Verso il nuovo Piano Sociale di Zona 2026-2028: il welfare si costruisce insieme

Il Piano abbraccia i comuni di Corato, Ruvo e Terlizzi

venerdì 30 ottobre 2026 8.19
A cura di Anna Lops
Diverse realtà intorno allo stesso tavolo, tre aree di bisogno da mettere a fuoco e un'esigenza che ritorna in ogni discussione: far dialogare meglio chi il welfare lo fa ogni giorno. Si è chiuso così il percorso di co-programmazione che porta al nuovo Piano Sociale di Zona 2026-2028. Giovedì 29 ottobre nella Sala Consiliare del Comune di Corato, i risultati dei sette appuntamenti aperti sono stati restituiti a servizi, enti e cittadini, per ragionare insieme sulle priorità del welfare dei prossimi anni.

Un piano che nasce dopo un lungo "tempo supplementare"

Il nuovo documento arriva dopo il Piano Sociale di Zona 2022-2024, i cui effetti si sono prolungati anche nel 2025 e nel 2026. Il nuovo Piano, quindi, non è solo un adempimento programmatico: è l'occasione per fare un bilancio e ridefinire strategie e servizi alla luce dei bisogni che sono cambiati. L'incontro conclusivo ha avuto proprio il compito di mettere insieme il lavoro dei sette appuntamenti precedenti, aperti al confronto con la comunità.

Una co-programmazione a più voci

Al percorso hanno partecipato servizi pubblici, enti del Terzo settore, cooperative sociali, scuole, realtà del volontariato e fondazioni. Un'ampia rete, come ha sottolineato il vicesindaco e assessore alle politiche sociali Felice Addario: «Tutti insieme per provare a offrire il loro contributo sul prossimo Piano Sociale di Zona 2026-2028».

Il Piano è il documento programmatico che raccoglie le letture del contesto, le strategie per promuovere inclusione e innovazione sociale e i servizi da mettere in campo. L'obiettivo, ha spiegato Addario, è «costruire dei territori che riescano sempre più a essere di supporto alle persone e alle famiglie» e a sviluppare percorsi di autonomia.

Tre aree di lavoro, bisogni diversi

Il confronto si è articolato su tre ambiti: minori e famiglie, anziani e persone con disabilità, adulti in condizione di fragilità e marginalità. Su ciascuno, ha spiegato l'assessore, sono emerse necessità e strategie differenti, a conferma che il welfare non può essere affrontato con risposte uniformi.


Verso il nuovo Piano Sociale di Zona 2026-2028 © Anna Lops
Verso il nuovo Piano Sociale di Zona 2026-2028 © Anna Lops
Verso il nuovo Piano Sociale di Zona 2026-2028 © Anna Lops
Verso il nuovo Piano Sociale di Zona 2026-2028 © Anna Lops
Verso il nuovo Piano Sociale di Zona 2026-2028 © Anna Lops
Verso il nuovo Piano Sociale di Zona 2026-2028 © Anna Lops
Il filo comune: connettere gli attori

Tra le questioni trasversali, la più ricorrente riguarda la connessione tra i soggetti della rete. Negli ultimi anni i servizi sono aumentati, ma, come ha riferito Addario, gli stessi attori parlano di una conoscenza ancora insufficiente delle opportunità offerte dagli altri. Non basta quindi moltiplicare le risposte: bisogna renderle visibili, raggiungibili e capaci di lavorare in sinergia.

Il ruolo dell'ASL e dell'integrazione socio-sanitaria

Un contributo è arrivato anche dal fronte sanitario con Antonio Papagni, dirigente medico del Distretto socio-sanitario 2. Il Distretto ASL Bari, ha ricordato, è da sempre impegnato nel sostegno e nell'affiancamento ai tre comuni e ai servizi sociali. Un impegno rafforzato nella stagione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con finanziamenti dedicati in particolare all'integrazione socio-sanitaria e all'assistenza domiciliare.

Papagni ha parlato di una collaborazione sempre stretta con servizi sociali e associazioni, e ha indicato nelle case di comunità la leva su cui si punta: «Stiamo puntando sulla realizzazione delle case di comunità per avvicinarci ai bisogni delle persone e offrire una risposta più adeguata alle reali necessità».
Prossimi passi

Con la restituzione pubblica si chiude la fase di ascolto e si apre quella della sintesi: le indicazioni emerse dai sette incontri confluiranno nel Piano Sociale di Zona 2026-2028, che dovrà tradurre in servizi e azioni concrete le priorità condivise.