Corato, l'appello di Adriana: «Dal 2 giugno non ho più una casa»
A quasi quattro mesi dall'incendio, una cittadina coinvolta chiede una sistemazione per sé e per i suoi animali
martedì 29 settembre 2026
16.15
Il suo appartamento non è stato distrutto dalle fiamme, eppure Adriana Patruno non può viverci.
Dalla sera del 2 giugno, giorno dell'incendio in un'abitazione di via Sant'Elia, a ridosso di corso Garibaldi, la sua vita è cambiata, e a distanza di quasi quattro mesi la situazione non si è ancora sbloccata. Ha deciso di raccontarla in un lungo messaggio pubblicato sul gruppo Facebook «La Voce dei Coratini», rivolgendo un appello a chiunque possa aiutarla.
«Dal 2 giugno non ho più una casa. E oggi rischio di non sapere più dove mettere neanche i miei cani.
Scrivo queste parole perché dopo quasi quattro mesi, credo sia arrivato il momento di raccontare cosa significa davvero vivere le conseguenze dell'incendio del 2 giugno.
Da quella sera la mia vita è cambiata da un momento all'altro. Ho dovuto lasciare il mio appartamento e a causa del sequestro dell'immobile, non ho più potuto disporre liberamente della mia casa, delle mie cose, dei miei vestiti, della mia quotidianità.
La mia casa è ancora lì. Il mio appartamento non è andato distrutto dalle fiamme. Eppure io non posso viverci. In poche ore ho dovuto trovare una soluzione per me, ma soprattutto per i miei cani e i miei gatti.
Ringrazio la mia famiglia, perché come al solito, è sempre pronta a sostenermi. Ringrazio anche chi mi ha aiutata in questi mesi. Ho cercato di arrangiarmi come potevo, accettando sistemazioni che inizialmente speravo potessero durare più a lungo e che invece, per via di esigenze che non sto qui a spiegare, si sono rivelate temporanee.
Adesso mi trovo davanti all'ennesima emergenza. Nel luogo in cui fino a oggi ho potuto tenere i miei cani mi sono stati concessi altri venticinque giorni. Dopodiché dovrò lasciare anche quello spazio.
E quindi eccomi qui: senza poter rientrare a casa mia e, tra pochi giorni, senza sapere dove poter sistemare i miei animali.
Non sto chiedendo privilegi. E non voglio mettere la mia situazione in competizione con quella di nessun'altra famiglia coinvolta. So che per altri nuclei sono state individuate soluzioni abitative, ed è giusto che sia stato fatto.
Ma proprio per questo mi domando: perché per me, dopo tutto questo tempo, non è stata individuata alcuna soluzione concreta?
In questi mesi, per quella che è stata la mia esperienza, non ho sentito una presenza reale dell'Amministrazione accanto alla mia situazione. Non ho ricevuto una proposta che mi permettesse di affrontare con un minimo di serenità un'emergenza che non ho scelto e che continua ancora oggi.
Nel frattempo, però, le spese della mia vita non si sono fermate.
Le responsabilità non si sono fermate.
E i miei animali continuano ad avere bisogno di un posto sicuro in cui vivere.
Per questo oggi non scrivo soltanto per raccontare quello che sta accadendo. Sto chiedendo aiuto concretamente.
Cerco una sistemazione, anche semplice, nella quale possa vivere insieme ai miei cani oppure uno spazio sicuro in cui poterli ospitare temporaneamente. Naturalmente sono disponibile a sostenere un affitto, purché si tratti di una cifra compatibile con una situazione che ormai si trascina da mesi e nella quale continuo comunque a sostenere tutte le mie normali spese.
Mi rivolgo anche a La Voce dei Coratini, nella speranza che dare voce a questa situazione possa aiutarmi a trovare qualcuno disposto a tendermi una mano e, allo stesso tempo, possa portare l'attenzione delle istituzioni su un problema che non può essere semplicemente lasciato al tempo.
Non chiedo favoritismi.
Chiedo di poter tornare ad avere una quotidianità.
Chiedo di non dover scegliere tra trovare un tetto per me e trovare un posto per i miei animali.
Chiedo che, dopo quasi quattro mesi, qualcuno si occupi concretamente anche della mia situazione.
Chiunque possa aiutarmi, anche semplicemente mettendomi in contatto con qualcuno che disponga di una villetta o uno spazio adatto agli animali a un prezzo sostenibile, può contattarmi privatamente.
Condividere questo messaggio può già essere un aiuto.»
Dalla sera del 2 giugno, giorno dell'incendio in un'abitazione di via Sant'Elia, a ridosso di corso Garibaldi, la sua vita è cambiata, e a distanza di quasi quattro mesi la situazione non si è ancora sbloccata. Ha deciso di raccontarla in un lungo messaggio pubblicato sul gruppo Facebook «La Voce dei Coratini», rivolgendo un appello a chiunque possa aiutarla.
«Dal 2 giugno non ho più una casa. E oggi rischio di non sapere più dove mettere neanche i miei cani.
Scrivo queste parole perché dopo quasi quattro mesi, credo sia arrivato il momento di raccontare cosa significa davvero vivere le conseguenze dell'incendio del 2 giugno.
Da quella sera la mia vita è cambiata da un momento all'altro. Ho dovuto lasciare il mio appartamento e a causa del sequestro dell'immobile, non ho più potuto disporre liberamente della mia casa, delle mie cose, dei miei vestiti, della mia quotidianità.
La mia casa è ancora lì. Il mio appartamento non è andato distrutto dalle fiamme. Eppure io non posso viverci. In poche ore ho dovuto trovare una soluzione per me, ma soprattutto per i miei cani e i miei gatti.
Ringrazio la mia famiglia, perché come al solito, è sempre pronta a sostenermi. Ringrazio anche chi mi ha aiutata in questi mesi. Ho cercato di arrangiarmi come potevo, accettando sistemazioni che inizialmente speravo potessero durare più a lungo e che invece, per via di esigenze che non sto qui a spiegare, si sono rivelate temporanee.
Adesso mi trovo davanti all'ennesima emergenza. Nel luogo in cui fino a oggi ho potuto tenere i miei cani mi sono stati concessi altri venticinque giorni. Dopodiché dovrò lasciare anche quello spazio.
E quindi eccomi qui: senza poter rientrare a casa mia e, tra pochi giorni, senza sapere dove poter sistemare i miei animali.
Non sto chiedendo privilegi. E non voglio mettere la mia situazione in competizione con quella di nessun'altra famiglia coinvolta. So che per altri nuclei sono state individuate soluzioni abitative, ed è giusto che sia stato fatto.
Ma proprio per questo mi domando: perché per me, dopo tutto questo tempo, non è stata individuata alcuna soluzione concreta?
In questi mesi, per quella che è stata la mia esperienza, non ho sentito una presenza reale dell'Amministrazione accanto alla mia situazione. Non ho ricevuto una proposta che mi permettesse di affrontare con un minimo di serenità un'emergenza che non ho scelto e che continua ancora oggi.
Nel frattempo, però, le spese della mia vita non si sono fermate.
Le responsabilità non si sono fermate.
E i miei animali continuano ad avere bisogno di un posto sicuro in cui vivere.
Per questo oggi non scrivo soltanto per raccontare quello che sta accadendo. Sto chiedendo aiuto concretamente.
Cerco una sistemazione, anche semplice, nella quale possa vivere insieme ai miei cani oppure uno spazio sicuro in cui poterli ospitare temporaneamente. Naturalmente sono disponibile a sostenere un affitto, purché si tratti di una cifra compatibile con una situazione che ormai si trascina da mesi e nella quale continuo comunque a sostenere tutte le mie normali spese.
Mi rivolgo anche a La Voce dei Coratini, nella speranza che dare voce a questa situazione possa aiutarmi a trovare qualcuno disposto a tendermi una mano e, allo stesso tempo, possa portare l'attenzione delle istituzioni su un problema che non può essere semplicemente lasciato al tempo.
Non chiedo favoritismi.
Chiedo di poter tornare ad avere una quotidianità.
Chiedo di non dover scegliere tra trovare un tetto per me e trovare un posto per i miei animali.
Chiedo che, dopo quasi quattro mesi, qualcuno si occupi concretamente anche della mia situazione.
Chiunque possa aiutarmi, anche semplicemente mettendomi in contatto con qualcuno che disponga di una villetta o uno spazio adatto agli animali a un prezzo sostenibile, può contattarmi privatamente.
Condividere questo messaggio può già essere un aiuto.»