«Uno specchio amaro del nostro territorio»: la Murgia diventa punto di raccolta abusivo

Le Guardie Ambientali d'Italia denunciano lo stato di abbandono lungo l'asse stradale che collega Corato e Ruvo

martedì 25 agosto 2026 13.34
A cura di Anna Lops
Frigoriferi abbandonati tra i muretti a secco, divani lasciati sui cigli delle strade provinciali, passeggini, plastiche e cartacce: è lo scenario documentato dalle Guardie Ambientali d'Italia (GADIT) lungo l'asse stradale che collega Corato e Ruvo di Puglia, dove i sopralluoghi di routine hanno portato alla luce un fenomeno di abbandono rifiuti ormai fuori controllo.

Le piazzole di sosta della zona murgiana sono ormai diventati veri e propri punti di raccolta abusiva. Le guardie ambientali, durante i loro pattugliamenti, hanno censito di tutto in un'immagine che fotografa perfettamente i comportamenti di chi spesso attraversa questi territori, residenti e turisti compresi.

Un quadro che rischia di compromettere il valore paesaggistico e turistico di un'area caratteristica dell'entroterra pugliese.

Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo
Rifiuti tra Corato e Ruvo

Le parole del presidente GADIT

A commentare la situazione è Francesco Ventura, presidente regionale delle Guardie Ambientali d'Italia, che non usa mezzi termini: «È una situazione che rappresenta uno specchio amaro del nostro territorio e di fronte a cui molti turisti restano davvero allibiti. Si parla continuamente e a gran voce di tutela dell'ambiente, ma poi si rimane ciechi di fronte a realtà drammatiche come questa, che purtroppo continuano a scontrarsi con lungaggini e burocrazie varie che rallentano la realizzazione di bonifiche evidenti e ormai non più rimandabili».

La richiesta ai Comuni

Il bisogno di ordine è immediato e la richiesta dell'associazione è alle amministrazioni locali dei due Comuni coinvolti: «Come GADIT torniamo a chiedere con forza alle istituzioni preposte di fare molto di più per combattere simili gesti di inciviltà e decoro», sottolinea il presidente regionale.

L'associazione, comunque, ribadisce la propria disponibilità a proseguire il lavoro sul campo: «Noi continuiamo a garantire quotidianamente la nostra presenza sul territorio per arginare e combattere questi illeciti nei limiti delle nostre possibilità. Ci auguriamo una rapida e concreta presa di posizione da parte dei Comuni interessati: le Guardie Ambientali sono pronte a fare la propria parte al 100% se verremo chiamati a collaborare», conclude Ventura.