Autismo, il grido che parte da Corato

Diritti negati, istituzioni assenti. Non lasciateci soli

giovedì 2 aprile 2026 18.10
La storia di una famiglia coratina diventa emblema nazionale: tra liste d'attesa infinite, costi insostenibili e nonni‑caregiver lasciati senza supporto
L'autismo, in Italia, non è soltanto una sfida quotidiana fatta di silenzi, iperattività e bisogni complessi.
Per migliaia di famiglie si trasforma in una battaglia estenuante contro la burocrazia, la carenza di servizi e l'assenza delle istituzioni. Una realtà che la puntata di Storie Italiane di oggi del 2 aprile — in occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull'Autismo — ha riportato con forza al centro del dibattito nazionale.
A rappresentare il dramma vissuto nel nostro territorio è stata una famiglia di Corato, la cui testimonianza ha colpito il pubblico per lucidità e dolore.
La loro esperienza, fatta di richieste rimaste senza risposta, di terapie negate e di un carico assistenziale totalmente sulle spalle dei caregiver, è diventata simbolo di ciò che accade in tante altre case italiane.
Tra le storie più toccanti emerse in trasmissione, quella di due nonni che crescono da soli due nipoti con autismo grave non verbale. «Abbiamo chiesto terapie e percorsi, ma le risposte sono state sempre dei no», raccontano.
Una frase che riassume la solitudine di chi, senza alcun sostegno istituzionale, affronta ogni giorno un impegno fisico ed emotivo enorme, senza possibilità di sollievo.

Accanto a loro, Domenico e Ilaria — genitori di due bambini con spettro autistico di livello 3 — hanno descritto un'Italia a due velocità, dove l'accesso alle cure dipende dalla regione di residenza.
Con le strutture pubbliche sature e liste d'attesa che superano i tre anni, molte famiglie sono costrette a rivolgersi a centri privati, diventando, come denunciato in studio, dei veri e propri «bancomat» per sopperire alle mancanze dello Stato.
Gli esperti hanno evidenziato un dato allarmante: oggi l'autismo riguarda un bambino su 31, una crescita rapidissima che il sistema sanitario non è riuscito a seguire né in termini di strutture né di formazione del personale.

Uno spiraglio arriva dal nuovo decreto sul Progetto di Vita, che punta a rimettere la persona al centro e a obbligare le istituzioni a costruire percorsi personalizzati.
Ma le famiglie chiedono che le norme non restino sulla carta.
La puntata si è chiusa con la canzone di Ciro, un papà che ha trasformato in musica i silenzi del figlio. Un gesto che ricorda che, oltre le diagnosi e le mancanze dello Stato, resta l'amore immenso di chi non si arrende.
E da Corato, oggi, quel grido risuona più forte che mai.