Addio al “Pantheon Natural Chic”: si chiude un capitolo lungo 13 anni

L’intervista al gestore Sandro Maletti

mercoledì 21 gennaio 2026 12.46
A cura di Anna Lops
Giunge al termine una lunga e riconosciuta esperienza nella ristorazione: il "Pantheon Ricevimenti Natural Chic", punto di riferimento per Corato e per i paesi limitrofi, chiude le porte dopo 13 anni di attività.

L'annuncio è stato dato qualche settimana fa dal gestore dell'attività Sandro Maletti con un post Facebook: «Arriva per tutti il momento di fermarsi e voltare pagina. Anche per me è arrivato. Dopo oltre 12 anni di gestione ho deciso di chiudere la mia avventura al Pantheon Ricevimenti».

Una realtà che da giugno 2013 non si è mai fermata, garantendo continuità e innovazione grazie alla famiglia Maletti che, con dedizione e responsabilità, ha regalato ricordi a centinaia di clienti e famiglie.

Il "Pantheon" è diventato un luogo di ritrovo e condivisione per tanti coratini, e non solo, accogliendo matrimoni, battesimi, compleanni, anniversari e pranzi aziendali che, in tredici anni, hanno riunito sotto lo stesso tetto centinaia di volti e ricordi.

Di seguito l'intervista a Sandro Maletti:

-Qual è il ricordo più bello che conserva di questi anni?
«I tanti volti sorridenti e felici e, a volte, anche commossi dei nostri clienti, che in tutti questi anni hanno festeggiato da noi i loro eventi più importanti: dai matrimoni, ai compleanni, ai battesimi. Porto con me anche i visi pieni di sogni e felicità dei bimbi incantati dalle magie delle animazioni alle loro comunioni».

-Quali sono state le maggiori difficoltà affrontate?
«Innanzitutto, le difficoltà insite nello svolgimento di gestione di una sala ricevimenti, come il personale dipendente, il personale extra, acquisto e trattamento delle vettovaglie. Il momento più difficile, però, è stato quello del covid: una pandemia durata due lunghi anni di incertezze, paure e difficoltà economiche».

-Tanti sono stati i giovani che hanno lavorato con lei, cosa ha imparato da loro?
«Bellissima domanda! Tanti ragazzi e ragazze che hanno attraversato lavorativamente con me tutti questi 13 anni di lavoro al Pantheon mi hanno aiutato a farmi capire i cambiamenti generazionali, le diverse angolazioni e nuove modalità di intendere il mondo del lavoro. Certamente io ho dato loro la mia esperienza e ho sempre consigliato di apprezzare il contatto con i clienti per aprire la mente e avere l'opportunità di confrontarsi con le altre persone. Anche se per molti il mestiere del cuoco o del cameriere è stato solo un momento, in attesa di affrontare le proprie destinazioni lavorative, li ho sempre spronati ad assimilare questa esperienza come una crescita ed un'opportunità, oltre che per guadagnare qualcosa».

-Cosa le mancherà di più?
«Vedo la fine di questa importante tappa della mia vita lavorativa non come una frattura con il passato, ma come la necessità di cambiare capitolo e girare pagina. Serve per crescere e andare avanti».

-Quanto importante è stato il sostegno della sua famiglia e delle persone più care in questi anni?
«Anche se sembra scontato dirlo, la famiglia è un punto fermo. Ho sempre dato importanza al gruppo e non alla singolarità: da soli non si arriva lontano e le idee e i sogni vanno condivisi e portati avanti con l'aiuto delle persone intorno a noi. Io sono stato molto fortunato ad avere mia moglie Pina e i miei figli Mario e Andrea, che hanno abbracciato il mio lavoro e condiviso le mie visioni. Tornando alla domanda precedente sui giovani, i miei figli mi hanno insegnato tanto, aprendo la mia mente alle novità e ai cambiamenti del mondo della ristorazione. E poi, la mia grande fortuna e gioia è avere sempre con me Luigi Torelli, un terzo figlio acquisito».

-Che consiglio darebbe a chi oggi vuole aprire un'attività nell'ambito della ristorazione?
«A chi vuole intraprendere questa carriera consiglierei di avere una visione e un progetto ben definito, di valutare l'impegno che deve essere profuso senza risparmiarsi per tante ore di lavoro e con spirito di sacrificio».

-Ha progetti futuri?
«Più che progetti… realtà. Abbiamo altre attività che portiamo avanti con lo stesso impegno e responsabilità. "Pesce fritto e Baccalà" in Via Duomo, o come piace chiamarlo a me "Il ristorante di pesce in jeans", con possibilità anche di servizio catering con il nostro food truck. "La Bottega di Gigi", in Via De Gasperi 66, un locale di cucina tradizionale e casereccia. "Diversa Prospettiva", in Piazza di Vagno, con pesce fresco, frutti di mare e alternative di carne e verdure del territorio. L'ultimo progetto che sta per nascere "Bracco, tabacco e Venere", via Lago Baione 66, un ristorante con brace e drink per serate tra amici ed eventi privati».