Zona industriale e staff del sindaco: le due interrogazioni di Scaringella (Udc) nel Consiglio comunale di Corato
Il consigliere chiede all'amministrazione risposte, obiettivi e tempi certi
martedì 29 settembre 2026
13.04
Due temi, uno di lunga data e uno d'attualità, hanno segnato gli interventi del consigliere Udc Vito Scaringella nel Consiglio comunale di ieri, 28 settembre. Tra le numerose interrogazioni discusse in aula, le sue si sono concentrate sulla zona industriale, al centro del dibattito cittadino soprattutto negli ultimi mesi, e sulla composizione del nuovo staff del sindaco, questione più recente.
Un problema ancora irrisolto
«Il passato va conosciuto, ma chi amministra ha il compito di cambiare il presente», ha detto.
Secondo Scaringella, dopo sei anni di amministrazione De Benedittis occorre riconoscere che molte criticità strutturali non sono state superate. «Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che molti dei problemi strutturali della zona industriale sono ancora irrisolti. Continuare ad attribuirli esclusivamente a ciò che è accaduto nei decenni precedenti non aiuta a trovare le soluzioni di cui oggi le nostre aziende hanno bisogno».
Il peso delle imprese
Il consigliere ha poi sottolineato quanto il tessuto produttivo abbia dato alla città. «Le nostre aziende hanno investito, hanno pagato oneri di urbanizzazione e tasse, creano occupazione e producono ricchezza sul territorio. È legittimo che chiedano infrastrutture, servizi e una progettualità adeguata a un'area produttiva che rappresenta una parte fondamentale dell'economia di Corato».
Il tavolo tecnico
Da qui la proposta concreta: un tavolo che riunisca amministrazione, dirigenti, maggioranza e opposizione, associazioni di categoria e, soprattutto, chi nelle aziende lavora e investe ogni giorno. «Abbiamo atteso, senza pregiudizi. Adesso credo sia arrivato il momento di convocare un vero tavolo tecnico», ha spiegato.
Per Scaringella il dialogo con le imprese deve diventare un elemento stabile del metodo di governo cittadino. «Assessore e dirigenti devono mettersi all'ascolto della classe imprenditoriale. Non significa difendere interessi di parte. Significa comprendere che dietro un'impresa ci sono lavoratori, famiglie, investimenti e giovani che possono scegliere se costruire il proprio futuro a Corato oppure cercarlo altrove».
Il consigliere chiede che alle dichiarazioni d'intenti seguano «obiettivi, responsabilità e tempi verificabili». «Serve un'operatività vera e costante. Dobbiamo smettere di utilizzare gli errori del passato come spiegazione permanente del presente e cominciare a chiederci, concretamente, cosa bisogna fare, chi deve farlo e in quali tempi».
«Non è una battaglia tra maggioranza e opposizione»
Scaringella ha infine ribadito la disponibilità dell'Udc a collaborare: «Su una questione così importante non mi interessa alzare bandiere politiche. Non è una battaglia tra maggioranza e opposizione, né tra destra e sinistra. È una questione che riguarda Corato. Noi siamo pronti a sederci al tavolo e a dare il nostro contributo, con spirito costruttivo».
E ha chiuso con una domanda rivolta all'amministrazione: «Quanti altri giorni devono passare prima di iniziare a lavorare insieme, concretamente, sul futuro della zona industriale?»
Segreteria del sindaco: «Perché illudere 400 persone?»
Nel corso dell'intervento il consigliere è tornato anche sulla selezione per la segreteria del sindaco, che ha visto 400 candidati per due soli posti. «Il sindaco conferma il suo precedente staff. La mia non è una critica, conosco le persone riconfermate che sono di alto profilo. Però la domanda nasce spontanea: perché illudere 400 persone?».
Scaringella si è chiesto inoltre se, tra i candidati, non ci fosse nessun profilo in grado di gestire la macchina amministrativa. «Potevamo anche evitare di far perdere tempo ai dirigenti e a chi ha dedicato del tempo. Ripeto, con il massimo rispetto per il suo staff».
A quest'interrogazione, De Benedittis ha parlato di legge e non di iniziativa spontanea: «I posti sono sempre stati due. Potevano partecipare in qualsiasi numero, ma sempre due posti erano. A chi ha chiesto chiarimenti, ho detto che questo non è un concorso per il comune, ma è una scelta che ha anche una valenza di carattere politico».
Un problema ancora irrisolto
«Il passato va conosciuto, ma chi amministra ha il compito di cambiare il presente», ha detto.
Secondo Scaringella, dopo sei anni di amministrazione De Benedittis occorre riconoscere che molte criticità strutturali non sono state superate. «Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che molti dei problemi strutturali della zona industriale sono ancora irrisolti. Continuare ad attribuirli esclusivamente a ciò che è accaduto nei decenni precedenti non aiuta a trovare le soluzioni di cui oggi le nostre aziende hanno bisogno».
Il peso delle imprese
Il consigliere ha poi sottolineato quanto il tessuto produttivo abbia dato alla città. «Le nostre aziende hanno investito, hanno pagato oneri di urbanizzazione e tasse, creano occupazione e producono ricchezza sul territorio. È legittimo che chiedano infrastrutture, servizi e una progettualità adeguata a un'area produttiva che rappresenta una parte fondamentale dell'economia di Corato».
Il tavolo tecnico
Da qui la proposta concreta: un tavolo che riunisca amministrazione, dirigenti, maggioranza e opposizione, associazioni di categoria e, soprattutto, chi nelle aziende lavora e investe ogni giorno. «Abbiamo atteso, senza pregiudizi. Adesso credo sia arrivato il momento di convocare un vero tavolo tecnico», ha spiegato.
Per Scaringella il dialogo con le imprese deve diventare un elemento stabile del metodo di governo cittadino. «Assessore e dirigenti devono mettersi all'ascolto della classe imprenditoriale. Non significa difendere interessi di parte. Significa comprendere che dietro un'impresa ci sono lavoratori, famiglie, investimenti e giovani che possono scegliere se costruire il proprio futuro a Corato oppure cercarlo altrove».
Il consigliere chiede che alle dichiarazioni d'intenti seguano «obiettivi, responsabilità e tempi verificabili». «Serve un'operatività vera e costante. Dobbiamo smettere di utilizzare gli errori del passato come spiegazione permanente del presente e cominciare a chiederci, concretamente, cosa bisogna fare, chi deve farlo e in quali tempi».
«Non è una battaglia tra maggioranza e opposizione»
Scaringella ha infine ribadito la disponibilità dell'Udc a collaborare: «Su una questione così importante non mi interessa alzare bandiere politiche. Non è una battaglia tra maggioranza e opposizione, né tra destra e sinistra. È una questione che riguarda Corato. Noi siamo pronti a sederci al tavolo e a dare il nostro contributo, con spirito costruttivo».
E ha chiuso con una domanda rivolta all'amministrazione: «Quanti altri giorni devono passare prima di iniziare a lavorare insieme, concretamente, sul futuro della zona industriale?»
Segreteria del sindaco: «Perché illudere 400 persone?»
Nel corso dell'intervento il consigliere è tornato anche sulla selezione per la segreteria del sindaco, che ha visto 400 candidati per due soli posti. «Il sindaco conferma il suo precedente staff. La mia non è una critica, conosco le persone riconfermate che sono di alto profilo. Però la domanda nasce spontanea: perché illudere 400 persone?».
Scaringella si è chiesto inoltre se, tra i candidati, non ci fosse nessun profilo in grado di gestire la macchina amministrativa. «Potevamo anche evitare di far perdere tempo ai dirigenti e a chi ha dedicato del tempo. Ripeto, con il massimo rispetto per il suo staff».
A quest'interrogazione, De Benedittis ha parlato di legge e non di iniziativa spontanea: «I posti sono sempre stati due. Potevano partecipare in qualsiasi numero, ma sempre due posti erano. A chi ha chiesto chiarimenti, ho detto che questo non è un concorso per il comune, ma è una scelta che ha anche una valenza di carattere politico».