
Politica
La voce della giunta: CoratoViva intervista Felice Addario
Le priorità e gli obiettivi del vicesindaco e assessore alla Coesione sociale e prossimità
Corato - giovedì 9 luglio 2026
10.52
Felice Addario è stato il consigliere più suffragato delle ultime elezioni comunali. Candidato nel Partito Democratico e forte dei suoi 1138 voti, ha assunto la carica di vicesindaco e di assessore alla Coesione sociale e prossimità.
Per approfondire le sue priorità e i suoi obiettivi, lo abbiamo intervistato.
Con quale spirito affronta questo incarico?
«Assumo questo incarico con grande entusiasmo, gratitudine e senso di responsabilità. Il risultato elettorale è per tutti noi un forte stimolo: ci consegna fiducia, ma anche un dovere grande verso la città.
Rispetto alla prima esperienza abbiamo più consapevolezza di cosa significa amministrare un Comune e quali potenzialità ha l'agire di concerto con le energie sociali di un territorio. Ma conosciamo anche più a fondo i limiti degli enti locali, le diffuse fragilità della cittadinanza e i tanti nodi irrisolti della città.
Mi sembra che le elezioni ci consegnino una squadra motivata da tanta passione civile e voglia di lavorare insieme. Dopo tanti anni di centrodestra e di commissariamenti, i coratini hanno ritrovato fiducia e speranza intorno ad un progetto collettivo alternativo. E Corrado è il miglior interprete del lavoro politico-culturale ed amministrativo fatto sinora e di quello che ci attende».
Quali sono le priorità che si è dato per i primi 100 giorni?
«Rispetto alle mie deleghe assessorili potrei raccontare alcune cose importanti che vedranno la luce nelle prossime settimane, ma credo che in questa fase la cosa più importante sia rallentare piuttosto che correre. Prendersi il tempo per riattivare una fase di ascolto con la città, ridefinire le priorità e programmare bene il lavoro.
Lo schiacciamento sui mille problemi quotidiani rischia di far smarrire l'orizzonte. Meglio rallentare un po' e prendersi il tempo per ridisegnarlo insieme alle forze politiche e alle realtà che ogni giorno animano la città: servizi pubblici, associazioni, cooperative sociali, imprese e famiglie.
Come vicesindaco intendo invece proseguire il lavoro svolto da Beniamino Marcone in questi anni: favorire sempre più l'intersettorialità degli assessorati e delle politiche comunali, sostenere il funzionamento generale della macchina amministrativa, favorire la connessione con le le forze politiche e sociali della città».
Che rapporto pensa di costruire con l'opposizione?
«Ho sempre attribuito un valore molto alto al ruolo delle opposizioni. Rappresentano pezzi importanti della città e svolgono una funzione fondamentale: segnalano criticità, ritardi, bisogni non intercettati, proposte alternative diverse da quelle della maggioranza.
Quando negli anni scorsi si è riusciti a coinvolgere al meglio l'opposizione si sono visti risultati positivi. È importante proseguire anche su questa strada. Ormai abbiamo le spalle larghe e sappiamo che governare è uno dei mestieri più belli, ma anche uno dei più difficili. Ogni suggerimento è ben accetto».
Questa giunta è tutta politica. Quali sono i vantaggi?
«Una giunta politica può avere il vantaggio di rafforzare il legame tra l'azione amministrativa e le comunità politiche e sociali che sostengono il governo della città.
I gruppi politici sono fatti da assessori, consiglieri, dirigenti, militanti e simpatizzanti che portano un bagaglio di storie, sensibilità e competenze: sia come singoli soggetti, sia come gruppi. Coinvolgerli sempre più nelle scelte amministrative è un investimento decisivo per migliorare la qualità dell'azione pubblica.
Ogni politica pubblica, quando è condivisa da una base larga, consapevole e coinvolta, diventa più forte e capace di incidere sui problemi del territorio. Sono sicuro che lavoreremo sempre più su questo fronte!»
Per approfondire le sue priorità e i suoi obiettivi, lo abbiamo intervistato.
Con quale spirito affronta questo incarico?
«Assumo questo incarico con grande entusiasmo, gratitudine e senso di responsabilità. Il risultato elettorale è per tutti noi un forte stimolo: ci consegna fiducia, ma anche un dovere grande verso la città.
Rispetto alla prima esperienza abbiamo più consapevolezza di cosa significa amministrare un Comune e quali potenzialità ha l'agire di concerto con le energie sociali di un territorio. Ma conosciamo anche più a fondo i limiti degli enti locali, le diffuse fragilità della cittadinanza e i tanti nodi irrisolti della città.
Mi sembra che le elezioni ci consegnino una squadra motivata da tanta passione civile e voglia di lavorare insieme. Dopo tanti anni di centrodestra e di commissariamenti, i coratini hanno ritrovato fiducia e speranza intorno ad un progetto collettivo alternativo. E Corrado è il miglior interprete del lavoro politico-culturale ed amministrativo fatto sinora e di quello che ci attende».
Quali sono le priorità che si è dato per i primi 100 giorni?
«Rispetto alle mie deleghe assessorili potrei raccontare alcune cose importanti che vedranno la luce nelle prossime settimane, ma credo che in questa fase la cosa più importante sia rallentare piuttosto che correre. Prendersi il tempo per riattivare una fase di ascolto con la città, ridefinire le priorità e programmare bene il lavoro.
Lo schiacciamento sui mille problemi quotidiani rischia di far smarrire l'orizzonte. Meglio rallentare un po' e prendersi il tempo per ridisegnarlo insieme alle forze politiche e alle realtà che ogni giorno animano la città: servizi pubblici, associazioni, cooperative sociali, imprese e famiglie.
Come vicesindaco intendo invece proseguire il lavoro svolto da Beniamino Marcone in questi anni: favorire sempre più l'intersettorialità degli assessorati e delle politiche comunali, sostenere il funzionamento generale della macchina amministrativa, favorire la connessione con le le forze politiche e sociali della città».
Che rapporto pensa di costruire con l'opposizione?
«Ho sempre attribuito un valore molto alto al ruolo delle opposizioni. Rappresentano pezzi importanti della città e svolgono una funzione fondamentale: segnalano criticità, ritardi, bisogni non intercettati, proposte alternative diverse da quelle della maggioranza.
Quando negli anni scorsi si è riusciti a coinvolgere al meglio l'opposizione si sono visti risultati positivi. È importante proseguire anche su questa strada. Ormai abbiamo le spalle larghe e sappiamo che governare è uno dei mestieri più belli, ma anche uno dei più difficili. Ogni suggerimento è ben accetto».
Questa giunta è tutta politica. Quali sono i vantaggi?
«Una giunta politica può avere il vantaggio di rafforzare il legame tra l'azione amministrativa e le comunità politiche e sociali che sostengono il governo della città.
I gruppi politici sono fatti da assessori, consiglieri, dirigenti, militanti e simpatizzanti che portano un bagaglio di storie, sensibilità e competenze: sia come singoli soggetti, sia come gruppi. Coinvolgerli sempre più nelle scelte amministrative è un investimento decisivo per migliorare la qualità dell'azione pubblica.
Ogni politica pubblica, quando è condivisa da una base larga, consapevole e coinvolta, diventa più forte e capace di incidere sui problemi del territorio. Sono sicuro che lavoreremo sempre più su questo fronte!»


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