
Eventi
Dieci anni dopo la strage ferroviaria, il Komorebi trasforma il dolore in luce
Dall’8 all’11 luglio nell’Uliveto Komorebi di Via Bracco
Corato - venerdì 10 luglio 2026
13.49
Dieci anni dalla strage ferroviaria, ma anche dieci anni di Komorebi: l'evento commemorativo in ricordo di Francesco Ludovico Tedone, giovanissima vittima dell'incidente ferroviario del 12 luglio 2016 sulla tratta Andria-Corato, in cui persero la vita 23 persone e 58 rimasero ferite. Francesco aveva diciassette anni ed era rientrato appena due giorni prima da un anno di studio a Ōita, nel sud del Giappone.
Il Komorebi è diventato negli anni uno spiraglio di vita in ricordo di uno degli eventi che maggiormente ha segnato la nostra Regione, con la scelta di celebrare la vita, le passioni, la curiosità e la voglia di mettersi in gioco. L'associazione, attiva ormai da qualche anno, ha intrapreso i primi passi verso l'obiettivo di realizzare il sogno di Francesco di unire le due culture, allacciando un gemellaggio con Oita.
Quest'anno il Komorebi ha raggiunto un traguardo speciale: la decima edizione, svoltasi dall'8 all'11 luglio nell'Uliveto Komorebi di via Bracco, a Corato. Il tema scelto per il 2026 è stato Te-Ma (手間), un principio giapponese traducibile come "il valore invisibile della cura e del tempo".Dopo l'esperienza del 2025, che ha visto il Komorebi volare oltreoceano per realizzare concretamente il desiderio di Francesco di "portare un po' di Italia in Giappone", l'edizione 2026 si è concentrata sulla seconda parte di questo sogno: "portare un po' di Giappone in Italia". Il tema ha attraversato l'intera programmazione, con un percorso diffuso di appuntamenti preparatori nei mesi di maggio e giugno: laboratori di ceramica giapponese (Kurinuki), un laboratorio di cucina giapponese (Okonomiyaki), pittura en plein air e attività per bambini.
Le quattro giornate dell'evento intrecciano sport, arte, musica e cultura giapponese: rugby, arteterapia, cinema all'aperto tra gli ulivi, una conferenza sull'olio, un workshop e concerto di percussioni giapponesi con "Quelli del Taiko", una cerimonia giapponese del tè, un concerto di shamisen e una mostra d'arte collettiva dal titolo "Trama / 12.07.2016 Restituzione del progetto di memoria collettiva".
Il Komorebi è diventato negli anni uno spiraglio di vita in ricordo di uno degli eventi che maggiormente ha segnato la nostra Regione, con la scelta di celebrare la vita, le passioni, la curiosità e la voglia di mettersi in gioco. L'associazione, attiva ormai da qualche anno, ha intrapreso i primi passi verso l'obiettivo di realizzare il sogno di Francesco di unire le due culture, allacciando un gemellaggio con Oita.
Quest'anno il Komorebi ha raggiunto un traguardo speciale: la decima edizione, svoltasi dall'8 all'11 luglio nell'Uliveto Komorebi di via Bracco, a Corato. Il tema scelto per il 2026 è stato Te-Ma (手間), un principio giapponese traducibile come "il valore invisibile della cura e del tempo".Dopo l'esperienza del 2025, che ha visto il Komorebi volare oltreoceano per realizzare concretamente il desiderio di Francesco di "portare un po' di Italia in Giappone", l'edizione 2026 si è concentrata sulla seconda parte di questo sogno: "portare un po' di Giappone in Italia". Il tema ha attraversato l'intera programmazione, con un percorso diffuso di appuntamenti preparatori nei mesi di maggio e giugno: laboratori di ceramica giapponese (Kurinuki), un laboratorio di cucina giapponese (Okonomiyaki), pittura en plein air e attività per bambini.
Le quattro giornate dell'evento intrecciano sport, arte, musica e cultura giapponese: rugby, arteterapia, cinema all'aperto tra gli ulivi, una conferenza sull'olio, un workshop e concerto di percussioni giapponesi con "Quelli del Taiko", una cerimonia giapponese del tè, un concerto di shamisen e una mostra d'arte collettiva dal titolo "Trama / 12.07.2016 Restituzione del progetto di memoria collettiva".
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