Corato istituisce il Centro Comunale del Riuso: i beni usati ancora funzionanti avranno una seconda vita
La Giunta ha approvato il disciplinare per lo spazio dedicato allo scambio gratuito di oggetti presso il Centro di Raccolta di Via Castel del Monte
martedì 3 novembre 2026
10.33
Dare una seconda vita agli oggetti prima che finiscano tra i rifiuti. È l'obiettivo del Centro Comunale del Riuso (CRU), istituito dalla Giunta di Corato con la deliberazione n. 255 del 22 ottobre 2026, presso il Centro Comunale di Raccolta (CCR) di Via Castel del Monte. L'atto, dichiarato immediatamente eseguibile, getta le basi dell'iniziativa, mentre la data di apertura al pubblico dovrà essere definita nei prossimi provvedimenti.
Che cos'è e come funziona
Il CRU è un'area del CCR, tenuta distinta dagli spazi dove vengono raccolti i rifiuti, destinata all'esposizione temporanea di beni usati ma ancora funzionanti e direttamente utilizzabili. Questi beni non sono rifiuti e vengono ceduti gratuitamente. A gestire il Centro sarà S.A.N.B. S.p.A., la società pubblica che cura il servizio di igiene urbana a Corato.
La scelta si fonda sull'art. 7 del nuovo D.M. Ambiente e Sicurezza Energetica n. 91 del 26 marzo 2026, che ha riscritto la disciplina dei centri di raccolta e consente ai comuni di individuare al loro interno spazi per lo scambio di beni usati tra privati. L'iniziativa si inserisce nella gerarchia europea dei rifiuti, che mette al primo posto la prevenzione e il riutilizzo, prima del riciclaggio e dello smaltimento.
Chi può conferire e chi può ritirare
Il disciplinare prevede regole diverse per chi porta e per chi ritira i beni. Il conferimento è riservato alle utenze domestiche TARI, in linea con il Regolamento comunale dei CCR, che riserva la struttura di Via Castel del Monte ai residenti.
Il ritiro, invece, è aperto alle utenze domestiche TARI, agli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, alle istituzioni scolastiche e agli enti pubblici del territorio. Trascorso un periodo di riserva di trenta giorni, i beni potranno essere ritirati anche da altre persone fisiche, purché per uso personale e non commerciale. Una scelta pensata per massimizzare il riutilizzo e dare un valore sociale all'iniziativa, favorendo anche associazioni e scuole.
Cosa si potrà portare e cosa resta fuori
Chi vorrà dare nuova vita a ciò che non usa più avrà a disposizione un ventaglio piuttosto ampio di oggetti. Via libera ai mobili e ai complementi d'arredo, purché integri, stabili e di dimensioni compatibili con gli spazi disponibili, ma anche a casalinghi, stoviglie, pentole, suppellettili e oggetti per la casa. Spazio poi alla cultura e al gioco: libri, fumetti, riviste, dischi e supporti audiovisivi originali troveranno posto accanto a giochi e giocattoli completi e non danneggiati, dotati della marcatura CE quando prevista.
Tra gli articoli ammessi figurano inoltre le biciclette tradizionali, le attrezzature sportive e per il tempo libero, gli utensili manuali per il giardinaggio e il bricolage, oltre a borse, cinture e valigie. Per l'infanzia saranno accettati alcuni articoli come passeggini, seggioloni e vaschette per il bagnetto, purché integri e completi, mentre altri dispositivi resteranno esclusi per ragioni di sicurezza. Si potranno conferire anche oggetti alimentati esclusivamente da pile o batterie portatili con tensione non superiore a 12 volt, a condizione che le batterie removibili vengano estratte prima della consegna.
La regola di fondo è che tutti i beni dovranno essere funzionanti e completi delle parti essenziali e, quando esistenti, delle istruzioni d'uso. Di norma non saranno accettati oggetti di peso superiore a 25 chilogrammi o troppo ingombranti, salvo una specifica valutazione favorevole degli addetti.
Per ragioni di salute e sicurezza degli utenti, il disciplinare esclude tra l'altro le apparecchiature elettriche ed elettroniche alimentate da rete, i beni con batterie al litio non removibili, i prodotti tessili e imbottiti non igienizzabili e i dispositivi per l'infanzia soggetti a specifici requisiti di omologazione. Il testo regola inoltre i tempi di giacenza, la tracciabilità dei beni, la responsabilità e il trattamento dei dati personali.
Nessun costo per le casse comunali
Uno dei punti centrali della delibera riguarda gli aspetti economici. Secondo la Giunta, l'iniziativa non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio comunale e non incide sulla TARI. Le attività del CRU, cioè intercettazione, verifica, esposizione e consegna dei beni, rientrano infatti tra i servizi di base già previsti dal Disciplinare Tecnico e già remunerati dal corrispettivo del contratto di servizio con S.A.N.B., valido dal 2020 al 2035.
La delibera affida al dirigente del III Settore (Lavori Pubblici, Ambiente, Paesaggio) gli atti attuativi necessari per rendere operativo il Centro. I prossimi passi prevedono l'individuazione dello spazio esatto all'interno del CCR, previa verifica dei profili edilizi, di sicurezza e antincendio, e stabilire giorni e orari di apertura.
Un'iniziativa in linea con le politiche regionali
La Regione Puglia, attraverso il Fondo d'ambito gestito da AGER, incentiva già la realizzazione di centri comunali per il riuso e progetti di riduzione dei rifiuti. Il CRU di Corato si muove dunque in sintonia con gli indirizzi regionali e nazionali sull'economia circolare. Per i cittadini, il risultato atteso è duplice: meno rifiuti da smaltire e la possibilità di dare nuova vita a oggetti che, anziché diventare ingombranti, potranno trovare un nuovo proprietario.
Che cos'è e come funziona
Il CRU è un'area del CCR, tenuta distinta dagli spazi dove vengono raccolti i rifiuti, destinata all'esposizione temporanea di beni usati ma ancora funzionanti e direttamente utilizzabili. Questi beni non sono rifiuti e vengono ceduti gratuitamente. A gestire il Centro sarà S.A.N.B. S.p.A., la società pubblica che cura il servizio di igiene urbana a Corato.
La scelta si fonda sull'art. 7 del nuovo D.M. Ambiente e Sicurezza Energetica n. 91 del 26 marzo 2026, che ha riscritto la disciplina dei centri di raccolta e consente ai comuni di individuare al loro interno spazi per lo scambio di beni usati tra privati. L'iniziativa si inserisce nella gerarchia europea dei rifiuti, che mette al primo posto la prevenzione e il riutilizzo, prima del riciclaggio e dello smaltimento.
Chi può conferire e chi può ritirare
Il disciplinare prevede regole diverse per chi porta e per chi ritira i beni. Il conferimento è riservato alle utenze domestiche TARI, in linea con il Regolamento comunale dei CCR, che riserva la struttura di Via Castel del Monte ai residenti.
Il ritiro, invece, è aperto alle utenze domestiche TARI, agli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, alle istituzioni scolastiche e agli enti pubblici del territorio. Trascorso un periodo di riserva di trenta giorni, i beni potranno essere ritirati anche da altre persone fisiche, purché per uso personale e non commerciale. Una scelta pensata per massimizzare il riutilizzo e dare un valore sociale all'iniziativa, favorendo anche associazioni e scuole.
Cosa si potrà portare e cosa resta fuori
Chi vorrà dare nuova vita a ciò che non usa più avrà a disposizione un ventaglio piuttosto ampio di oggetti. Via libera ai mobili e ai complementi d'arredo, purché integri, stabili e di dimensioni compatibili con gli spazi disponibili, ma anche a casalinghi, stoviglie, pentole, suppellettili e oggetti per la casa. Spazio poi alla cultura e al gioco: libri, fumetti, riviste, dischi e supporti audiovisivi originali troveranno posto accanto a giochi e giocattoli completi e non danneggiati, dotati della marcatura CE quando prevista.
Tra gli articoli ammessi figurano inoltre le biciclette tradizionali, le attrezzature sportive e per il tempo libero, gli utensili manuali per il giardinaggio e il bricolage, oltre a borse, cinture e valigie. Per l'infanzia saranno accettati alcuni articoli come passeggini, seggioloni e vaschette per il bagnetto, purché integri e completi, mentre altri dispositivi resteranno esclusi per ragioni di sicurezza. Si potranno conferire anche oggetti alimentati esclusivamente da pile o batterie portatili con tensione non superiore a 12 volt, a condizione che le batterie removibili vengano estratte prima della consegna.
La regola di fondo è che tutti i beni dovranno essere funzionanti e completi delle parti essenziali e, quando esistenti, delle istruzioni d'uso. Di norma non saranno accettati oggetti di peso superiore a 25 chilogrammi o troppo ingombranti, salvo una specifica valutazione favorevole degli addetti.
Per ragioni di salute e sicurezza degli utenti, il disciplinare esclude tra l'altro le apparecchiature elettriche ed elettroniche alimentate da rete, i beni con batterie al litio non removibili, i prodotti tessili e imbottiti non igienizzabili e i dispositivi per l'infanzia soggetti a specifici requisiti di omologazione. Il testo regola inoltre i tempi di giacenza, la tracciabilità dei beni, la responsabilità e il trattamento dei dati personali.
Nessun costo per le casse comunali
Uno dei punti centrali della delibera riguarda gli aspetti economici. Secondo la Giunta, l'iniziativa non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio comunale e non incide sulla TARI. Le attività del CRU, cioè intercettazione, verifica, esposizione e consegna dei beni, rientrano infatti tra i servizi di base già previsti dal Disciplinare Tecnico e già remunerati dal corrispettivo del contratto di servizio con S.A.N.B., valido dal 2020 al 2035.
La delibera affida al dirigente del III Settore (Lavori Pubblici, Ambiente, Paesaggio) gli atti attuativi necessari per rendere operativo il Centro. I prossimi passi prevedono l'individuazione dello spazio esatto all'interno del CCR, previa verifica dei profili edilizi, di sicurezza e antincendio, e stabilire giorni e orari di apertura.
Un'iniziativa in linea con le politiche regionali
La Regione Puglia, attraverso il Fondo d'ambito gestito da AGER, incentiva già la realizzazione di centri comunali per il riuso e progetti di riduzione dei rifiuti. Il CRU di Corato si muove dunque in sintonia con gli indirizzi regionali e nazionali sull'economia circolare. Per i cittadini, il risultato atteso è duplice: meno rifiuti da smaltire e la possibilità di dare nuova vita a oggetti che, anziché diventare ingombranti, potranno trovare un nuovo proprietario.