Estate in sicurezza, come la vive Corato? «Presidi prolungati fino a mezzanotte»
La Polizia Locale rafforza i controlli in città mentre il consiglio comunale si confronta con il disegno di legge Meloni-Nordio
venerdì 7 agosto 2026
Può sembrare una coincidenza, ma in concomitanza con la stagione estiva sembra registrarsi un incremento degli episodi di violenza e di microcriminalità, soprattutto da parte di minorenni che disturbano la quiete cittadina e non giovano all'attrattività complessiva della città.
Già dal 1° giugno 2026, Piazza Di Vagno è stata teatro di violenza: un rider è stato aggredito da un gruppo di giovani durante una consegna. Durante l'aggressione è stato colpito alla testa con una bottiglia, riportando ferite che hanno reso necessario l'intervento dei soccorsi.
Ma il problema non è solo coratino: è di qualche giorno fa la notizia di due giovani che, a Barletta, avrebbero lanciato petardi all'interno di un'attività commerciale, mettendo a rischio la sicurezza dei lavoratori e clienti. O è cronaca quasi quotidiana a Molfetta, l'appostamento di baby gang nei distributori 24h con comportamenti aggressivi e chiassosi.
Sono solo alcuni episodi di un fenomeno che non risparmia il territorio, né trova argini efficaci. A questi si aggiungono i numerosi episodi che non sfociano in una violenza così conclamata, ma che minano comunque la percezione della sicurezza all'interno della città.
Una serie di episodi di violenza che hanno coinvolto, insieme ad adulti, anche giovanissimi: segno di un fenomeno che non riguarda un singolo comune, ma un intero territorio, e che proprio per questo si intreccia con il dibattito nazionale sulla riforma dell'imputabilità dei minori, approvata dal Governo lo scorso 23 luglio.
La proposta del Governo Meloni: imputabilità ai minori di 14 anni
Si tratta di un disegno di legge proposto congiuntamente da Meloni e dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che cambia in profondità i criteri di accertamento dell'imputabilità dei minorenni. Se finora la capacità del minore doveva essere positivamente verificata caso per caso dal giudice attraverso un accertamento specifico sulla sua maturità psicologica, con la riforma, invece, quella capacità si presume, e sarà compito della difesa dimostrare il contrario nel corso del procedimento.
I presidi sulle strade e sulle piazze principali di Corato
Mentre a Roma si discute di come riscrivere le regole sulla responsabilità penale dei più giovani, a Corato l'amministrazione cerca una risposta più immediata: rafforzare la presenza delle forze dell'ordine nei luoghi dove la tensione si è fatta sentire con più forza. A livello locale, la Polizia Locale di Corato si sta attrezzando per presiedere le piazze principali della Città, al fine di offrire più sicurezza a chi frequenta la vita pubblica.
Con servizi a sorpresa prolungati fino a mezzanotte, la vigilanza e la presenza delle forze dell'ordine non sembra rassicurare del tutto chi passeggia tranquillamente per le vie del corso o decide di fermarsi nelle piazze principali tra cui Piazza Di Vagno o Piazza Sedile.
Nonostante i presidi e i controlli, infatti, gli episodi continuano a verificarsi, e la percezione di sicurezza tra i cittadini resta comunque minata: la sola presenza fisica delle forze dell'ordine non sembra bastare a restituire un senso di tranquillità.
Ad oggi sono previsti anche presidi di vigilanza sulle strade principali che conducono verso l'Oasi o verso le zone di mare durante il periodo di Ferragosto.
Se i presidi rappresentano la risposta operativa e immediata a livello locale, è però la riforma nazionale a riportare la questione anche sui banchi del consiglio comunale, dove il dibattito si sposta dal piano della sicurezza urbana a quello, più ampio, delle regole sulla responsabilità dei minorenni.
Il disegno di legge sui banchi del consiglio comunale
Il disegno di legge non è passato inosservato tra i banchi del consiglio comunale di Corato.
Durante la fase iniziale delle dichiarazioni i consiglieri Gianluca Cannillo (Rimettiamo in Moto la città) e Ciccio Colonna (Partito Democratico) hanno sollevato dubbi circa questo disegno di legge, non esentandosi da critiche successive sull'aver portato in consiglio temi di portata nazionale.
Il consigliere Cannillo ha invitato a "attenzionare bene questa vicenda", sottolineando come il punto centrale del provvedimento sia che «un ragazzo tra i 14 e i 18 anni viene presunto in grado di intendere e di volere». Pur senza schierarsi apertamente contro la riforma, ha chiesto che le istituzioni cittadine investano fin da subito su sicurezza, politiche sociali, culturali e istruzione, «prima che diventi una legge a cui non potremmo più rispondere».
Più netto l'affondo del consigliere Colonna, che ha parlato di «una destra autoritaria e nemica dei giovani», criticando l'inversione dell'onere della prova: «Non più lo Stato valuta la maturità completa di un adolescente, ma il minore deve dimostrare di averla». Colonna ha inoltre bollato come «una formula rozza» lo slogan sulla responsabilità individuale attribuito alla premier Meloni, sostenendo che serva «per un comizio, per raccattare voti, per ampliare la paura nelle città», e ha concluso rimarcando che «un ragazzo di 14 anni non è un adulto in miniatura», paventando il rischio che la riforma finisca per «riempire gli istituti penali minorili».
Una misura che, dunque, dal nazionale diventa oggetto di dibattito del locale, intrecciandosi con le cronache di una città che compaiono quasi quotidianamente sulle pagine della stampa locale.
Già dal 1° giugno 2026, Piazza Di Vagno è stata teatro di violenza: un rider è stato aggredito da un gruppo di giovani durante una consegna. Durante l'aggressione è stato colpito alla testa con una bottiglia, riportando ferite che hanno reso necessario l'intervento dei soccorsi.
Ma il problema non è solo coratino: è di qualche giorno fa la notizia di due giovani che, a Barletta, avrebbero lanciato petardi all'interno di un'attività commerciale, mettendo a rischio la sicurezza dei lavoratori e clienti. O è cronaca quasi quotidiana a Molfetta, l'appostamento di baby gang nei distributori 24h con comportamenti aggressivi e chiassosi.
Sono solo alcuni episodi di un fenomeno che non risparmia il territorio, né trova argini efficaci. A questi si aggiungono i numerosi episodi che non sfociano in una violenza così conclamata, ma che minano comunque la percezione della sicurezza all'interno della città.
Una serie di episodi di violenza che hanno coinvolto, insieme ad adulti, anche giovanissimi: segno di un fenomeno che non riguarda un singolo comune, ma un intero territorio, e che proprio per questo si intreccia con il dibattito nazionale sulla riforma dell'imputabilità dei minori, approvata dal Governo lo scorso 23 luglio.
La proposta del Governo Meloni: imputabilità ai minori di 14 anni
Si tratta di un disegno di legge proposto congiuntamente da Meloni e dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che cambia in profondità i criteri di accertamento dell'imputabilità dei minorenni. Se finora la capacità del minore doveva essere positivamente verificata caso per caso dal giudice attraverso un accertamento specifico sulla sua maturità psicologica, con la riforma, invece, quella capacità si presume, e sarà compito della difesa dimostrare il contrario nel corso del procedimento.
I presidi sulle strade e sulle piazze principali di Corato
Mentre a Roma si discute di come riscrivere le regole sulla responsabilità penale dei più giovani, a Corato l'amministrazione cerca una risposta più immediata: rafforzare la presenza delle forze dell'ordine nei luoghi dove la tensione si è fatta sentire con più forza. A livello locale, la Polizia Locale di Corato si sta attrezzando per presiedere le piazze principali della Città, al fine di offrire più sicurezza a chi frequenta la vita pubblica.
Con servizi a sorpresa prolungati fino a mezzanotte, la vigilanza e la presenza delle forze dell'ordine non sembra rassicurare del tutto chi passeggia tranquillamente per le vie del corso o decide di fermarsi nelle piazze principali tra cui Piazza Di Vagno o Piazza Sedile.
Nonostante i presidi e i controlli, infatti, gli episodi continuano a verificarsi, e la percezione di sicurezza tra i cittadini resta comunque minata: la sola presenza fisica delle forze dell'ordine non sembra bastare a restituire un senso di tranquillità.
Ad oggi sono previsti anche presidi di vigilanza sulle strade principali che conducono verso l'Oasi o verso le zone di mare durante il periodo di Ferragosto.
Se i presidi rappresentano la risposta operativa e immediata a livello locale, è però la riforma nazionale a riportare la questione anche sui banchi del consiglio comunale, dove il dibattito si sposta dal piano della sicurezza urbana a quello, più ampio, delle regole sulla responsabilità dei minorenni.
Il disegno di legge sui banchi del consiglio comunale
Il disegno di legge non è passato inosservato tra i banchi del consiglio comunale di Corato.
Durante la fase iniziale delle dichiarazioni i consiglieri Gianluca Cannillo (Rimettiamo in Moto la città) e Ciccio Colonna (Partito Democratico) hanno sollevato dubbi circa questo disegno di legge, non esentandosi da critiche successive sull'aver portato in consiglio temi di portata nazionale.
Il consigliere Cannillo ha invitato a "attenzionare bene questa vicenda", sottolineando come il punto centrale del provvedimento sia che «un ragazzo tra i 14 e i 18 anni viene presunto in grado di intendere e di volere». Pur senza schierarsi apertamente contro la riforma, ha chiesto che le istituzioni cittadine investano fin da subito su sicurezza, politiche sociali, culturali e istruzione, «prima che diventi una legge a cui non potremmo più rispondere».
Più netto l'affondo del consigliere Colonna, che ha parlato di «una destra autoritaria e nemica dei giovani», criticando l'inversione dell'onere della prova: «Non più lo Stato valuta la maturità completa di un adolescente, ma il minore deve dimostrare di averla». Colonna ha inoltre bollato come «una formula rozza» lo slogan sulla responsabilità individuale attribuito alla premier Meloni, sostenendo che serva «per un comizio, per raccattare voti, per ampliare la paura nelle città», e ha concluso rimarcando che «un ragazzo di 14 anni non è un adulto in miniatura», paventando il rischio che la riforma finisca per «riempire gli istituti penali minorili».
Una misura che, dunque, dal nazionale diventa oggetto di dibattito del locale, intrecciandosi con le cronache di una città che compaiono quasi quotidianamente sulle pagine della stampa locale.