Dalla protesta alla donazione: alcuni agricoltori in sciopero hanno scelto di donare il sangue

Una delegazione di manifestanti, quasi tutti alla prima donazione, si è presentata spontaneamente in ospedale per la raccolta Fratres

giovedì 22 ottobre 2026 13.25
A cura di Anna Lops
Ci sono giornate che nel calendario delle donazioni restano impresse più di altre. Quella di ieri è una di queste: nel pieno di giorni di tensione e di mobilitazione, un gruppo di agricoltori ha fatto una pausa dalla protesta per compiere un gesto che con la protesta non c'entra, ma che dice molto di chi sono. Sono andati a donare il sangue.

Come raccontato da Rosanna Cannillo di Fratres, quando la delegazione ha varcato la porta, l'emozione è stata forte. «Siamo gli agricoltori che stiamo scioperando e abbiamo voluto fare anche noi la nostra opera buona», hanno detto, spiegando il motivo della visita.

Nonostante i tempi stretti, i volontari sono riusciti a inserire tutti i nuovi donatori che hanno chiesto di essere richiamati, per diventare soci.

Quasi tutte prime donazioni

A parte Francesco, già donatore, gli agricoltori erano tutti alla loro prima donazione. Per i volontari è stata l'occasione di conoscere da vicino persone nuove e di ascoltarne direttamente i problemi. Rosanna sottolinea come anche in un momento di disagio e di nervosismo, che non è mai venuto meno fino alla fine, quei ragazzi abbiano trovato il tempo e la disponibilità per pensare agli altri.

Un gesto senza programmazione

È forse questo l'aspetto che più ha colpito i volontari. Nulla era stato organizzato: né una campagna, né un evento. «È stata tutta una cosa spontanea, e questa è stata la cosa più bella», racconta Rosanna, ricordando come in altre occasioni le iniziative siano invece pianificate in ogni dettaglio.

Qui, al contrario, tutto è nato da una telefonata e da un invito fatto al momento giusto, nel modo giusto. È stato, dice, un momento da vivere per poterlo davvero capire.
La gratitudine di Fratres

Nel messaggio con cui l'associazione ha voluto condividere la giornata, il ringraziamento si allarga a tutti: ai donatori «che puntuali rispondono ai nostri appelli», ai volontari e all'équipe di Molfetta, definita «sempre cordiale e buona». A Francesco e ai suoi amici va un augurio affettuoso: «Che Dio ve ne renda merito».

Una storia che nasce dalla testimonianza di un donatore e dalla sua capacità di raccontare, con semplicità, perché donare è importante. E che ricorda che il dono non conosce schieramenti: basta un invito fatto col cuore.