Tra storia e futuro: i 100 anni della Parrocchia San Domenico
Ieri l’incontro nella cornice della Chiesa San Domenico
domenica 15 marzo 2026
10.09
Ripercorrere la storia di una Chiesa significa comprendere cosa effettivamente sia una comunità e quanto universale sia il bisogno di stare insieme; significa riascoltare le storie e le voci di chi ha contribuito a rendere grande questo luogo spirituale; significa sottolinearne l'importanza quale punto di riferimento spirituale ed umano.
È sulla base di questi propositi che ieri, 14 marzo, la Parrocchia San Domenico ha ripercorso un cammino comune che dal 1926 mantiene unita la comunità, proiettandola al futuro con un programma e iniziative che abbracceranno diversi momenti.
La serata introdotta dal giornalista Franco Tempesta, è stata presieduta da Don Luigi Tarantini che ha contestualizzato la storia della Chiesa con necessari accenni al futuro.
Ad accompagnare la serata gli interventi musicali di Vincenzo Barile e Domenico Varesano (rispettivamente al pianoforte e al clarinetto).
Esattamente 100 anni fa, Corato si arricchiva di luoghi di comunità che, con il tempo, avrebbero raccolto migliaia di persone e fedeli: nel 1926 le Chiese Santa Maria Greca, San Giuseppe e San Domenico hanno ricevuto l'autonomia piena dal vescovo nonostante la loro nascita è databile al 1887. Prima di questa data la Chiesa di Santa Maria Maggiore era l'unica a fronte di un elevato numero di natività, matrimoni o funerali. Occorreva dunque dotare la città di ulteriori punti di riferimento e incontro. L'11 novembre e il 12 novembre 1887 nascono rispettivamente la Chiesa Santa Maria Greca e San Giuseppe, poi la Chiesa San Domenico.
Per 48 anni le tre realtà si sono mosse come vicarie parrocchiali fino al 23 maggio 1926 con l'approvazione della loro autonomia.
Una storia di aiuto, accoglienza e presenza che non si ferma con i suoi 100 anni, ma continua per rendersi sempre più partecipe della vita cittadina.
Come mostrato da Don Luigi Tarantini, tre sono i verbi che costituiranno le fondamenta del futuro: ricordare, celebrare e rivitalizzare.
Al fine di ricordare si è pensato ad una mostra di documenti preparatori per la realizzazione da parte del Capitolo di Santa Maria Maggiore e ad un'analisi del profilo delle Comunità che emerge dalle Visite Pastorali effettuate dai vari Ordinari del tempo.
Singolari saranno le vie per celebrare: la realizzazione di un video, già affidato ad una giovane della comunità, attraverso le risonanze di chi ha avuto esperienza in questa comunità e l'invito ai parrocchiani più anziani a scavare nella memoria alla ricerca di presenze di fratelli o sorelle che hanno manifestato un forte senso di appartenenza e presenza.
Sicuramente più impegnative saranno le tappe per la rivitalizzazione della Parrocchia con il ripristino del Fonte Battesimale e la pubblicazione della tesi di Don Gino Tarantini sul ciborio di San Domenico.
Durante la serata sono stati mostrati anche i risultati del sito web che, in un anno e due mesi, ha raggiunto circa 4000 visite anche fuori dall'Italia. Massimo Leone ha mostrato anche le novità del sito per i 100 anni tra cui la possibilità di acquistare il libro "I Domenicani a Corato" o di rendersi disponibili per donazioni.
Ai 100 anni corrisponde anche un nuovo logo che intreccia diversi elementi nel solco di un perfetto connubio tra modernità e tradizione. I due elementi principali sono la clessidra, che segna il tempo che passa, e il calice, simbolo di incarnazione ed eternità.
Aldo Alberto Albanese ha concluso la serata con un'impeccabile esibizione di "Nessun dorma".
È sulla base di questi propositi che ieri, 14 marzo, la Parrocchia San Domenico ha ripercorso un cammino comune che dal 1926 mantiene unita la comunità, proiettandola al futuro con un programma e iniziative che abbracceranno diversi momenti.
La serata introdotta dal giornalista Franco Tempesta, è stata presieduta da Don Luigi Tarantini che ha contestualizzato la storia della Chiesa con necessari accenni al futuro.
Ad accompagnare la serata gli interventi musicali di Vincenzo Barile e Domenico Varesano (rispettivamente al pianoforte e al clarinetto).
Esattamente 100 anni fa, Corato si arricchiva di luoghi di comunità che, con il tempo, avrebbero raccolto migliaia di persone e fedeli: nel 1926 le Chiese Santa Maria Greca, San Giuseppe e San Domenico hanno ricevuto l'autonomia piena dal vescovo nonostante la loro nascita è databile al 1887. Prima di questa data la Chiesa di Santa Maria Maggiore era l'unica a fronte di un elevato numero di natività, matrimoni o funerali. Occorreva dunque dotare la città di ulteriori punti di riferimento e incontro. L'11 novembre e il 12 novembre 1887 nascono rispettivamente la Chiesa Santa Maria Greca e San Giuseppe, poi la Chiesa San Domenico.
Per 48 anni le tre realtà si sono mosse come vicarie parrocchiali fino al 23 maggio 1926 con l'approvazione della loro autonomia.
Una storia di aiuto, accoglienza e presenza che non si ferma con i suoi 100 anni, ma continua per rendersi sempre più partecipe della vita cittadina.
Come mostrato da Don Luigi Tarantini, tre sono i verbi che costituiranno le fondamenta del futuro: ricordare, celebrare e rivitalizzare.
Al fine di ricordare si è pensato ad una mostra di documenti preparatori per la realizzazione da parte del Capitolo di Santa Maria Maggiore e ad un'analisi del profilo delle Comunità che emerge dalle Visite Pastorali effettuate dai vari Ordinari del tempo.
Singolari saranno le vie per celebrare: la realizzazione di un video, già affidato ad una giovane della comunità, attraverso le risonanze di chi ha avuto esperienza in questa comunità e l'invito ai parrocchiani più anziani a scavare nella memoria alla ricerca di presenze di fratelli o sorelle che hanno manifestato un forte senso di appartenenza e presenza.
Sicuramente più impegnative saranno le tappe per la rivitalizzazione della Parrocchia con il ripristino del Fonte Battesimale e la pubblicazione della tesi di Don Gino Tarantini sul ciborio di San Domenico.
Durante la serata sono stati mostrati anche i risultati del sito web che, in un anno e due mesi, ha raggiunto circa 4000 visite anche fuori dall'Italia. Massimo Leone ha mostrato anche le novità del sito per i 100 anni tra cui la possibilità di acquistare il libro "I Domenicani a Corato" o di rendersi disponibili per donazioni.
Ai 100 anni corrisponde anche un nuovo logo che intreccia diversi elementi nel solco di un perfetto connubio tra modernità e tradizione. I due elementi principali sono la clessidra, che segna il tempo che passa, e il calice, simbolo di incarnazione ed eternità.
Aldo Alberto Albanese ha concluso la serata con un'impeccabile esibizione di "Nessun dorma".