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Politica
Asili nido a Corato: la risposta dell’assessore Felice Addario
Addario: «Nessuna famiglia pagherà da sola la retta»
Corato - martedì 29 settembre 2026
17.45
Resta acceso il confronto politico sul finanziamento dei posti nido convenzionati, dopo il Consiglio Comunale di lunedì 28 settembre e la mozione presentata dalle forze di opposizione. A intervenire è stato l'assessore Felice Addario, che, attraverso i suoi canali social, ha ricostruito la vicenda, respinto le accuse e rilanciato la polemica sul piano nazionale.
Il nodo: il 20% dei posti senza copertura regionale
Il problema di fondo è la mancata copertura, da parte della Regione Puglia, dei buoni educativi (i voucher che calmierano le rette) per il 20% dei posti nido convenzionati. A Corato i bambini interessati sono 35: ammessi nelle graduatorie regionali, ma esclusi dal contributo.
La mozione e i dubbi sui fondi FELS
Il 21 settembre le opposizioni hanno chiesto al Consiglio Comunale e al Dirigente del V settore di utilizzare, per calmierare i prezzi, le risorse vincolate allo sviluppo degli asili nido (fondi FELS) ricevute dal Comune dal 2023 in poi.
Secondo Addario, dalla fine di agosto tutta la Puglia stava valutando questa strada, ma più di un dirigente ha maturato dubbi sull'utilizzabilità di quelle somme: la nota metodologica del Ministero parla infatti di impiego per «posti aggiuntivi», mentre qui si tratterebbe di finanziare posti già esistenti e convenzionati.
L'assessore precisa che il 9 settembre, dodici giorni prima della mozione, il Dirigente del V Settore aveva posto una FAQ ai Dipartimenti regionali competenti, e che dalla risposta erano emersi dubbi. Insieme ad ANCI Puglia, l'amministrazione ha quindi interloquito con la Regione. Una possibile soluzione sarebbe "stralciare" dal catalogo regionale il 20% di posti non finanziati, così da renderli non più convenzionati e finanziabili con i fondi FELS. Un passaggio che, allo stato attuale, non è ancora avvenuto.
L'ipotesi INPS
La Regione, riferisce Addario, ha comunicato di essere in trattativa per ottenere oltre 10 milioni di euro dall'INPS, destinati proprio ai rimborsi per le famiglie e sufficienti a coprire l'intero 20% dei posti non finanziati nei Comuni pugliesi. In questo modo, sostiene l'assessore, non ci sarebbero aggravi né per le famiglie né per i bilanci comunali.
L'impegno, ribadito in una nota stampa del 22 settembre e in Consiglio Comunale, è che nessuna famiglia coratina dovrà pagare da sola la retta, che si tratti di fondi INPS, FELS o di bilancio comunale.
«Non faremo mai un atto di indirizzo che metta a rischio il dirigente»
Addario contesta due rilievi apparsi all'indomani del Consiglio.
Il primo riguarda la richiesta, rivolta all'opposizione, di ritirare la mozione: secondo l'assessore non c'è nulla di cui vergognarsi, perché l'atto era «tecnicamente sbagliato». Al momento i fondi FELS non sembrano utilizzabili, e la maggioranza non intende approvare un atto di indirizzo che possa esporre a rischi il patrimonio personale del dirigente e quello dell'ente.
Il secondo riguarda le risorse FELS accantonate negli anni, arrivate a 840.000 euro, che secondo alcuni, il Comune non avrebbe saputo spendere. Addario replica che con l'apertura dei nuovi asili nido realizzati con il PNRR l'offerta cittadina raddoppierà, passando da 207 a 369 posti. La Regione, aggiunge, è già a corto di risorse per coprire l'offerta attuale, e nei prossimi anni educativi serviranno oltre un milione di euro in più all'anno. Risparmiare quelle somme dal 2023, conclude, è stata dunque una scelta lungimirante.
Inoltre, Addario ha affermato che il centrodestra coratino sostiene a parole gli asili nido e il diritto alla genitorialità senza però incidere dove servirebbe. L'assessore chiede perché, in questi mesi, non si sia impedito al «vostro Governo Meloni» di ridurre i nuovi posti nido finanziati dal PNRR da 264.480 a 150.480, né di lasciare senza nuove risorse la gestione degli asili appena costruiti: i fondi FELS, ex FSC, furono istituiti dai Governi Conte e Draghi e oggi, ricorda, non sono più sufficienti.
A questo si aggiunge, secondo Addario, la mancata battaglia per far entrare davvero i nidi nel sistema universale di istruzione, alla pari delle scuole dell'infanzia, unica strada per superare la precarietà strutturale che da sempre pesa su famiglie, operatori e gestori.
«La Politica, quella con la P maiuscola, deve disegnare e governare il futuro delle nuove generazioni, non limitarsi a trovare modi per risparmiare sul diritto all'infanzia e alla genitorialità», scrive Addario, concludendo che sugli asili nido l'Italia è «troppo indietro» e che è ora di «invertire la rotta».
Il nodo: il 20% dei posti senza copertura regionale
Il problema di fondo è la mancata copertura, da parte della Regione Puglia, dei buoni educativi (i voucher che calmierano le rette) per il 20% dei posti nido convenzionati. A Corato i bambini interessati sono 35: ammessi nelle graduatorie regionali, ma esclusi dal contributo.
La mozione e i dubbi sui fondi FELS
Il 21 settembre le opposizioni hanno chiesto al Consiglio Comunale e al Dirigente del V settore di utilizzare, per calmierare i prezzi, le risorse vincolate allo sviluppo degli asili nido (fondi FELS) ricevute dal Comune dal 2023 in poi.
Secondo Addario, dalla fine di agosto tutta la Puglia stava valutando questa strada, ma più di un dirigente ha maturato dubbi sull'utilizzabilità di quelle somme: la nota metodologica del Ministero parla infatti di impiego per «posti aggiuntivi», mentre qui si tratterebbe di finanziare posti già esistenti e convenzionati.
L'assessore precisa che il 9 settembre, dodici giorni prima della mozione, il Dirigente del V Settore aveva posto una FAQ ai Dipartimenti regionali competenti, e che dalla risposta erano emersi dubbi. Insieme ad ANCI Puglia, l'amministrazione ha quindi interloquito con la Regione. Una possibile soluzione sarebbe "stralciare" dal catalogo regionale il 20% di posti non finanziati, così da renderli non più convenzionati e finanziabili con i fondi FELS. Un passaggio che, allo stato attuale, non è ancora avvenuto.
L'ipotesi INPS
La Regione, riferisce Addario, ha comunicato di essere in trattativa per ottenere oltre 10 milioni di euro dall'INPS, destinati proprio ai rimborsi per le famiglie e sufficienti a coprire l'intero 20% dei posti non finanziati nei Comuni pugliesi. In questo modo, sostiene l'assessore, non ci sarebbero aggravi né per le famiglie né per i bilanci comunali.
L'impegno, ribadito in una nota stampa del 22 settembre e in Consiglio Comunale, è che nessuna famiglia coratina dovrà pagare da sola la retta, che si tratti di fondi INPS, FELS o di bilancio comunale.
«Non faremo mai un atto di indirizzo che metta a rischio il dirigente»
Addario contesta due rilievi apparsi all'indomani del Consiglio.
Il primo riguarda la richiesta, rivolta all'opposizione, di ritirare la mozione: secondo l'assessore non c'è nulla di cui vergognarsi, perché l'atto era «tecnicamente sbagliato». Al momento i fondi FELS non sembrano utilizzabili, e la maggioranza non intende approvare un atto di indirizzo che possa esporre a rischi il patrimonio personale del dirigente e quello dell'ente.
Il secondo riguarda le risorse FELS accantonate negli anni, arrivate a 840.000 euro, che secondo alcuni, il Comune non avrebbe saputo spendere. Addario replica che con l'apertura dei nuovi asili nido realizzati con il PNRR l'offerta cittadina raddoppierà, passando da 207 a 369 posti. La Regione, aggiunge, è già a corto di risorse per coprire l'offerta attuale, e nei prossimi anni educativi serviranno oltre un milione di euro in più all'anno. Risparmiare quelle somme dal 2023, conclude, è stata dunque una scelta lungimirante.
Inoltre, Addario ha affermato che il centrodestra coratino sostiene a parole gli asili nido e il diritto alla genitorialità senza però incidere dove servirebbe. L'assessore chiede perché, in questi mesi, non si sia impedito al «vostro Governo Meloni» di ridurre i nuovi posti nido finanziati dal PNRR da 264.480 a 150.480, né di lasciare senza nuove risorse la gestione degli asili appena costruiti: i fondi FELS, ex FSC, furono istituiti dai Governi Conte e Draghi e oggi, ricorda, non sono più sufficienti.
A questo si aggiunge, secondo Addario, la mancata battaglia per far entrare davvero i nidi nel sistema universale di istruzione, alla pari delle scuole dell'infanzia, unica strada per superare la precarietà strutturale che da sempre pesa su famiglie, operatori e gestori.
«La Politica, quella con la P maiuscola, deve disegnare e governare il futuro delle nuove generazioni, non limitarsi a trovare modi per risparmiare sul diritto all'infanzia e alla genitorialità», scrive Addario, concludendo che sugli asili nido l'Italia è «troppo indietro» e che è ora di «invertire la rotta».


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