Olio e autotrasporto, a Corato il consiglio approva il documento di richieste al Governo
Il consiglio monotematico del 26 ottobre si chiude con un documento condiviso e il ritiro del secondo punto all’ordine del giorno
martedì 27 ottobre 2026
12.27
Un consiglio comunale monotematico convocato per confrontarsi sulle misure urgenti e straordinarie a sostegno del comparto olivicolo-oleario per la campagna 2026/2027, che nei fatti ha portato all'approvazione del documento con alcune richieste di intervento a sostegno dei due comparti. A questo si sono aggiunti poi tre emendamenti.
La situazione dei comparti olivicolo e dell'autotrasporto è ormai chiara: l'olio italiano vale sempre meno e deve confrontarsi con la concorrenza dei prodotti esteri, mentre il carburante continua a rincarare, rendendo sempre più oneroso il lavoro degli autotrasportatori.
Sono questioni su cui si protesta da settimane e su cui la stessa politica locale ha cercato di farsi sentire: dapprima con il sostegno ai cortei cittadini, poi con l'istituzione di un tavolo tecnico, pensato per mettere a sistema il lavoro già avviato, monitorare l'evoluzione delle misure di sostegno e dare maggiore forza alle richieste del territorio.
I lavori sono stati aperti da esperti e rappresentanti delle associazioni di categoria e delle Organizzazioni di Produttori (OP), che hanno riassunto la critica situazione del settore. Sono intervenuti Tommaso Loiodice, presidente di FOOI UNAPOL, Giuseppe Caldara per CIA Puglia, il dott. Gianvittorio Cappiello per Coldiretti, prof. Luigi Tedone per Confagricoltura e Aldo Malcangi, in rappresentanza degli autotrasportatori.
Le richieste del Consiglio per il comparto olivicolo-oleario
Il documento approvato dall'assise delinea una serie di interventi, a partire dal fronte finanziario. Per i frantoi, il Consiglio domanda finanziamenti agevolati fino a 300mila euro per quelli industriali e fino a 50mila euro per quelli agricoli, da erogare con gli strumenti del de minimis, insieme a una moratoria sulla quota capitale dei mutui coperta da garanzia pubblica.
Sul tema della liquidità si chiede di prevedere «finanziamenti garantiti a breve termine a tasso zero per le imprese, vincolati al pagamento a pronti delle olive conferite dagli agricoltori», in modo che chi produce venga pagato senza attese. Si propone poi il pegno rotativo sull'olio stoccato nei silos: le aziende potrebbero così ottenere credito offrendo le giacenze come garanzia, senza dover svendere il prodotto.
Guardando al mercato, l'assemblea chiede alla Commissione europea di attivare l'ammasso privato, cioè un sostegno economico allo stoccaggio temporaneo dell'olio che alleggerisca la pressione dell'offerta sui prezzi. A questo si aggiungono la revisione dei dazi sulle importazioni e l'introduzione del «principio di reciprocità negli standard produttivi e nei controlli con i Paesi terzi extracomunitari», così che i prodotti esteri rispettino regole paragonabili a quelle imposte ai produttori italiani.
Per tutelare la produzione nazionale, il Consiglio sollecita infine un'etichettatura più trasparente, «per evidenziare chiaramente l'origine dell'olio», e una Politica agricola comune rimodulata a vantaggio dell'olivicoltura mediterranea. Il testo propone anche un «Patto Etico con la GDO», la grande distribuzione organizzata, per riequilibrare i rapporti commerciali lungo la filiera.
Autotrasporto: gasolio alle stelle e tariffe ferme
Il documento dedica ampio spazio anche all'autotrasporto, in particolare alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno, che si trovano a fare i conti con il costo del gasolio fuori controllo, tariffe immutate e margini sempre più esigui. Il quadro descritto è tale da far temere «il rischio concreto di un blocco totale dei servizi e della perdita di migliaia di posti di lavoro».
A complicare le cose, si legge nell'ordine del giorno, c'è il fatto che «lo sconto alla pompa di carburante introdotto come sostegno è stato di fatto vanificato dalla sospensione del rimborso delle accise nel medesimo periodo». Il testo denuncia inoltre una certa distanza tra le rappresentanze sindacali e i bisogni reali dei camionisti, mentre i primi fermi parziali rischiano di ripercuotersi sulla movimentazione delle merci e sull'intero sistema produttivo.
Tra le richieste al Governo, la prima riguarda l'applicazione «reale, obbligatoria e sanzionabile dei costi minimi» di sicurezza, accompagnata da controlli sulla committenza, per impedire che vengano imposte tariffe inferiori a quanto serve per lavorare in sicurezza.
Il Consiglio chiede poi di calmierare il prezzo del gasolio per la categoria, tramite un credito d'imposta immediato alla pompa oppure un regime di accise dedicato, escludendo i rimborsi differiti nel tempo. Si sollecita, infine, il riconoscimento del lavoro usurante per gli autisti a lunga percorrenza, con la possibilità di accedere all'Ape sociale e al pensionamento anticipato.
Un problema che riguarda l'intera comunità
Dai diversi interventi degli esperti è emerso un dato comune: la crisi dell'olio e degli autotrasportatori non è un problema di destra né di sinistra, ma riguarda l'intera comunità.
Su questo punto non sembra però concordare il consigliere Ciccio Colonna (PD), che ha puntato il dito contro l'atteggiamento istituzionale e mediatico verso le proteste. Colonna ha ricordato che, mentre le televisioni locali tacevano sui blocchi autostradali messi in atto da agricoltori e autotrasportatori, a emergere sono state soltanto le dichiarazioni del ministro dell'Agricoltura e le identificazioni di chi aveva bloccato strade e autostrade.
Il consigliere ha quindi chiamato in causa anche il ministro della Giustizia: «Nordio parlava di infiltrazioni mafiose. I nostri agricoltori e le nostre associazioni di categoria non sono in grado di allontanare le associazioni a delinquere? Sicuramente lo hanno fatto, perché la loro protesta è stata libera e democratica». Una replica polemica, con cui Colonna ha rivendicato la natura pacifica e democratica della mobilitazione e si è chiesto se questo sia il modo di sostenere l'agricoltura.
Sul piano operativo, il consigliere Vito Scaringella (UDC) ha espresso un certo rammarico per l'esito della discussione: «Noi oggi approviamo questi punti, ma io avrei preferito che da questa assise uscisse qualcosa di concreto». La sua proposta è destinare una piccola quota del bilancio comunale a un'operazione di marketing mediatico, per promuovere e valorizzare il prodotto locale su tutti i media nazionali, «un incentivo importante» a suo giudizio.
Michele Arsale (AVS) ha invece spiegato di voler partire dalle olive e ha proposto di inserire nel documento una richiesta al Governo centrale: «Bisogna completare le giornate» dei lavoratori agricoli con misure che risarciscano quanto sta accadendo al settore.
Gli emendamenti approvati
L'emendamento di Arsale è stato approvato dall'intero consiglio, insieme a due emendamenti presentati dal consigliere Gaetano Nesta (Fratelli d'Italia).
La proposta di Arsale guarda soprattutto ai lavoratori: il documento chiede infatti il «riconoscimento anche per i braccianti agricoli che non dovessero aver raggiunto il numero minimo di giornate lavorative richieste per legge della disoccupazione agricola». In un'annata segnata dalla crisi, in cui il lavoro nei campi e nei frantoi è diminuito, si vuole evitare che chi non ha maturato le giornate necessarie resti senza alcuna tutela.
Con il primo emendamento, Nesta ha invece puntato sulla valorizzazione del prodotto, impegnando l'amministrazione ad «apporre in essere opportune valutazioni anche di carattere fiscale anche per favorire la costituzione del Consorzio dell'Olio Extravergine dell'oliva Coratina alta qualità». L'idea è che il consorzio nasca coinvolgendo «organizzazioni agricole, olivicoltori, frantoi e altri soggetti della filiera», con l'obiettivo di costruire «un percorso condiviso di tutela, valorizzazione e promozione dell'olio coratina», cioè un marchio forte che dia maggiore riconoscibilità all'olio del territorio.
Il secondo emendamento di Nesta, infine, guarda al monitoraggio nel tempo. Il testo prevede di «promuovere istituzione e/o mantenimento di tavolo permanente di confronto con le associazioni agricole rappresentanti della filiera olivicola-olearia», che avrà il compito di seguire «l'andamento del mercato, le giacenze di olio invenduto e le criticità produttive» e di individuare «ulteriori iniziative a sostegno del comparto». Un luogo di confronto stabile, quindi, per non lasciare che la crisi venga affrontata solo nei momenti di emergenza.
Ritirato il secondo punto all'ordine del giorno
Il secondo punto all'ordine del giorno, relativo alle «misure a sostegno della filiera olivicolo-olearia locale, riconoscimento degli interventi del Governo nazionale e sollecito alla Regione Puglia per l'adozione di azioni urgenti di tutela del comparto», è stato ritirato: gli accordi raggiunti grazie agli emendamenti approvati ne hanno reso superfluo l'esame.
La situazione dei comparti olivicolo e dell'autotrasporto è ormai chiara: l'olio italiano vale sempre meno e deve confrontarsi con la concorrenza dei prodotti esteri, mentre il carburante continua a rincarare, rendendo sempre più oneroso il lavoro degli autotrasportatori.
Sono questioni su cui si protesta da settimane e su cui la stessa politica locale ha cercato di farsi sentire: dapprima con il sostegno ai cortei cittadini, poi con l'istituzione di un tavolo tecnico, pensato per mettere a sistema il lavoro già avviato, monitorare l'evoluzione delle misure di sostegno e dare maggiore forza alle richieste del territorio.
I lavori sono stati aperti da esperti e rappresentanti delle associazioni di categoria e delle Organizzazioni di Produttori (OP), che hanno riassunto la critica situazione del settore. Sono intervenuti Tommaso Loiodice, presidente di FOOI UNAPOL, Giuseppe Caldara per CIA Puglia, il dott. Gianvittorio Cappiello per Coldiretti, prof. Luigi Tedone per Confagricoltura e Aldo Malcangi, in rappresentanza degli autotrasportatori.
Le richieste del Consiglio per il comparto olivicolo-oleario
Il documento approvato dall'assise delinea una serie di interventi, a partire dal fronte finanziario. Per i frantoi, il Consiglio domanda finanziamenti agevolati fino a 300mila euro per quelli industriali e fino a 50mila euro per quelli agricoli, da erogare con gli strumenti del de minimis, insieme a una moratoria sulla quota capitale dei mutui coperta da garanzia pubblica.
Sul tema della liquidità si chiede di prevedere «finanziamenti garantiti a breve termine a tasso zero per le imprese, vincolati al pagamento a pronti delle olive conferite dagli agricoltori», in modo che chi produce venga pagato senza attese. Si propone poi il pegno rotativo sull'olio stoccato nei silos: le aziende potrebbero così ottenere credito offrendo le giacenze come garanzia, senza dover svendere il prodotto.
Guardando al mercato, l'assemblea chiede alla Commissione europea di attivare l'ammasso privato, cioè un sostegno economico allo stoccaggio temporaneo dell'olio che alleggerisca la pressione dell'offerta sui prezzi. A questo si aggiungono la revisione dei dazi sulle importazioni e l'introduzione del «principio di reciprocità negli standard produttivi e nei controlli con i Paesi terzi extracomunitari», così che i prodotti esteri rispettino regole paragonabili a quelle imposte ai produttori italiani.
Per tutelare la produzione nazionale, il Consiglio sollecita infine un'etichettatura più trasparente, «per evidenziare chiaramente l'origine dell'olio», e una Politica agricola comune rimodulata a vantaggio dell'olivicoltura mediterranea. Il testo propone anche un «Patto Etico con la GDO», la grande distribuzione organizzata, per riequilibrare i rapporti commerciali lungo la filiera.
Autotrasporto: gasolio alle stelle e tariffe ferme
Il documento dedica ampio spazio anche all'autotrasporto, in particolare alle piccole e medie imprese del Mezzogiorno, che si trovano a fare i conti con il costo del gasolio fuori controllo, tariffe immutate e margini sempre più esigui. Il quadro descritto è tale da far temere «il rischio concreto di un blocco totale dei servizi e della perdita di migliaia di posti di lavoro».
A complicare le cose, si legge nell'ordine del giorno, c'è il fatto che «lo sconto alla pompa di carburante introdotto come sostegno è stato di fatto vanificato dalla sospensione del rimborso delle accise nel medesimo periodo». Il testo denuncia inoltre una certa distanza tra le rappresentanze sindacali e i bisogni reali dei camionisti, mentre i primi fermi parziali rischiano di ripercuotersi sulla movimentazione delle merci e sull'intero sistema produttivo.
Tra le richieste al Governo, la prima riguarda l'applicazione «reale, obbligatoria e sanzionabile dei costi minimi» di sicurezza, accompagnata da controlli sulla committenza, per impedire che vengano imposte tariffe inferiori a quanto serve per lavorare in sicurezza.
Il Consiglio chiede poi di calmierare il prezzo del gasolio per la categoria, tramite un credito d'imposta immediato alla pompa oppure un regime di accise dedicato, escludendo i rimborsi differiti nel tempo. Si sollecita, infine, il riconoscimento del lavoro usurante per gli autisti a lunga percorrenza, con la possibilità di accedere all'Ape sociale e al pensionamento anticipato.
Un problema che riguarda l'intera comunità
Dai diversi interventi degli esperti è emerso un dato comune: la crisi dell'olio e degli autotrasportatori non è un problema di destra né di sinistra, ma riguarda l'intera comunità.
Su questo punto non sembra però concordare il consigliere Ciccio Colonna (PD), che ha puntato il dito contro l'atteggiamento istituzionale e mediatico verso le proteste. Colonna ha ricordato che, mentre le televisioni locali tacevano sui blocchi autostradali messi in atto da agricoltori e autotrasportatori, a emergere sono state soltanto le dichiarazioni del ministro dell'Agricoltura e le identificazioni di chi aveva bloccato strade e autostrade.
Il consigliere ha quindi chiamato in causa anche il ministro della Giustizia: «Nordio parlava di infiltrazioni mafiose. I nostri agricoltori e le nostre associazioni di categoria non sono in grado di allontanare le associazioni a delinquere? Sicuramente lo hanno fatto, perché la loro protesta è stata libera e democratica». Una replica polemica, con cui Colonna ha rivendicato la natura pacifica e democratica della mobilitazione e si è chiesto se questo sia il modo di sostenere l'agricoltura.
Sul piano operativo, il consigliere Vito Scaringella (UDC) ha espresso un certo rammarico per l'esito della discussione: «Noi oggi approviamo questi punti, ma io avrei preferito che da questa assise uscisse qualcosa di concreto». La sua proposta è destinare una piccola quota del bilancio comunale a un'operazione di marketing mediatico, per promuovere e valorizzare il prodotto locale su tutti i media nazionali, «un incentivo importante» a suo giudizio.
Michele Arsale (AVS) ha invece spiegato di voler partire dalle olive e ha proposto di inserire nel documento una richiesta al Governo centrale: «Bisogna completare le giornate» dei lavoratori agricoli con misure che risarciscano quanto sta accadendo al settore.
Gli emendamenti approvati
L'emendamento di Arsale è stato approvato dall'intero consiglio, insieme a due emendamenti presentati dal consigliere Gaetano Nesta (Fratelli d'Italia).
La proposta di Arsale guarda soprattutto ai lavoratori: il documento chiede infatti il «riconoscimento anche per i braccianti agricoli che non dovessero aver raggiunto il numero minimo di giornate lavorative richieste per legge della disoccupazione agricola». In un'annata segnata dalla crisi, in cui il lavoro nei campi e nei frantoi è diminuito, si vuole evitare che chi non ha maturato le giornate necessarie resti senza alcuna tutela.
Con il primo emendamento, Nesta ha invece puntato sulla valorizzazione del prodotto, impegnando l'amministrazione ad «apporre in essere opportune valutazioni anche di carattere fiscale anche per favorire la costituzione del Consorzio dell'Olio Extravergine dell'oliva Coratina alta qualità». L'idea è che il consorzio nasca coinvolgendo «organizzazioni agricole, olivicoltori, frantoi e altri soggetti della filiera», con l'obiettivo di costruire «un percorso condiviso di tutela, valorizzazione e promozione dell'olio coratina», cioè un marchio forte che dia maggiore riconoscibilità all'olio del territorio.
Il secondo emendamento di Nesta, infine, guarda al monitoraggio nel tempo. Il testo prevede di «promuovere istituzione e/o mantenimento di tavolo permanente di confronto con le associazioni agricole rappresentanti della filiera olivicola-olearia», che avrà il compito di seguire «l'andamento del mercato, le giacenze di olio invenduto e le criticità produttive» e di individuare «ulteriori iniziative a sostegno del comparto». Un luogo di confronto stabile, quindi, per non lasciare che la crisi venga affrontata solo nei momenti di emergenza.
Ritirato il secondo punto all'ordine del giorno
Il secondo punto all'ordine del giorno, relativo alle «misure a sostegno della filiera olivicolo-olearia locale, riconoscimento degli interventi del Governo nazionale e sollecito alla Regione Puglia per l'adozione di azioni urgenti di tutela del comparto», è stato ritirato: gli accordi raggiunti grazie agli emendamenti approvati ne hanno reso superfluo l'esame.