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35 famiglie senza buono educativo, Direzione Corato: «Il comune dica cosa intende fare»
La nota completa
La nota completa di Direzione Corato:
Facciamo chiarezza. Davvero.
A Foggia, dove amministra il centrosinistra, una mozione presentata dall'opposizione sul problema dei posti di asilo nido non finanziati è stata approvata, prevedendo l'utilizzo di disponibilità di bilancio e/o fondi FELS.
A Corato, invece, la stessa richiesta è stata bocciata dalla maggioranza.
E allora la domanda è semplice: perché ciò che è possibile fare a Foggia non dovrebbe essere possibile fare a Corato?
Qui non parliamo di maggioranza o opposizione. Parliamo di 35 bambini e 35 famiglie rimaste senza buono educativo.
La Regione Puglia finanzia l'80% dei posti disponibili. La nostra mozione chiedeva di verificare il numero delle domande escluse, quantificare il fabbisogno e utilizzare, per quanto necessario, le risorse disponibili oppure individuare altre coperture nel bilancio comunale.
Non chiedevamo a un dirigente di compiere atti illegittimi. Chiedevamo a Sindaco e Giunta un indirizzo politico chiaro: non lasciare sole le famiglie.
L'assessore sostiene che l'Amministrazione fosse già al lavoro e che «nessuno stava aspettando noi».
Bene. Allora rendano pubblici gli atti adottati, le risorse individuate e i tempi della soluzione.
Perché le interlocuzioni non sono una soluzione.
E c'è un altro elemento che merita chiarezza: nella prima versione del post dell'assessore si parlava della possibilità di "stralciare" il 20% dei posti non finanziati e di oltre 10 milioni di euro che la Regione avrebbe cercato di ottenere dall'INPS. Questi riferimenti sono poi scomparsi.
Su quali elementi si basavano? E quale soluzione concreta resta oggi sul tavolo?
Solo dopo il Consiglio comunale la nostra mozione è stata definita «tecnicamente sbagliata».
Eppure, durante la seduta, né l'assessore, né la maggioranza, né il dirigente, né il segretario comunale hanno dichiarato la proposta tecnicamente inammissibile.
Se c'erano criticità tecniche, si poteva emendare la mozione e individuare una soluzione alternativa.
Invece è stata bocciata.
Eppure esiste un precedente proprio a Corato: nel 2024 le domande escluse furono finanziate dal Comune attraverso risorse analoghe a quelle che chiedevamo di utilizzare oggi.
Se nel 2024 era possibile, perché oggi sarebbe tecnicamente sbagliato o rischioso?
L'Amministrazione rivendica inoltre di aver accantonato circa 845 mila euro per la futura gestione dei nuovi asili nido.
Ma già con il PNRR era chiaro che i costi di gestione sarebbero rimasti a carico dei bilanci comunali e che il Comune avrebbe dovuto garantire la funzionalità dei servizi per almeno cinque anni.
La gestione, quindi, andava programmata per tempo.
Il tema del finanziamento degli asili nido merita certamente un confronto anche nazionale. Ma i buoni educativi oggetto della nostra mozione sono una misura della Regione Puglia.
La domanda, dunque, resta una:
COSA INTENDE FARE IL COMUNE DI CORATO PER LE 35 FAMIGLIE ESCLUSE?
Il problema non è di destra o di sinistra. Il problema è scegliere se mettere al centro le famiglie oppure la contrapposizione politica.
Perché alle famiglie servono soluzioni, non autocelebrazioni!

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