Crisi dell’olivicoltura, Confagricoltura Corato: «Il comparto è allo stremo. Subito un tavolo di emergenza»

Una nota in cui chiede un’assunzione di responsabilità immediata da parte di tutte le istituzioni competenti

lunedì 5 ottobre 2026 13.39
Confagricoltura Corato lancia un grido d'allarme: la crisi del comparto olivicolo sta assumendo i contorni di un danno strutturale che rischia di compromettere in maniera irreversibile uno dei pilastri dell'economia agricola del territorio. La situazione è ormai difficilmente sostenibile per produttori, frantoi e operatori della filiera.

«L'olio invenduto continua a giacere nei silos, immobilizzando risorse finanziarie e aggravando una situazione di liquidità già estremamente critica. A fronte di costi di produzione elevati e di un mercato che non consente di recuperare adeguatamente gli investimenti sostenuti dalle imprese, il comparto rischia di entrare in una spirale sempre più difficile da interrompere. Non siamo di fronte a una semplice difficoltà congiunturale.

Se non si interviene rapidamente, quella che oggi è una grave crisi di mercato rischia di trasformarsi in un problema strutturale, con conseguenze pesantissime sull'intera economia agricola coratina e sugli areali olivicoli circostanti. E la preoccupazione aumenta guardando già alla prossima campagna olivicola, che si presenta economicamente ancora più gravosa per le aziende.

Gli olivicoltori si trovano infatti a dover affrontare costi crescenti per carburanti, concimi e mezzi tecnici, ai quali si aggiungono gli elevati costi energetici necessari per le irrigazioni. Costi che incidono pesantemente sui bilanci aziendali e che rischiano di rendere sempre più difficile sostenere una produzione remunerativa, soprattutto in un contesto nel quale le giacenze di olio invenduto continuano a rappresentare un macigno finanziario per l'intera filiera.

È una situazione paradossale: alle imprese viene chiesto di continuare a investire, coltivare, irrigare e produrre, sostenendo costi sempre più elevati, mentre il prodotto già ottenuto rimane immobilizzato nei silos e non riesce a generare la liquidità necessaria per finanziare la nuova campagna. In questo scenario, le misure finora annunciate a livello centrale, come la possibilità per i frantoi di accedere a una cambiale agraria fino a 50.000 euro, assistita da garanzia ISMEA e da restituire nell'arco di cinque anni, appaiono, secondo Confagricoltura Corato, insufficienti rispetto alla dimensione reale del fabbisogno finanziario della filiera.

Uno strumento di finanziamento può certamente rappresentare un sostegno alla liquidità, ma non risolve il problema alla radice: l'olio invenduto resta nei silos, il capitale rimane immobilizzato e le imprese continuano a sostenere costi senza disporre di adeguati flussi finanziari.

Per questo Confagricoltura Corato chiede con forza l'immediata convocazione di un tavolo di emergenza sull'olivicoltura, che coinvolga il Governo, le istituzioni regionali e territoriali, gli organismi della filiera e tutte le rappresentanze sindacali e datoriali del comparto agricolo. Serve un confronto vero, senza misure frammentarie e senza interventi che, da soli, non sono proporzionati alla portata della crisi.

Occorre costruire un piano organico e concreto, capace di affrontare contemporaneamente il problema delle giacenze, della liquidità delle imprese, della remunerazione del prodotto e della sostenibilità economica della prossima campagna. Il tempo degli interventi spot deve finire.

Gli olivicoltori e i frantoiani non chiedono assistenzialismo: chiedono condizioni che consentano alle imprese di continuare a produrre, investire e garantire futuro a un comparto che rappresenta una parte fondamentale dell'identità agricola ed economica del territorio. Confagricoltura Corato ritiene indispensabile che tutte le forze della filiera si siedano immediatamente attorno allo stesso tavolo per individuare soluzioni condivise e operative.

Non possiamo permettere che una crisi di mercato si trasformi nel collasso di un intero sistema produttivo. Il rischio, se non si interviene con tempestività e con strumenti adeguati alla reale dimensione del problema, è che il comparto olivicolo coratino e gli areali circostanti vadano incontro a una crisi senza precedenti, con la perdita di aziende, reddito, occupazione e patrimonio produttivo.»


Confagricoltura Corato chiede dunque un'assunzione di responsabilità immediata da parte di tutte le istituzioni competenti. Il comparto olivicolo non può più aspettare.