Corato, restaurata l’edicola votiva di San Gerardo: sul dipinto la firma «C. Leone, 1947»
Il dipinto di via Lega Lombarda 14 risale al 28 luglio 1947
mercoledì 14 ottobre 2026
10.58
L'edicola votiva di San Gerardo Maiella, in via Lega Lombarda 14, è tornata a splendere. Il 13 ottobre è stata restituita ai fedeli al termine di un intervento di restauro conservativo, promosso nell'anno del Giubileo Gerardino, che celebra i trecento anni dalla nascita del Santo (1726-2026). Durante i lavori è emersa anche la firma dell'autore.
La cerimonia di benedizione
Alla presenza dell'associazione Gerardina e di molti devoti è stata scoperta la targa celebrativa, la prima in assoluto a riportare il nuovo logo di "Città", titolo conferito a Corato dal Presidente della Repubblica il 30 maggio 2026. Sono intervenuti la dott.ssa Marina Labartino, autrice del volume Fervore Redentorista – Storia di una presenza missionaria a Corato dal 1700 ad oggi e promotrice del recupero, il maestro d'arte Antonio D'Introno e il sindaco Corrado De Benedittis.
Padre Francesco Visciano, parroco della Chiesa di San Gerardo Maiella, e padre Silvestro Lafasciano, superiore della comunità redentorista, hanno guidato il momento di preghiera e benedizione.
La piccola nicchia che accoglie il Santo
L'immagine è custodita in una nicchia nel prospetto di un edificio oggi di proprietà delle famiglie Tedone, Lops e Patruno, che hanno dato subito il consenso ai lavori.
Nel 1753 sorgeva qui la modesta casa dell'artigiano Felice Papaleo, dove "fratel Gerardo" fu ospitato per quaranta giorni durante la Quaresima. Don Francesco Saverio Stoppa, in una lettera del 24 aprile 1753 a padre Fiocchi, raccontò di una folla di fedeli che non lo lasciava fino a sera, chiedendogli di parlare di Dio.
Il restauro dell'edicola
Dopo anni di incuria, il dipinto murale e la cornice in legno erano in condizioni critiche: polvere abbondante, tracce di maldestri saggi sulla superficie e una cornice erosa, con il vetro rotto e un reale pericolo per i passanti. D'Introno ha rimosso la cornice, pulito il dipinto con pennelli morbidi, ripristinato la tinteggiatura con colori e vernici protettive opache per opere d'arte e integrato le parti abrase. Telaio, cornice e vetro sono stati sostituiti.
La scoperta
«Non vi nascondo l'emozione che ho provato quando ho liberato la nicchia dei vasi con scoloriti fiori in plastica», ha raccontato D'Introno. In basso a destra sono comparse una lettera iniziale seguita dal cognome Leone e la data 28 luglio 1947. Labartino ha scartato prima il pittore Luigi Leone, allora impegnato nelle tele della volta della Chiesa Matrice, perché l'iniziale non tornava.
Ha escluso poi il prof. Cataldo Leone, fondatore della Mostra d'arte Il Pendio, per lo stile troppo acerbo.
L'ipotesi più convincente è un'altra: l'opera sarebbe stata commissionata a Luigi ed eseguita dal figlio Cataldo, detto Dino, che nel 1947 aveva dodici anni. Dino sarebbe poi diventato uno dei fotografi coratini più noti e nel 1952 emigrò in Venezuela, dove lavorò come bozzettista. «Non vi è traccia documentale», precisa Labartino, «ma è molto probabile».
Il promotore dell'edicola
Nessun dubbio invece su chi volle l'edicola: padre Alfredo Ruggiero, redentorista arrivato a Corato nel 1943, divenuto superiore della comunità il 27 settembre 1947. Fu lui a promuovere la petizione, firmata da oltre 4.000 coratini, che portò Pio XII a proclamare San Gerardo Compatrono della città insieme a San Cataldo, con Breve pontificio del 28 ottobre 1949.
Le parole delle Istituzioni civili e religiose
Per il sindaco De Benedittis, recuperare queste tracce «rilancia una presenza viva del Santo» nella vita di tutti. Padre Visciano ha indicato nello smarrimento del senso della storia il timore maggiore per il futuro: «siamo nanetti sulle spalle di giganti». Il restauro, ha aggiunto, è «un ritrovare la nostra identità».
La cerimonia di benedizione
Alla presenza dell'associazione Gerardina e di molti devoti è stata scoperta la targa celebrativa, la prima in assoluto a riportare il nuovo logo di "Città", titolo conferito a Corato dal Presidente della Repubblica il 30 maggio 2026. Sono intervenuti la dott.ssa Marina Labartino, autrice del volume Fervore Redentorista – Storia di una presenza missionaria a Corato dal 1700 ad oggi e promotrice del recupero, il maestro d'arte Antonio D'Introno e il sindaco Corrado De Benedittis.
Padre Francesco Visciano, parroco della Chiesa di San Gerardo Maiella, e padre Silvestro Lafasciano, superiore della comunità redentorista, hanno guidato il momento di preghiera e benedizione.
La piccola nicchia che accoglie il Santo
L'immagine è custodita in una nicchia nel prospetto di un edificio oggi di proprietà delle famiglie Tedone, Lops e Patruno, che hanno dato subito il consenso ai lavori.
Nel 1753 sorgeva qui la modesta casa dell'artigiano Felice Papaleo, dove "fratel Gerardo" fu ospitato per quaranta giorni durante la Quaresima. Don Francesco Saverio Stoppa, in una lettera del 24 aprile 1753 a padre Fiocchi, raccontò di una folla di fedeli che non lo lasciava fino a sera, chiedendogli di parlare di Dio.
Il restauro dell'edicola
Dopo anni di incuria, il dipinto murale e la cornice in legno erano in condizioni critiche: polvere abbondante, tracce di maldestri saggi sulla superficie e una cornice erosa, con il vetro rotto e un reale pericolo per i passanti. D'Introno ha rimosso la cornice, pulito il dipinto con pennelli morbidi, ripristinato la tinteggiatura con colori e vernici protettive opache per opere d'arte e integrato le parti abrase. Telaio, cornice e vetro sono stati sostituiti.
La scoperta
«Non vi nascondo l'emozione che ho provato quando ho liberato la nicchia dei vasi con scoloriti fiori in plastica», ha raccontato D'Introno. In basso a destra sono comparse una lettera iniziale seguita dal cognome Leone e la data 28 luglio 1947. Labartino ha scartato prima il pittore Luigi Leone, allora impegnato nelle tele della volta della Chiesa Matrice, perché l'iniziale non tornava.
Ha escluso poi il prof. Cataldo Leone, fondatore della Mostra d'arte Il Pendio, per lo stile troppo acerbo.
L'ipotesi più convincente è un'altra: l'opera sarebbe stata commissionata a Luigi ed eseguita dal figlio Cataldo, detto Dino, che nel 1947 aveva dodici anni. Dino sarebbe poi diventato uno dei fotografi coratini più noti e nel 1952 emigrò in Venezuela, dove lavorò come bozzettista. «Non vi è traccia documentale», precisa Labartino, «ma è molto probabile».
Il promotore dell'edicola
Nessun dubbio invece su chi volle l'edicola: padre Alfredo Ruggiero, redentorista arrivato a Corato nel 1943, divenuto superiore della comunità il 27 settembre 1947. Fu lui a promuovere la petizione, firmata da oltre 4.000 coratini, che portò Pio XII a proclamare San Gerardo Compatrono della città insieme a San Cataldo, con Breve pontificio del 28 ottobre 1949.
Le parole delle Istituzioni civili e religiose
Per il sindaco De Benedittis, recuperare queste tracce «rilancia una presenza viva del Santo» nella vita di tutti. Padre Visciano ha indicato nello smarrimento del senso della storia il timore maggiore per il futuro: «siamo nanetti sulle spalle di giganti». Il restauro, ha aggiunto, è «un ritrovare la nostra identità».