Affidamenti diretti in Comune, Testino: «L'autovincolo tutela i dirigenti e garantisce il vero principio del risultato»

La nota della consigliera comunale del Gruppo Nuova Umanità di Corato

mercoledì 2 settembre 2026 14.59
«Durante l'ultima seduta del Consiglio Comunale è stata discussa e respinta una proposta che chiedeva di regolamentare – attraverso un atto di indirizzo e di autovincolo per l'ente – il ricorso agli affidamenti diretti. L'aspetto che merita una riflessione pubblica non è l'esito del voto, che fa parte della normale dinamica democratica, ma l'interpretazione che è stata data a questa iniziativa. La proposta è stata letta come un segno di sfiducia verso l'operato e l'onestà dei dirigenti comunali. La realtà è l'esatto contrario: muoversi per dare regole chiare significa tutelare il lavoro di chi amministra e di chi gestisce la macchina pubblica», si legge nella nota della consigliera comunale del Gruppo Nuova Umanità di Corato, Nica Testino.

«Quando le istituzioni rinunciano a tracciare criteri di indirizzo generali, non stanno manifestando "fiducia". Al contrario, stanno trasferendo l'intero peso della discrezionalità amministrativa sulle spalle dei singoli funzionari, lasciandoli soli a gestire scelte complesse senza un quadro di riferimento condiviso. Regolamentare non significa ingessare la macchina pubblica, ma dotarla di un paracadute di trasparenza. Durante il dibattito è stato invocato il "Principio del Risultato", pilastro fondamentale del Codice dei Contratti Pubblici, per giustificare la scelta di non porre limiti o indirizzi alla flessibilità delle procedure. La giurisprudenza amministrativa e i più autorevoli giuristi ci ricordano però che il risultato non coincide con il libero arbitrio. Il fine di un'amministrazione non è solo agire in fretta, ma agire bene. In economia, la parola "risultato" indica un dato numerico: può essere un utile o una perdita, a seconda del segno che lo precede. Un'azione amministrativa rapida, ma priva di criteri di economicità, trasparenza, equità e rotazione, rischia di produrre un risultato con il segno meno per l'intera comunità, anche per mancato risparmio delle risorse pubbliche».

«L'autovincolo, come confermato dall'orientamento costante del Consiglio di Stato, è lo strumento principale con cui un ente pubblico armonizza la tempestività dell'azione con i principi costituzionali di efficienza, efficacia, parità di trattamento e concorrenza. La concorrenza è un valore universale che tutela il mercato e garantisce l'equità per chiunque decida di confrontarsi con la pubblica amministrazione. La proposta presentata nasceva dal desiderio di inaugurare un metodo e non dal sospetto. L'obiettivo era sedersi intorno a un tavolo tecnico e istituzionale per definire una roadmap comune, capace di coniugare la velocità delle decisioni con la massima trasparenza e l'inclusione di tutti gli operatori economici sani e competitivi. Le scelte pubbliche sono forti se le regole sono chiare. Continueremo a sostenere questa visione con un linguaggio franco e nel pieno rispetto delle istituzioni, convinti che la responsabilità politica debba essere esercitata, mai delegata o elusa. Noi crediamo fermamente in una comunità amministrativa», conclude.