Razzismo
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#iorestoacasaeracconto

Giovedì 5 Marzo ore 18:00

«Davanti ad una vita appesa ad un filo, non si guarda il colore della pelle»

Ero nella mia cameretta, stavo studiando, quando il mio telefono viene bombardato da mille messaggi che urlavano impazienti, non avevo idea di cosa stesse succedendo .

"Domani le scuole di tutta Italia saranno chiuse al fine di evitare una pandemia ". Il mio cuore cominciò a battere all'impazzata , ero euforica , finalmente potevo prendere una pausa dalla quotidianità . Ero convinta che la settimana successiva tutto sarebbe tornato normale . Una folata di vento, soffiò via la mia euforia, la notizia della quarantena aveva scombussolato le nostre vite.

"Rimanete a casa, non uscite " ormai questa frase rimbombava nelle mie orecchie . Cosa sarebbe significato dover rimanere a casa , per un periodo indefinito? Quella settimana si è tramutata in quindici giorni , un mese ed infine due mesi .

Il tempo scorre lento , le mattine sono interminabili e le notti insonni . Mi mancano i miei amici , mi manca l'idea di poterli vedere al di fuori di quello schermo , mi manca poterli abbracciare senza alcuna restrizione ; intanto i ricordi affiorano nella mia mente con un pizzico di nostalgia , ripenso a tutti i momenti passati senza accorgermi del tempo che scorreva presa dalla fretta della quotidianità , ripenso a tutti gli abbracci mancati e a tutte le frasi mai concluse.

Mi mancano i miei nonni , mi mancano le loro carezze e le loro continue preoccupazioni sulla nostra salute , sarebbero disposti a sacrificare la loro vita pur di proteggerci e di portarci un pasto caldo. Mi manca la mia città , quella che tutti conoscono , con le strade affollate e le code interminabili al semaforo , mi mancano persino gli odiati clacson ; sui marciapiedi delle strade ormai deserte , passeggiano donne e uomini con il viso coperto dalle mascherine , sulle panchine ormai vuote si sente la mancanza dei signori anziani che raccontano le loro giornate .Per la prima volta , dopo molto tempo , sentiamo il cinguettio degli uccellini e nel cielo vediamo stormi di rondini al posto di aerei , la natura si è risvegliata , i campi sono tornati a fiorire , il mare ha ripreso il suo colore e gli animali sono tornati nel loro habitat naturale .

Sembra che la natura sia guarita da un lungo raffreddore che le impediva di respirare. Ogni giorno il numero dei contagiati cresce e insieme a lui cresce il numero delle vite appese ad un filo e mentre i medici affrontano il coronavirus , noi proviamo a distrarci con la sperimentazione di nuove ricette , aiutando nelle faccende domestiche , giocando con i nostri fratellini più piccoli e godendoci ogni istante , anche le più semplici azioni , come quella di portare fuori la spazzatura . Non avrei mai pensato che sarebbe servita un'epidemia per farci apprezzare le piccole cose e grazie a questa abbiamo avuto l'occasione di scoprire le persone importanti nella nostra vita , abbiamo trovato finalmente il tempo per stare con i nostri familiari , tralasciando i problemi e dando spazio alle piccole gioie.

Il coronavirus è stato in grado di eliminare ogni forma di razzismo , abbattendo ogni muro , poiché davanti ad una vita appesa ad un filo , non si guarda il colore della pelle .
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