Girasole di memoria: il gesto silenzioso che riporta Corato al 12 luglio

La mamma di Francesco Ludovico Tedone depone un girasole alla stazione di Corato: un atto di amore e di lutto che riaccende il ricordo

domenica 12 luglio 2026 9.04
A cura di Carlo Sacco
Questa mattina alla stazione di Corato, il tempo sembra rallentare. Non è un giorno qualunque: è l'anniversario della strage dei treni del 2016, una ferita che continua a pulsare sotto la pelle della città e delle comunità vicine.
Tra i binari, dove ogni rumore ha un'eco più lunga, la mamma di Francesco Ludovico Tedone posa un girasole.
Un fiore semplice, luminoso, che cerca il sole anche quando il cielo è velato.
Un fiore che diventa simbolo: della vita che continua, della memoria che non si spegne, dell'amore che non conosce confini.Il gesto è silenzioso, ma parla forte.
Non cerca platee, non cerca applausi.
È un atto intimo, quasi sacro, che trasforma un luogo di transito in un altare civile. Il girasole rimane lì, tra ferro e ghiaia, come una promessa: ricordare è un dovere, non un'abitudine.
Ogni 12 luglio Corato e Andria tornano a essere un'unica comunità ferita.
Le famiglie rivivono il peso dell'assenza, i cittadini ripensano a quel giorno che cambiò tutto.
Eppure, in quel fiore deposto con delicatezza, c'è anche un messaggio di speranza: la memoria non è solo dolore, è anche cura.
È il modo più umano che abbiamo per tenere vicine le persone che non possono più camminare accanto a noi.
Il girasole della mamma di Francesco Ludovico Tedone diventa così un segno per tutti: un invito a fermarsi, a guardare, a non dimenticare.
Perché la giustizia, la sicurezza, la responsabilità nascono sempre da qui — dal ricordo che non si lascia inghiottire dal tempo.