Partecipate del Comune sotto la lente della Corte dei conti. Renato Bucci: «Affidamenti diretti costituiscono la normale procedura di affidamento a Società in house»

Rilievi su ASIPU, S.i. x T. e Agenzia Nord Barese Ofantina

lunedì 26 ottobre 2026 12.44
A cura di Anna Lops
Il sistema delle società partecipate del Comune torna al centro dell'attenzione della magistratura contabile. Con la deliberazione n. 173/2026/VSG, adottata dopo la camera di consiglio dell'8 ottobre, la Sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei conti ha formulato una serie di rilievi sulle scelte dell'ente, chiedendo all'amministrazione di rivedere alcune determinazioni e trasmettendo gli atti alla Procura regionale per le valutazioni di competenza.

ASIPU: «macroscopica anomalia»

Il capitolo più delicato riguarda ASIPU, società interamente partecipata dal Comune e attiva nei servizi ambientali. I magistrati parlano di una «macroscopica anomalia gestionale e organizzativa», richiamando in particolare la crescita del costo del personale, salito del 103,9% tra il 2023 e il 2024. Pesano inoltre l'assenza di contratti di servizio e il ricorso ad affidamenti diretti.

Secondo la ricostruzione della Sezione, la società sarebbe mantenuta in vita in larga parte come strumento per la locazione di mezzi e beni a SANB, con ricavi passivi superiori a 360mila euro annui. La compresenza di ASIPU e SANB, entrambe operanti nella raccolta dei rifiuti, determinerebbe una duplicazione dei costi amministrativi: la Corte invita quindi il Comune a valutare misure correttive per superare l'attuale assetto.

All'amministrazione viene anche richiesto di presentare, insieme al prossimo provvedimento di revisione periodica delle partecipazioni, i contratti di servizio attivi con ASIPU e SANB, corredati dai piani economico-finanziari asseverati, così da poter verificare la legittimità degli incrementi della spesa per il personale.

La replica dell'amministratore unico

Su questi punti l'avvocato Renato Bucci, amministratore unico di ASIPU, offre alcune precisazioni.

Sul costo del personale, Bucci spiega che il raddoppio è solo apparente: «il personale assunto nel 2023 ha preso servizio il 1° luglio 2023 ed ha dunque lavorato un solo semestre. L'anno successivo ha lavorato 12 mesi e quindi lo stesso personale ha comportato un costo doppio».

Quanto al noleggio dei mezzi da ASIPU a SANB, si trattò di una scelta negoziale assunta ben prima dell'elezione dell'attuale sindaco. Una soluzione, ammette Bucci, «opinabile», perché sarebbe stata preferibile una vendita, ma che non può essere considerata fittizia o irragionevole.

Riguardo agli affidamenti diretti, l'amministratore sottolinea che costituiscono la normale procedura con cui un ente affida servizi a una società in house.

S.i. x T.: nessun dipendente, cinque amministratori

Un secondo rilievo riguarda S.i. x T. Servizi Innovativi per il Territorio, società che gestisce le entrate comunali. La Corte dei Conti contesta la mancanza di risposte adeguate alle richieste istruttorie sui costi del personale sostenuti tra il 2017 e il 2024. I giudici evidenziano inoltre una sproporzione tra struttura amministrativa e operativa: la società non ha dipendenti subordinati, ma ha un consiglio di amministrazione di cinque membri. Una condizione che, secondo la Corte, impone di verificare se sussistano ancora i presupposti per mantenere la partecipazione.

Agenzia Nord Barese Ofantina: contestata la revoca della razionalizzazione

Criticità emergono anche per l'Agenzia per l'occupazione e lo sviluppo dell'Area Nord Barese Ofantina. La Corte censura la revoca della procedura di razionalizzazione, inizialmente pensata per contenere i costi del personale e poi abbandonata sulla base della proroga della durata statutaria della società.

Una decisione che, per i magistrati, non sarebbe stata sostenuta da un'adeguata istruttoria economica e gestionale.
Sotto osservazione anche i trasferimenti dal Comune all'organismo: 79.364 euro di quote associative nel quadriennio 2017-2020, 63.500 euro nel triennio 2021-2023 e 57.150 euro per il 2024.

La Sezione rileva l'assenza di formali contratti di servizio e, quindi, di un'obbligazione certa che giustifichi i versamenti. L'erogazione di fondi pubblici senza una comprovata utilità per l'ente, si legge nel provvedimento, può configurare potenziali profili di danno erariale.

Sarà ora la Procura regionale a valutare gli atti trasmessi, mentre il Comune dovrà fornire i chiarimenti e la documentazione richiesti in occasione della prossima revisione periodica delle partecipazioni.