Mazzilli risponde a Gazzetta: «Altro che ricatto! La città ha sofferto abbastanza»

Le precisazioni del primo cittadino all'articolo apparso oggi su La Gazzetta del Mezzogiorno

martedì 13 marzo 2018 14.35
"Altro che ricatto. La Città ha già sofferto abbastanza, e non possiamo concedere permessi a progetti diversi da quelli originari, e che soprattutto ci penalizzano".

Il sindaco di Corato Massimo Mazzilli ha diffuso da Palazzo di Città una nota nella quale contesta l'articolo pubblicato a pag. 10 dell'edizione odierna de "La Gazzetta del Mezzogiorno", dal titolo "Corato-Andria, il raddoppio bloccato per un "ricatto", a firma di Massimiliano Scagliarini.

Nella nota si legge: «Il testo redatto e pubblicato non corrisponde al colloquio telefonico avuto con il giornalista e distorce in più parti ed in maniera sostanziale la verità dei fatti, andando a "colpire" l'intera comunità coratina che, al contrario di quanto descritto nell'articolo, si è sempre impegnata per la migliore risoluzione della vicenda del raddoppio della tratta ferroviaria in questione».

Ecco ciò che precisa il primo cittadino.

In particolare, "non esiste alcun tipo di "ricatto" – spiega subito il Sindaco – parola alla quale come Città non siamo abituati. E anche l'occhiello virgolettato, evidentemente a me attribuito, che dice "Fateci un cavalcavia o niente permessi" è assolutamente falso, oltre che offensivo per la mia persona e per la comunità che rappresento come Primo Cittadino, che ha già abbastanza sofferto per la drammatica vicenda dell'incidente ferroviario".

Poi spiega: "Per quanto riguarda i lavori di raddoppio del segmento Andria-Corato della tratta ferroviaria Bari-Barletta, anche su nostra proposta nel corso di questi anni ci sono stati diversi incontri (in particolare presso la Regione Puglia con l'ex assessore ai Trasporti, Giannini) per apportare alcune migliorie al progetto esecutivo che Ferrovie Bari Nord stava predisponendo, rispetto al definitivo originario approvato in Consiglio Comunale. In particolare nel progetto definitivo del raddoppio e opere accessorie presentato anni fa al Comune e sul quale era stato da noi espresso parere favorevole, era infatti prevista la realizzazione di un parcheggio per autoveicoli nell'area di pertinenza della stazione FBN. Questo parcheggio nei diversi incontri svolti e come da accordi presi, anche su proposta di FBN per loro esigenze logistiche, veniva traslato in un'area PIP oltre i binari, quindi immediatamente fuori da perimetro della stazione e lungo la realizzanda strada di collegamento tra Via Lama di Grazia e Via Fondo Griffi. FBN aveva proposto tra l'altro la chiusura di due passaggi a livelli: il primo in Via Fondo Griffi (praticamente nel perimetro della Stazione) con opere di miglioramento dell'aera annessa; il secondo su Via Giappone, da aggirarsi con una bretella di collegamento da Via Trani. Il primo fu evidentemente da noi subito accolto, dato che prevedeva la realizzazione di una strada di collegamento a noi utilissima per collegare Via Lama di Grazia a Via Fondo Griffi tale da permettere un migliore raggiungimento anche dal depuratore; per il secondo (via Giappone), sganciato dal progetto di raddoppio e quindi da considerarsi un'opera a parte, ci fu l'impegno di FBN, Regione e noi a realizzare quella chiusura a raddoppio avvenuto, cioè solo quando fosse stato realizzato il cavalcavia con altro progetto e altri fondi disponibili. A testimonianza di questo FBN ci aveva anche depositato un progetto preliminare: è bene chiarire ancora una volta che questo cavalcavia è un'opera ulteriore, che nulla ha che fare col progetto di raddoppio Corato-Andria per il quale si parla del permesso a costruire". Quindi l'affermazione riportata nell'articolo è palesemente falsa".

Dunque, nessun "ricatto". Anzi: "Il progetto esecutivo presentato a gennaio scorso, per il quale si chiede il permesso a costruire, è difforme sia da quello definitivo presentato e approvato anni fa, sia dalla revisione concordata con le opere di miglioramento (parcheggio, chiusura Passaggio a livello Via Fondo Griffi). Pertanto – conclude il Sindaco di Corato - non abbiamo ancora licenziato il permesso a costruire perché in quel modo si avrebbe un danno per la città visto il mancato rispetto delle previsioni progettuali originare, ma anche quelle concordate con la Regione". In ogni caso, anche in attesa di un permesso a costruire da parte del Comune di Corato per legittime richieste progettuali (e non per un "ricatto", come invece brutalmente scritto nel titolo dell'articolo), tra l'altro di complessa valutazione tecnica, nulla osta l'inizio dei lavori di raddoppio partendo proprio dalla stazione di Andria Sud. E se non bastasse, lo ripeto ancora una volta: il sovrapasso di Via Giappone nulla centra con il raddoppio, dato che sarà un progetto stralcio da finanziarsi a parte e da realizzarsi in tempi diversi rispetto al raddoppio".

Infine: "la richiesta di incontro da me avanzata e accordata per il 16 Marzo in Regione (che si allega), mira solo ad ottenere il rispetto di quegli impegni SENZA NESSUN RICATTO. Come Primo Cittadino di Corato, non ho da svendere le esigenze della città a mere questioni finanziarie sul progetto originario, e non abbiamo da ostacolare l'opera anche perché la mancanza del collegamento ferroviario sta avendo ricadute negative sul tessuto socio-economico della nostra Città. Altro che ricatto".
Di tutto quanto detto esistono note, corrispondenza ed elaborati progettuali agli atti del Comune.
La richiesta di incontro con la RegioneIl documento a firma del sindaco di Corato