Corato ricorda i Caduti della Grande Guerra e rilancia il messaggio di pace

Il programma delle celebrazioni

mercoledì 4 novembre 2026
Il 4 novembre 1918, con l'armistizio di Villa Giusti, si concludeva per l'Italia la Prima guerra mondiale. Un'«inutile strage», come la definì Benedetto XV, che costò al nostro Paese 680 mila morti, un milione di feriti e 450 mila giovani mutilati e invalidi permanenti.

Ma le conseguenze della guerra andarono ben oltre i campi di battaglia. Il collasso delle casse pubbliche, l'inflazione, la crisi economica e il disagio sociale segnarono profondamente un'intera generazione, mentre la crisi dello Stato liberale aprì la strada al fascismo.

Nel suo messaggio alla cittadinanza, il Sindaco Corrado Nicola De Benedittis invita a riflettere anche sulle responsabilità di quella retorica bellicista, nazionalista e populista che aveva inneggiato alla guerra, salvo poi sottrarsi alle proprie responsabilità di fronte alla tragedia.

A quella retorica il Sindaco contrappone la voce della poesia civile, umanista e pacifista di Giuseppe Ungaretti:

«Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte...»

Parole che, a distanza di tanti anni, continuano a interrogarci sul presente, sulle guerre che ancora devastano il mondo e sulla necessità di scegliere la pace contro ogni logica di violenza e sopraffazione.

LE CELEBRAZIONI ISTITUZIONALI

La Città di Corato celebrerà la ricorrenza con il seguente programma: La cittadinanza è invitata a partecipare.