Oltre la consegna del “pacco”: il lavoro della Caritas a Corato
Continua l'opera dei volontari e delle volontarie a sostegno della città
giovedì 25 settembre 2025
Una delle realtà che Corato può vantare e che contribuisce al benessere della comunità è la Caritas, ente di accoglienza e di aiuto, gestito da volontari. Un'opera indispensabile per molti soprattutto per il lavoro di ascolto e accompagnamento.
La Caritas nacque con uno scopo specifico: consegnare il famoso "pacco" a chi era in difficoltà. Con il tempo, però, l'idea del "pacco" ha assunto sfumature sempre più umane e solidali: non è più solo la consegna di beni di prima necessità, ma la "donazione" di vicinanza, comprensione e solidarietà.
Le Caritas parrocchiali si muovono da sempre nel territorio coratino e da sempre hanno aiutato la comunità con le loro opere di volontariato. Da tre anni, le diverse realtà hanno trovato un punto d'incontro nella Caritas Diocesana, con sede in via Sonnino 11. I quattro referenti volontari - Mariella Procacci, Vincenzo Colonna, Francesco Amorese e Nunzio Mangano - collaborano al fine di aiutare tra le 350 e le 400 famiglie, con un totale di 1120 persone. Un lavoro reso possibile dall'affiatamento dei quattro responsabili che si dedicano continuamente a questo servizio.
La Caritas Diocesana ha, sin da subito, offerto servizi che potessero riunire la collettività e creare momenti di scambio: tra questi la cena solidale del periodo di Natale. Evento che si svolgeva saltuariamente in passato e che, con la fine del Covid, è divenuto tradizione grazie alla collaborazione di più realtà
L'utenza presa in considerazione è varia e conseguentemente vari sono gli approcci utilizzati. Tante le problematiche da affrontare, ma anche tante le soluzioni attuate al fine di risolverle: doposcuola, offerte di lavoro, donazione di abbigliamento. Molte delle situazioni vengono affrontate insieme al PIS, Pronto Intervento Sociale, che indirizza i volontari verso casi più gravi.
Tra le sfide affrontate, il doposcuola rientra sicuramente tra queste: ottime le risposte da parte dei volontari e delle volontarie, ma l'obiettivo è quello di giungere a un rapporto 1 a 1 tra studente e insegnante. Anche la possibilità di trovare lavoro a persone che ne avevano bisogno si è rivelata una prova non semplice ma che ha ricevuto i meritati risultati: pur trattandosi di lavori stagionali, l'impegno e la costanza dei lavoratori ha ripagato i tentativi di aiuto dei referenti.
Particolare attenzione è posta sulla questione abbigliamento. Necessaria è la selezione dei capi, che devono essere ben curati, lavati e dignitosi. A partire dal 24 settembre, è possibile donare tutti i mercoledì dalle 17 alle 19.
Altra iniziativa concentrata nel mese di settembre è la consegna del materiale scolastico necessario per affrontare l'anno. Un'attenzione che nasce dalla consapevolezza che la povertà educativa è tra le più presenti.
Alla base delle donazioni vi sono gli alimenti, tra cui latte, legumi, zuppe, zucchero, pasta, fette biscottate, confetture. La Caritas è iscritta al "Banco delle Opere di carità" di Bitonto, che fornisce ogni mese circa nove quintali di alimenti, che non possono essere venduti.
«Questa gente a me personalmente, come a tanti altri volontari, insegna il "dare che noi riceviamo". Questo è il nostro motto. È bellissimo perché questa gente non chiede niente e non ti dà nulla, però nel momento in cui tendi la mano, ti dà un sorriso che per me è fondamentale. Vedere un bambino che ti sorride davanti alla semplice matita, che nel suo Paese non ha mai visto, è veramente bellissimo" raccontano Mariella Procacci e Vincenzo Colonna, con gli occhi colmi di lacrime.
Far parte di questo mondo significa allargare le braccia verso chi ha bisogno, in particolare a chi cerca l'inclusione. L'obiettivo alla base del lavoro dei referenti è rendere ogni persona che si avvicina alla Caritas parte di una famiglia, dissipando quell'alone di vergogna che spesso prende il sopravvento. Il lavoro è sicuramente tanto, ma la passione, la pazienza e l'amore dei referenti e dei volontari permettono di costruire relazioni concrete e restituire speranza.
La Caritas nacque con uno scopo specifico: consegnare il famoso "pacco" a chi era in difficoltà. Con il tempo, però, l'idea del "pacco" ha assunto sfumature sempre più umane e solidali: non è più solo la consegna di beni di prima necessità, ma la "donazione" di vicinanza, comprensione e solidarietà.
Le Caritas parrocchiali si muovono da sempre nel territorio coratino e da sempre hanno aiutato la comunità con le loro opere di volontariato. Da tre anni, le diverse realtà hanno trovato un punto d'incontro nella Caritas Diocesana, con sede in via Sonnino 11. I quattro referenti volontari - Mariella Procacci, Vincenzo Colonna, Francesco Amorese e Nunzio Mangano - collaborano al fine di aiutare tra le 350 e le 400 famiglie, con un totale di 1120 persone. Un lavoro reso possibile dall'affiatamento dei quattro responsabili che si dedicano continuamente a questo servizio.
La Caritas Diocesana ha, sin da subito, offerto servizi che potessero riunire la collettività e creare momenti di scambio: tra questi la cena solidale del periodo di Natale. Evento che si svolgeva saltuariamente in passato e che, con la fine del Covid, è divenuto tradizione grazie alla collaborazione di più realtà
L'utenza presa in considerazione è varia e conseguentemente vari sono gli approcci utilizzati. Tante le problematiche da affrontare, ma anche tante le soluzioni attuate al fine di risolverle: doposcuola, offerte di lavoro, donazione di abbigliamento. Molte delle situazioni vengono affrontate insieme al PIS, Pronto Intervento Sociale, che indirizza i volontari verso casi più gravi.
Tra le sfide affrontate, il doposcuola rientra sicuramente tra queste: ottime le risposte da parte dei volontari e delle volontarie, ma l'obiettivo è quello di giungere a un rapporto 1 a 1 tra studente e insegnante. Anche la possibilità di trovare lavoro a persone che ne avevano bisogno si è rivelata una prova non semplice ma che ha ricevuto i meritati risultati: pur trattandosi di lavori stagionali, l'impegno e la costanza dei lavoratori ha ripagato i tentativi di aiuto dei referenti.
Particolare attenzione è posta sulla questione abbigliamento. Necessaria è la selezione dei capi, che devono essere ben curati, lavati e dignitosi. A partire dal 24 settembre, è possibile donare tutti i mercoledì dalle 17 alle 19.
Altra iniziativa concentrata nel mese di settembre è la consegna del materiale scolastico necessario per affrontare l'anno. Un'attenzione che nasce dalla consapevolezza che la povertà educativa è tra le più presenti.
Alla base delle donazioni vi sono gli alimenti, tra cui latte, legumi, zuppe, zucchero, pasta, fette biscottate, confetture. La Caritas è iscritta al "Banco delle Opere di carità" di Bitonto, che fornisce ogni mese circa nove quintali di alimenti, che non possono essere venduti.
«Questa gente a me personalmente, come a tanti altri volontari, insegna il "dare che noi riceviamo". Questo è il nostro motto. È bellissimo perché questa gente non chiede niente e non ti dà nulla, però nel momento in cui tendi la mano, ti dà un sorriso che per me è fondamentale. Vedere un bambino che ti sorride davanti alla semplice matita, che nel suo Paese non ha mai visto, è veramente bellissimo" raccontano Mariella Procacci e Vincenzo Colonna, con gli occhi colmi di lacrime.
Far parte di questo mondo significa allargare le braccia verso chi ha bisogno, in particolare a chi cerca l'inclusione. L'obiettivo alla base del lavoro dei referenti è rendere ogni persona che si avvicina alla Caritas parte di una famiglia, dissipando quell'alone di vergogna che spesso prende il sopravvento. Il lavoro è sicuramente tanto, ma la passione, la pazienza e l'amore dei referenti e dei volontari permettono di costruire relazioni concrete e restituire speranza.