
Attualità
Corato, la protesta di agricoltori e autotrasportatori: “Ci hanno rubato il reddito”
Traffico bloccato nei pressi della stazione di servizio Gallo, sulla SP231
Corato - mercoledì 14 ottobre 2026
10.41
Una manifestazione non prevista, ma frutto di indiscrezioni secondo cui solo poche delle promesse fatte agli agricoltori verranno mantenute: dalle prime ore di questa mattina, mercoledì 14 ottobre, trattori e mezzi pesanti si sono radunati a Corato, sulla SP231 per manifestare contro l'aumento dei costi di produzione e la crisi del comparto olivicolo.
"Stiamo manifestando il furto del nostro reddito"
A spiegare le ragioni della protesta è stato Antonio Mastrodonato, produttore olivicolo. «Stiamo manifestando il furto del nostro reddito, del comparto olivicolo in questo caso, ma in realtà la problematica si diffonde anche negli altri settori», ha detto. La situazione è ormai insostenibile: «non abbiamo più una fonte di reddito e stiamo veramente in ginocchio».
La richiesta, ha chiarito, non riguarda contributi: "Noi non chiediamo soldi a nessuno. Vogliamo solo essere certi di vendere il prodotto al giusto costo per rientrare nelle spese di produzione". Il nodo è la valorizzazione del prodotto, cioè un prezzo che copra almeno i costi.
Il nodo dell'olio che arriva dall'estero
Sullo sfondo c'è la questione dell'olio d'oliva importato, in particolare dalla Tunisia, che da mesi agita il comparto olivicolo italiano e pugliese. Secondo quanto riferito durante la conferenza sulla crisi olivicola a Corato, In Italia, l'anno scorso, sono state prodotte 250mila tonnellate di olio, mentre dalla Tunisia ne sono arrivate 120mila: una quantità pari a oltre un terzo della produzione nazionale. Per i produttori italiani sostenere questa concorrenza diventa sempre più difficile.
Altro nodo è quello dell'olio importato a dazio zero. Secondo quanto riferito, la Tunisia non avrebbe versato alla Commissione europea circa 140 milioni di euro.
Le istituzioni: "Manca l'ascolto delle istituzioni a livello governativo"
Alla manifestazione è intervenuto anche l'assessore Antonio Diaferia, che ha parlato di istituzioni locali «sempre presenti già dal mese di maggio». «Quello che manca è l'ascolto delle istituzioni che possono essere ancora più determinanti, quindi parliamo a livello governativo o ancora superiore», ha affermato, aggiungendo che «stanno solo iterando delle promesse che ad oggi non sono state ancora mantenute».
Diaferia ha spiegato che la protesta di oggi non era prevista: l'intenzione era attendere giovedì per avere risposte alle richieste presentate lunedì al Prefetto. Sarebbero però trapelate indiscrezioni secondo cui solo poche delle promesse fatte verranno mantenute, e questo ha accelerato la mobilitazione.
Sul ruolo degli enti locali è stato netto anche Mastrodonato: «C'è tanta vicinanza, ma sono molto limitati perché non possono fare leggi o stanziare soldi». Le amministrazioni, ha concluso, possono soltanto trasmettere le richieste dei produttori al Ministero.
Resta ora da capire se la manifestazione porterà risposte concrete e se la mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni.
"Stiamo manifestando il furto del nostro reddito"
A spiegare le ragioni della protesta è stato Antonio Mastrodonato, produttore olivicolo. «Stiamo manifestando il furto del nostro reddito, del comparto olivicolo in questo caso, ma in realtà la problematica si diffonde anche negli altri settori», ha detto. La situazione è ormai insostenibile: «non abbiamo più una fonte di reddito e stiamo veramente in ginocchio».
La richiesta, ha chiarito, non riguarda contributi: "Noi non chiediamo soldi a nessuno. Vogliamo solo essere certi di vendere il prodotto al giusto costo per rientrare nelle spese di produzione". Il nodo è la valorizzazione del prodotto, cioè un prezzo che copra almeno i costi.
Il nodo dell'olio che arriva dall'estero
Sullo sfondo c'è la questione dell'olio d'oliva importato, in particolare dalla Tunisia, che da mesi agita il comparto olivicolo italiano e pugliese. Secondo quanto riferito durante la conferenza sulla crisi olivicola a Corato, In Italia, l'anno scorso, sono state prodotte 250mila tonnellate di olio, mentre dalla Tunisia ne sono arrivate 120mila: una quantità pari a oltre un terzo della produzione nazionale. Per i produttori italiani sostenere questa concorrenza diventa sempre più difficile.
Altro nodo è quello dell'olio importato a dazio zero. Secondo quanto riferito, la Tunisia non avrebbe versato alla Commissione europea circa 140 milioni di euro.
Le istituzioni: "Manca l'ascolto delle istituzioni a livello governativo"
Alla manifestazione è intervenuto anche l'assessore Antonio Diaferia, che ha parlato di istituzioni locali «sempre presenti già dal mese di maggio». «Quello che manca è l'ascolto delle istituzioni che possono essere ancora più determinanti, quindi parliamo a livello governativo o ancora superiore», ha affermato, aggiungendo che «stanno solo iterando delle promesse che ad oggi non sono state ancora mantenute».
Diaferia ha spiegato che la protesta di oggi non era prevista: l'intenzione era attendere giovedì per avere risposte alle richieste presentate lunedì al Prefetto. Sarebbero però trapelate indiscrezioni secondo cui solo poche delle promesse fatte verranno mantenute, e questo ha accelerato la mobilitazione.
Sul ruolo degli enti locali è stato netto anche Mastrodonato: «C'è tanta vicinanza, ma sono molto limitati perché non possono fare leggi o stanziare soldi». Le amministrazioni, ha concluso, possono soltanto trasmettere le richieste dei produttori al Ministero.
Resta ora da capire se la manifestazione porterà risposte concrete e se la mobilitazione proseguirà nei prossimi giorni.
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