Tensione in consiglio comunale: Pietro Zona lascia l’aula consiliare
Il Presidente costretto ad una pausa per ristabilire l’ordine
venerdì 30 ottobre 2026
17.36
Il terzo punto all'ordine del giorno ha acceso gli animi più del previsto. Il clima, già teso nelle prime cinque ore di consiglio, è peggiorato dopo l'intervento del consigliere di Zona Comune Enzo Mastrodonato: «Dispiace vedere presentare delle mozioni a favore della collettività e vedere la maggioranza che a volte non ci guarda nemmeno negli occhi». A questo si è aggiunto un riferimento al sindaco, "accusato" di ridere durante gli interventi.
La replica del primo cittadino è stata immediata: il sindaco ha preteso rispetto da entrambe le parti. Nonostante i richiami del presidente Stolfa, il sindaco ha proseguito anche fuori microfono, ribadendo di non doversi vergognare di nulla e di pretendere lo stesso rispetto che lui riserva agli altri.
A quel punto il consigliere di Zona Comune Pietro Zona ha proposto al suo gruppo di abbandonare l'aula, anche sollecitato dal commento fuori microfono del sindaco: «Lasciatelo andare». Zona si è alzato e ha lasciato l'aula dopo aver pronunciato la frase «Ne riparliamo nelle sedi opportune», che ha scatenato il caos generale. Mastrodonato, dal canto suo, ha accusato la maggioranza di ascoltare i suoi interventi con sorrisetti per lui sgraditi.
Dopo dieci minuti di sospensione, l'opposizione è tornata a sedersi sui banchi, con l'eccezione di Zona. Mastrodonato ha infine chiesto scusa per i toni utilizzati.
La replica del primo cittadino è stata immediata: il sindaco ha preteso rispetto da entrambe le parti. Nonostante i richiami del presidente Stolfa, il sindaco ha proseguito anche fuori microfono, ribadendo di non doversi vergognare di nulla e di pretendere lo stesso rispetto che lui riserva agli altri.
A quel punto il consigliere di Zona Comune Pietro Zona ha proposto al suo gruppo di abbandonare l'aula, anche sollecitato dal commento fuori microfono del sindaco: «Lasciatelo andare». Zona si è alzato e ha lasciato l'aula dopo aver pronunciato la frase «Ne riparliamo nelle sedi opportune», che ha scatenato il caos generale. Mastrodonato, dal canto suo, ha accusato la maggioranza di ascoltare i suoi interventi con sorrisetti per lui sgraditi.
Dopo dieci minuti di sospensione, l'opposizione è tornata a sedersi sui banchi, con l'eccezione di Zona. Mastrodonato ha infine chiesto scusa per i toni utilizzati.