Stadio comunale di Corato, il sindaco: «Nessuno che non abbia titolo deve operare nelle strutture pubbliche»
La nota di De Benedittis: «Gli accessi allo stadio devono essere controllati e consentiti esclusivamente a persone e società sportive autorizzate»
mercoledì 23 settembre 2026
9.31
«L'Amministrazione De Benedittis conferma il proprio impegno nel garantire diritti, dignità delle persone e pieno rispetto della legalità - scrive così in una nota il sindaco Corrado De Benedittis - In questa direzione si colloca l'operato di Asipu col suo amministratore unico avv. Renato Bucci a cui va la solidarietà e la gratitudine del sindaco; dell'ufficio patrimonio guidato dall'ing. Antonio Cacosso; dell'ufficio sport con il dirigente avv. Pippo Sciscioli; della Polizia Locale diretta dal dott. Michele Bucci e dell'ufficio servizi sociali col dirigente dott. Riccardo Attimonelli.
La necessità di tutelare il patrimonio pubblico e di garantire la massima sicurezza nell'impianto sportivo impongono che gli accessi allo stadio siano controllati e consentiti esclusivamente a persone e società sportive autorizzate.
Pertanto, nessuno che non abbia titolo deve operare nelle strutture pubbliche. Tanto meno è tollerabile che si dimori abusivamente in locali dello stadio non destinati a uso abitativo.
Ciò, nel caso specifico, non ha comportato mettere le persone per strada sia perché assegnatarie di appartamenti di edilizia residenziale pubblica, sia per la tempestiva presa in carico dei servizi sociali con i necessari interventi di sostegno.
La situazione determinatasi indurrà Asipu a lasciare il servizio di custodia dell'immobile che a sua volta potrebbe essere affidato a un istituto di vigilanza privata. In ogni caso, Asipu conserverebbe la gestione e manutenzione del campo in erba.
Resta centrale la sicurezza e incolumità delle centinaia di ragazzi e ragazze che varcando quotidianamente l'ingresso dello stadio devono trovare unicamente personale autorizzato e avente titolo.
Il rispetto delle norme non può che avere una ricaduta positiva sulla collettività, ma anche sui singoli individui rimuovendo ataviche situazioni di degrado e fragilità».
La necessità di tutelare il patrimonio pubblico e di garantire la massima sicurezza nell'impianto sportivo impongono che gli accessi allo stadio siano controllati e consentiti esclusivamente a persone e società sportive autorizzate.
Pertanto, nessuno che non abbia titolo deve operare nelle strutture pubbliche. Tanto meno è tollerabile che si dimori abusivamente in locali dello stadio non destinati a uso abitativo.
Ciò, nel caso specifico, non ha comportato mettere le persone per strada sia perché assegnatarie di appartamenti di edilizia residenziale pubblica, sia per la tempestiva presa in carico dei servizi sociali con i necessari interventi di sostegno.
La situazione determinatasi indurrà Asipu a lasciare il servizio di custodia dell'immobile che a sua volta potrebbe essere affidato a un istituto di vigilanza privata. In ogni caso, Asipu conserverebbe la gestione e manutenzione del campo in erba.
Resta centrale la sicurezza e incolumità delle centinaia di ragazzi e ragazze che varcando quotidianamente l'ingresso dello stadio devono trovare unicamente personale autorizzato e avente titolo.
Il rispetto delle norme non può che avere una ricaduta positiva sulla collettività, ma anche sui singoli individui rimuovendo ataviche situazioni di degrado e fragilità».