Palazzetto, tensostatico e copertura del Baskin: cosa non torna

Un progetto nato per essere “agile” si inceppa tra sospensioni, dubbi tecnici e rischi per la sicurezza

venerdì 7 agosto 2026 7.22
La vicenda della tensostruttura destinata al campo di Baskin sta assumendo contorni sempre più complessi.
Quella che doveva essere una soluzione rapida per garantire spazi sportivi durante la ristrutturazione del palazzetto si è trasformata in un percorso pieno di interrogativi, sospensioni e criticità tecniche che meritano di essere ricostruite con ordine.

Durante la commissione di ieri, la maggioranza ha chiesto una sospensione dei lavori. Al rientro, invece di procedere verso una decisione, è stata avanzata la proposta di rinviare nuovamente la discussione, convocando un'ulteriore seduta dedicata al tensostatico.
Un passaggio che suggerisce che qualcosa non torna: quando un progetto definito "agile" viene rimandato più volte, significa che le criticità emerse non sono marginali.
Nella documentazione tecnica, il dirigente scrive testualmente:
"su questa opera si manifestano riserve sotto il profilo dell'opportunità tecnica ed economica".
Una frase che, in un atto amministrativo, non è mai casuale.
È un segnale di allerta.
Alla richiesta di chiarimenti, emergono elementi che spostano la questione dal piano della convenienza a quello della sicurezza.

La struttura prevista è un pressostatico, cioè un involucro gonfiabile mantenuto in pressione da un compressore elettrico.
Secondo quanto riferito in commissione la rete elettrica della scuola non è adeguata a sostenere il carico richiesto.
In caso di blackout, il pressostatico si sgonfia rapidamente.
Una struttura che collassa diventa una trappola per chi si trova all'interno.
Non si tratta di un dettaglio tecnico: è un rischio diretto per l'incolumità degli utenti.
Il dirigente ha segnalato un'altra criticità:lo spazio esterno non consente il passaggio dei mezzi di soccorso.
Per rendere l'area idonea servirebbero:interventi strutturali,modifiche dell'accesso,tempi e costi aggiuntivi.
Un progetto nato per essere "provvisorio" rischia così di diventare oneroso e non immediato.
Le dimensioni del campo: niente pubblico, niente accompagnatori
Il campo di Baskin, inserito nel pressostatico, non permetterebbe la presenza di pubblico.
Un limite che pesa ancora di più considerando che il Baskin è una disciplina inclusiva,molti atleti hanno bisogno di accompagnatori,la presenza di pubblico è parte integrante dell'esperienza sportiva.
La struttura, così configurata, non risponde alle esigenze reali dell'utenza.
Il quadro complessivo: due cantieri e nessuna soluzione pronta
Corato si troverebbe con il palazzetto in ristrutturazione,la tensostruttura da realizzare,un pressostatico con criticità tecniche,un'area da adeguare,un progetto che non garantisce sicurezza né funzionalità.
La domanda che emerge è inevitabile: ha senso investire risorse in una soluzione provvisoria che presenta così tanti limiti?
Alla luce delle criticità, è stata avanzata l'ipotesi di una soluzione temporanea: interessare la Città Metropolitana per l'utilizzo delle palestre dell'ITC Tannoia e del Liceo Classico.
In sintesi, la consigliera comunale Nica Testino ha dichiarato:"Per il momento si potrebbe chiedere, interessando la Città Metropolitana, l'uso delle palestre del Tannoia e del Liceo Classico, avviando contestualmente l'investimento per la realizzazione di un vero e grande palazzetto dello sport, degno della città."
Una vicenda che merita trasparenza
La ricostruzione dei fatti mostra un quadro chiaro:le criticità non sono opinioni, ma elementi tecnici documentati.
Il rinvio della discussione non è un dettaglio procedurale, ma il segnale che il progetto necessita di una valutazione più approfondita.