità, intitolata quest'anno «La piazza delle idee». L'evento, organizzato dal circolo locale del Partito Democratico insieme ai Giovani Democratici Corato, si è svolto prevalentemente in via Roma e piazza Sedile, con una parentesi pomeridiana di sabato presso il comitato politico di via Di Vittorio 33.
Tra i momenti principali il dibattito di domenica 18 ottobre: «I sindaci in trincea: il governo taglia, chi paga?», moderato da Josephine Soranno, autrice di «Insieme per la Puglia». Sul palco hanno preso la parola Corrado De Benedittis, sindaco di Corato, Giovanna Bruno, sindaca di Andria, Manuel Minervini, sindaco di Molfetta, e Michelangelo De Chirico, sindaco di Terlizzi.
Il lavoro quotidiano di chi amministra
A dare il tono più concreto al dibattito è stato De Chirico, che ha descritto la fatica silenziosa di chi guida un Comune. Il sindaco di Terlizzi ha ricordato che «si parla spesso di sofferenza», ma che questa «colpisce anche i sindaci e gli amministratori», chiamati ogni giorno a fronteggiare «situazioni drammatiche, come quelle di famiglie che non riescono a soddisfare i bisogni dei figli, o chi non ha una casa». In altre parole, il primo cittadino è l'ultimo presidio dello Stato sul territorio, quello a cui ci si rivolge quando altre porte restano chiuse.
De Chirico ha aggiunto che si interviene «compatibilmente con le risorse umane ed economiche dei comuni», cioè nei limiti di mezzi sempre più ridotti, e lo si fa «con grande tenacia e pazienza», a partire «di prima mattina, senza orari o giorni»: un impegno che non conosce pause né festivi.
Un'alternativa progressista per il Paese e per il Sud
Sul piano politico, Minervini ha richiamato l'importanza del momento, rallegrandosi per il fatto che «le feste dell'Unità stiano ritornando su tutti i territori». Il sindaco di Molfetta ha sottolineato la necessità di «un fronte progressista unito» capace di proporre «un'alternativa per il Paese e soprattutto per il Sud», in una fase che ha definito «complessa e difficile», anche alla luce delle proteste in corso. Il suo è un appello a superare le divisioni per offrire una prospettiva credibile a un Mezzogiorno che si sente trascurato.
Unità come risposta alla perdita di certezze
Sulla stessa linea De Benedittis, che ha invitato a riscoprire parole come «unità», perché «serve essere uniti davanti a una perdita generale di certezze e di diritti». Il sindaco di Corato ha letto nelle mobilitazioni di questi giorni un segnale preciso: il Mezzogiorno, ha osservato, «è attraversato da tante proteste che indicano la perdita di una tenuta sociale».
Alla domanda su come rispondere, la sua replica è stata netta e sintetica: «Con l'unità». Un concetto che, nelle sue parole, è insieme valore storico della sinistra e strumento pratico per fronteggiare la crisi.
Una comunità che dialoga e non ha paura delle piazze
Giovanna Bruno ha rivendicato il valore stesso dell'iniziativa: «una bella comunità democratica che non ha paura di occupare le strade e le piazze per parlare a viso aperto». La sindaca di Andria ha spiegato che l'obiettivo è far capire ai cittadini che esiste «una comunità che dialoga, che si interroga, che fa delle proposte e si pone degli obiettivi». Un messaggio rivolto a chi guarda alla politica con distacco: la partecipazione, nel suo ragionamento, passa dalla presenza fisica nei luoghi pubblici e dalla capacità di costruire proposte condivise.