Omicidio Scavo a Bisceglie, testimone chiave in incidente probatorio

Saranno cristallizzate le dichiarazioni di un 26enne che ha assistito al delitto: il giovane è stato portato in una località protetta. «Temo per la mia incolumità»

mercoledì 22 luglio 2026 8.19
A cura di Nicola Miccione
Saranno cristallizzate in un incidente probatorio le dichiarazioni di un 26enne testimone oculare dell'omicidio di Filippo Scavo, il 43enne originario del quartiere Carbonara ritenuto vicino al clan mafioso Strisciuglio, ucciso a colpi di arma da fuoco il 19 aprile scorso nella discoteca Divine Club di Bisceglie, nel nord barese.

Il 26enne, presente sul luogo del delitto quella notte, è attualmente testimone di giustizia sotto protezione per avere dichiarato «di temere per la sua incolumità». Fu sentito la notte del delitto e le sue dichiarazioni sono ritenute «di particolare rilevanza», perché nelle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza avrebbe riconosciuto i due presunti esecutori materiali dell'omicidio, descrivendoli, poi identificati dagli investigatori nei 22enni Dylan Capriati e Aldo Lagioia.

Il primo è il figlio di Domenico, esponente del clan mafioso di Bari vecchia, ucciso in un agguato mafioso il 21 novembre 2018 e nipote di Raffaele Capriati, anche lui ucciso in un agguato il 1° aprile 2024. L'omicidio Scavo, per gli inquirenti, sarebbe infatti una vendetta del clan Capriati nei confronti degli Strisciuglio, maturata dopo l'omicidio di Lello Capriati (per i due presunti sicari negli scorsi giorni è stato fissato l'inizio del processo a settembre dinanzi alla Corte di Assise di Bari).

Nell'inchiesta sul delitto Scavo sono indagati anche i due presunti complici, i 21enni Nicola Morelli e Francesco Di Vittorio. L'incidente probatorio inizierà dinanzi al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari Giuseppe Ronzino il 10 settembre. Oltre alle dichiarazioni del 26enne, saranno visionati anche i filmati.