De Benedittis torna in piazza: il discorso del secondo mandato tra giovani, identità e accoglienza
Ieri il comizio di ringraziamento in Piazza Cesare Battisti
lunedì 1 giugno 2026
9.25
Dopo i quattro comizi della campagna elettorale, il sindaco Corrado De Benedittis è tornato sul palco di Piazza Cesare Battisti con un obiettivo diverso: un primo discorso da sindaco rieletto, dedicato alla gratitudine verso una città che lo ha scelto ancora e alle linee guida che orienteranno i prossimi cinque anni di governo.
La serata di ieri, 31 maggio, si è aperta con le parole di tre giovani protagonisti dell'esperienza amministrativa appena conclusa: Giuseppe Di Bartolomeo, Giulia Quercia e Felice Addario, che negli ultimi cinque anni hanno fatto parte della macchina comunale.
L'attenzione è stata subito posta sull'urgenza di insediare il nuovo consiglio comunale, necessario per l'approvazione di alcuni atti, tra cui il cartellone degli eventi estivi.
Un consiglio che si afferma in larga parte costituito da giovani. «Una generazione che si è ripresa il diritto di governare il destino di questa comunità», ha detto il sindaco, in un perfetto equilibrio tra rivendicazione politica e scommessa generazionale.
Ampio spazio è stato dedicato al riconoscimento del titolo di "Città": «In Puglia su 258 comuni, hanno il titolo di "Città" 80 comuni», ha osservato De Benedittis. Il sindaco ha insistito sul significato profondo che quel riconoscimento deve assumere: «Deve significare sprovincializzarci, aprire gli orizzonti e pensare in modo diverso le questioni della nostra città. Liberarsi dal provincialismo significa capire che non siamo il centro del mondo, e costruire ponti, relazioni».
Una visione che colloca Corato in un orizzonte più ampio, regionale, nazionale, europeo, e che rifiuta l'autoreferenzialità come forma di identità.
Di qui i temi dell'immigrazione e della convivenza tra fedi diverse, affrontati direttamente, senza toni agitativi, inquadrando la presenza di comunità straniere e di altre religioni non come un problema da gestire, ma come una risorsa culturale e sociale per la città. Una lettura che si inscrive in una tradizione di governo progressista, attenta ai diritti e alla coesione sociale.
Valori che hanno sempre caratterizzato l'amministrazione De Benedittis e che si legheranno alle parole chiave del secondo mandato. solidarietà, inclusione e pace, con particolare attenzione al volontariato giovanile.
La serata di ieri, 31 maggio, si è aperta con le parole di tre giovani protagonisti dell'esperienza amministrativa appena conclusa: Giuseppe Di Bartolomeo, Giulia Quercia e Felice Addario, che negli ultimi cinque anni hanno fatto parte della macchina comunale.
L'attenzione è stata subito posta sull'urgenza di insediare il nuovo consiglio comunale, necessario per l'approvazione di alcuni atti, tra cui il cartellone degli eventi estivi.
Un consiglio che si afferma in larga parte costituito da giovani. «Una generazione che si è ripresa il diritto di governare il destino di questa comunità», ha detto il sindaco, in un perfetto equilibrio tra rivendicazione politica e scommessa generazionale.
Ampio spazio è stato dedicato al riconoscimento del titolo di "Città": «In Puglia su 258 comuni, hanno il titolo di "Città" 80 comuni», ha osservato De Benedittis. Il sindaco ha insistito sul significato profondo che quel riconoscimento deve assumere: «Deve significare sprovincializzarci, aprire gli orizzonti e pensare in modo diverso le questioni della nostra città. Liberarsi dal provincialismo significa capire che non siamo il centro del mondo, e costruire ponti, relazioni».
Una visione che colloca Corato in un orizzonte più ampio, regionale, nazionale, europeo, e che rifiuta l'autoreferenzialità come forma di identità.
Di qui i temi dell'immigrazione e della convivenza tra fedi diverse, affrontati direttamente, senza toni agitativi, inquadrando la presenza di comunità straniere e di altre religioni non come un problema da gestire, ma come una risorsa culturale e sociale per la città. Una lettura che si inscrive in una tradizione di governo progressista, attenta ai diritti e alla coesione sociale.
Valori che hanno sempre caratterizzato l'amministrazione De Benedittis e che si legheranno alle parole chiave del secondo mandato. solidarietà, inclusione e pace, con particolare attenzione al volontariato giovanile.