Lavori per il verde a Corato, “non c’era incarico formale”. Annullata ingiunzione da 27mila euro

La decisione del Tribunale: i lavori furono eseguiti senza contratto

martedì 21 ottobre 2025 15.20
Una richiesta di pagamento per lavori pubblici eseguiti nel territorio comunale di Corato si è trasformata in una battaglia giudiziaria, conclusa con la revoca di un decreto ingiuntivo da oltre 27.000 euro. Tra le righe del provvedimento, emerge però l'immagine di un meccanismo legato ad affidamenti da chiarire.

Con la sentenza n. 820/2025, firmata dal giudice Maria Teresa Moscatelli, il Tribunale di Trani ha accolto l'opposizione al pagamento delle fatture legate ad alcuni lavori effettuati a Corato, stabilendo che non vi fosse alcun contratto valido a giustificare il credito vantato dalla società esecutrice.

La vicenda ruota attorno a cinque fatture emesse nel marzo 2021 per interventi di manutenzione del verde urbano. La società creditrice sosteneva di aver ricevuto incarico diretto, mentre l'opponente – nella persona del sindaco - ha negato di aver commissionato i lavori, evidenziando che parte degli interventi risultava già affidata ad altra ditta tramite regolari determine, e che altri non erano mai stati formalmente autorizzati.

Durante il processo sono stati esaminati messaggi WhatsApp, registrazioni audio e testimonianze che dimostrano "un interessamento diretto del sindaco".

Il problema è subentrato al momento del pagamento: in assenza di un contratto formale, la ditta non aveva titolo per chiedere il pagamento delle fatture. Il Tribunale ha quindi revocato il decreto ingiuntivo, ma nel farlo ha messo in luce una scarsa chiarezza nella gestione di questi affidamenti.

Analizzando gli scambi avvenuti tramite Whatsapp, il Tribunale ha ritenuto che tali "accordi" non fossero sufficienti a dimostrare l'esistenza di un vero accordo economico o di un incarico formale. Nessuna delibera, nessun impegno di spesa, nessuna pattuizione chiara: solo conversazioni informali e ringraziamenti per la disponibilità.

Alcuni messaggi confermano la volontà di valorizzare gli interventi attraverso la pubblicazione sui social. Secondo il Tribunale, i lavori sarebbero stati eseguiti a titolo gratuito, con finalità promozionali per la ditta, "in vista di possibili future collaborazioni".

Alla luce di queste considerazioni, il Tribunale ha revocato il decreto ingiuntivo e condannato la società al pagamento delle spese legali. Una decisione che ribadisce l'importanza della formalizzazione degli incarichi e della trasparenza nei rapporti tra privati e pubblica amministrazione.