Consiglio comunale. <span>Foto Anna Lops</span>
Consiglio comunale. Foto Anna Lops
Politica

Corato, Consiglio comunale: respinta la mozione della minoranza sugli affidamenti diretti

Bocciata con 8 voti a favore e 16 contrari la mozione presentata dalle opposizioni

Non c'è discussione politica in cui non rientri il termine tecnico "affidamento diretto", specie nell'ambito della cultura e più specificatamente del cartellone estivo dell'ultimo periodo.

Un tema così discusso da essere soggetto di una mozione presentata dalla minoranza durante il consiglio comunale che ieri, 31 agosto, ha tenuto l'intera assise incollata ai banchi per quasi 12 ore.

La mozione, sottoscritta dai consiglieri Giulia Tandoi, Fabio Quinto, Filippo Tatò (Direzione Corato), Gaetano Nesta (Fratelli d'Italia), Nica Testino (Nuova Umanità), Francesco Caputo, Vincenzo Mastrodonato e Pietro Zona (Zona Comune), è stata illustrata dalla consigliera Tandoi, in qualità di prima firmataria.

Il punto di vista delle minoranze: «Modus operandi ordinario»

Nel testo, come spiegato in aula, la mozione chiede al consiglio comunale, al sindaco e alla giunta di dare indirizzo ai dirigenti di privilegiare, ove non contrastino con esigenza di urgenza, procedure comparative rispetto alla trattativa diretta con un singolo operatore, riservando ricorso a quest'ultima nei soli casi di comprovata urgenza, motivandone adeguatamente la scelta.

In sintesi, i firmatari hanno chiesto di limitare le trattative dirette ai soli casi di urgenza motivata, privilegiare le procedure con gara comparativa/albi fornitori, approvare un regolamento comunale per la trasparenza e riferire ogni 6 mesi in Consiglio sull'operato dei dirigenti.

A illustrare le ragioni della mozione è stata, tra le altre, la consigliera Nica Testino (Nuova Umanità), che ha voluto sgombrare il campo da ogni lettura strumentale dell'iniziativa: «La nostra non è battaglia ideologica o ostruzionismo burocratico. È un atto di responsabilità contabile e democratica per il nostro territorio». Testino ha poi elencato i rischi che, a suo dire, comporta l'uso sistematico dello strumento: «Il ricorso sistematico e ingiustificato dell'affidamento diretto a Corato» ha spiegato «porta con sé tre rischi enormi: il rischio della violazione sistematica del principio di rotazione, il frazionamento artificioso della spesa e il danno erariale che la Corte dei Conti ci richiama». Una spiegazione fornita, ha aggiunto, «soprattutto ai più giovani che sono più liberi da ogni logica e hanno un senso critico molto importante».

La parentesi del consigliere De Scisciolo

Nel corso del dibattito, seppur contestato da alcune voci tra i banchi delle opposizioni in quanto ritenuto non pienamente in linea con il tema della mozione, è intervenuto anche il consigliere De Scisciolo (Corrado Sindaco), che ha spostato l'attenzione dal merito degli affidamenti al modo in cui, secondo lui, la vicenda è stata raccontata pubblicamente: «Non entro nel merito delle procedure, delle cifre, dei contributi e degli affidamenti, perché su questo aspetto sono stati forniti tutti i chiarimenti. Sposterei l'attenzione su altro.

Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una vera e propria "esposizione mediatica" di atti, cifre, associazioni, professionisti, aziende e scelte amministrative, accompagnata da titoli, post, ricostruzioni che hanno alimentato dubbi e sospetti nell'opinione pubblica. Molte persone non leggono un articolo fino in fondo, leggono un titolo, vedono una cifra. Questo impone una responsabilità enorme a chi fa informazione, a chi commenta pubblicamente e anche a noi che rappresentiamo le istituzioni. Perché una cosa è porre domande, una cosa è chiedere chiarimenti, un'altra è contribuire a creare, anche involontariamente, una sorta di gogna mediatica prima ancora che gli atti siano spiegati, approfonditi e discussi nelle sedi competenti».

Un intervento a cui non è mancata la risposta della consigliera Tandoi: «Il lavoro che fa la stampa, legittimo e autonomo, va sempre e comunque rispettato e riconosciuto».

Il principio del risultato del sindaco De Benedittis

A prendere la parola per la maggioranza è stato anche il sindaco De Benedittis, che ha inquadrato la questione alla luce del Nuovo Codice dei Contratti. Ricorrere all'affidamento diretto significa, di fatto, intraprendere una strada più breve dal punto di vista burocratico: la domanda politica, però, è se la rapidità sia sempre sinonimo di correttezza.

Secondo il sindaco, il nuovo Codice chiede alla pubblica amministrazione, e quindi alla politica italiana, di reggersi sul principio del risultato, sul principio di fiducia e di investire sulla digitalizzazione.

«Il principio del risultato è un principio della matematica e della logica: se tu puoi seguire un percorso più breve e invece segui uno più lungo, stai commettendo un errore. Stai contravvenendo a un principio di economicità temporale. Quindi il principio del risultato dice che il pubblico amministratore deve seguire la via più breve per raggiungere un risultato ottimale in termini di efficienza, di rapporto costi-qualità, ma senza un inutile aggravio per gli uffici».

La fiducia della maggioranza

Da più consiglieri di maggioranza è emersa la fiducia riposta nel lavoro dei dirigenti e la volontà di agire in caso di situazioni poco chiare: «Io ritengo che l'Amministrazione agisca in maniera corretta e che insieme a voi svolgeremo l'azione di controllo. Ho piena fiducia nell'operato dei dirigenti, quindi rafforzo la volontà di respingere la mozione, anche perché mi sfugge la natura della mozione», ha dichiarato Nico Longo (Articolo 49)

«Da parte mia c'è la volontà di dare fiducia agli uffici e alla politica e credo che la mozione al momento possa essere rimandata», ha proseguito Michele Arsale (AVS)

Mozione respinta

A termine della lunga discussione, la mozione è stata dunque respinta con 8 voti favorevoli e 16 contrari.
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