
Attualità
Autotrasporto in crisi, i sindaci del Nord Barese si fanno portavoce: sette richieste urgenti a Prefetto e Ministero
A Corato l’incontro tra le amministrazioni locali e la categoria degli autotrasportatori
Corato - domenica 18 ottobre 2026
10.21
Sette richieste urgenti, una lettera indirizzata al Prefetto e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, e un appello rivolto agli enti locali perché diventino la voce di un comparto in difficoltà. A Palazzo di Città di Corato, ieri 17 ottobre, gli autotrasportatori hanno chiesto ai sindaci del territorio di farsi portavoce di una crisi che, tra caro gasolio e costi minimi non rispettati, minaccia il futuro di molte imprese.
Presenti i sindaci di Corato e di Bitonto e il vicesindaco di Ruvo di Puglia, Antonio Mazzone, insieme agli assessori Antonio Diaferia, per Corato, e Cosimo Bonasia, per Bitonto. A rappresentare gli autotrasportatori c'era Aldo Malcangi.
Il confronto è stato chiesto direttamente dalla categoria, che si è rivolta agli enti locali affinchè portino attenzione e voce nelle sedi istituzionali sulle grandi difficoltà del comparto. Al tavolo hanno preso parte anche gli olivicoltori, in sciopero in questi giorni per la grave crisi che colpisce l'agricoltura. Le proteste lungo le strade del Nord barese raccontano infatti un unico, profondo malessere, che investe tanto i campi quanto le strade.
De Benedittis: «Agiamo in sintonia»
Il sindaco di Corato, Corrado de Benedittis, ha spiegato il metodo scelto dalle amministrazioni, fondato sull'unità d'intenti tra i primi cittadini dell'area. «Il metodo che abbiamo scelto è quello di agire in sintonia, tutti i sindaci della città metropolitana di Bari e, nello specifico, del Nord Barese», ha dichiarato. Il confronto con gli autotrasportatori nasce quindi da una richiesta precisa: «Incontriamo il settore dell'autotrasporto, così come ci è stato richiesto».
De Benedittis ha poi chiarito quale sia l'obiettivo della categoria, che chiede di essere ascoltata e rappresentata: «Anche questi operatori chiedono che venga data voce, nelle sedi istituzionali preposte, al grande disagio che l'intero comparto sta vivendo, a partire dal caro gasolio fino a tutte le criticità che lo investono».
Ricci: «Chi protesta si fida dei sindaci»
Il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci, ha espresso innanzitutto vicinanza al mondo agricolo, sottolineandone il peso economico: «Siamo accanto ai nostri agricoltori, che rappresentano un comparto fondamentale per l'intero territorio regionale.
L'economia agricola costituisce una parte importante del Pil regionale». Ricci ha poi riconosciuto il valore del rapporto di fiducia che si è creato con chi manifesta: «Apprezziamo che chi sta protestando si fidi dei sindaci, perché si sente rappresentato e tutelato».
Il sindaco è passato poi a quanto già mosso sul piano istituzionale, riferendo che il Prefetto ha raccolto le istanze e ha avviato un confronto con il governo.
«Il Prefetto ha raccolto queste istanze, ha interloquito con il ministero e con il governo, e sono arrivate le primissime risposte», ha spiegato, indicando come primo segnale positivo la fatturazione elettronica: «È un primo segnale che cogliamo favorevolmente». Ricci ha infine assicurato che l'attenzione resta alta: «Non ci fermiamo e manteniamo vigile l'attenzione sulle istanze dei nostri agricoltori». Ha quindi aggiunto che la situazione si sta ormai spostando anche sul fronte del trasporto.Il documento: a chi è rivolto e cosa denuncia
Al centro dell'incontro c'è la lettera redatta dagli autotrasportatori, datata Corato, 17 ottobre 2026 e indirizzata al Prefetto di Bari e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. L'oggetto è esplicito: richiesta di intervento urgente per la categoria. A firmarla sono titolari di imprese di trasporto merci operanti nel Sud Italia, riuniti, come scrivono, in forma spontanea e collettiva.
Nella premessa i firmatari descrivono una crisi strutturale senza precedenti, con costi del gasolio del tutto fuori controllo a fronte di tariffe praticamente invariate. Senza un intervento immediato, avvertono, si rischia il fermo totale dei servizi e la perdita di migliaia di posti di lavoro, con un disagio che in parte è già in atto. Denunciano inoltre che lo sconto alla pompa, introdotto come sostegno per il settore, è stato di fatto vanificato dalla sospensione del rimborso delle accise nello stesso periodo.
Aggiungono infine di non sentirsi rappresentati dalle sigle sindacali di categoria, che a loro avviso non stanno interpretando le reali esigenze del settore: da qui l'iniziativa autonoma.
Le sette richieste
La lettera propone, in modo schematico e succinto, sette misure. La prima riguarda i costi minimi di sicurezza: gli autotrasportatori chiedono l'applicazione reale, obbligatoria e sanzionabile di quanto previsto dall'articolo 83 bis della legge 133 del 2008, con controlli effettivi sulla committenza che impone tariffe al di sotto dei minimi fissati dal Ministero.
La seconda richiesta è un tetto al prezzo del gasolio, attraverso un prezzo calmierato specifico per la categoria, garantito da un credito d'imposta immediato alla pompa o da un sistema di accise dedicato, senza rimborsi differiti nel tempo. La terza riguarda il riconoscimento del lavoro usurante per l'autista di merci a lunga percorrenza, con accesso all'APE sociale e alla pensione anticipata.
Sul fronte dei costi di esercizio, la quarta richiesta punta a una riduzione strutturale dei pedaggi autostradali del 40-50% per i mezzi Euro 6 e superiori, sul modello di Francia e Spagna, con esenzione notturna e per le tratte del Sud e un bonus del 5% a consuntivo. La quinta chiede un Codice della strada più flessibile, con una revisione dei tempi di guida e di riposo che tenga conto della realtà italiana, segnata dalla mancanza di aree di sosta sicure e dalle lunghe attese di carico e scarico, e con l'eliminazione delle sanzioni per i superamenti minimi, di pochi minuti, dovuti a forza maggiore.
Le ultime due richieste riguardano la liquidità e il sostegno alle imprese. La sesta domanda lo sblocco immediato dei contributi, dei bonus per gli investimenti, dei rimborsi sulle accise e degli incentivi 2024-2026 fermi presso il Ministero e l'Agenzia delle Dogane. La settima propone misure urgenti di sostegno: moratoria sul leasing, accesso al credito garantito dallo Stato al 100% per la liquidità, defiscalizzazione, rinnovo del parco veicolare e un tavolo permanente per il Sud presso il Ministero.
La lettera si chiude con la richiesta di trasmettere il testo con cortese urgenza al ministero competente e con la disponibilità a essere ricevuti dalla Prefettura.
Una questione che riguarda tutto il territorio
Il filo che lega olivicoltori e autotrasportatori è evidente: sono due anelli della stessa filiera, dalla raccolta alla consegna, e quando uno si spezza trema anche l'altro. Per i sindaci del Nord Barese la sfida ora è dare gambe a queste richieste, portandole ai tavoli in cui si decide.
Presenti i sindaci di Corato e di Bitonto e il vicesindaco di Ruvo di Puglia, Antonio Mazzone, insieme agli assessori Antonio Diaferia, per Corato, e Cosimo Bonasia, per Bitonto. A rappresentare gli autotrasportatori c'era Aldo Malcangi.
Il confronto è stato chiesto direttamente dalla categoria, che si è rivolta agli enti locali affinchè portino attenzione e voce nelle sedi istituzionali sulle grandi difficoltà del comparto. Al tavolo hanno preso parte anche gli olivicoltori, in sciopero in questi giorni per la grave crisi che colpisce l'agricoltura. Le proteste lungo le strade del Nord barese raccontano infatti un unico, profondo malessere, che investe tanto i campi quanto le strade.
De Benedittis: «Agiamo in sintonia»
Il sindaco di Corato, Corrado de Benedittis, ha spiegato il metodo scelto dalle amministrazioni, fondato sull'unità d'intenti tra i primi cittadini dell'area. «Il metodo che abbiamo scelto è quello di agire in sintonia, tutti i sindaci della città metropolitana di Bari e, nello specifico, del Nord Barese», ha dichiarato. Il confronto con gli autotrasportatori nasce quindi da una richiesta precisa: «Incontriamo il settore dell'autotrasporto, così come ci è stato richiesto».
De Benedittis ha poi chiarito quale sia l'obiettivo della categoria, che chiede di essere ascoltata e rappresentata: «Anche questi operatori chiedono che venga data voce, nelle sedi istituzionali preposte, al grande disagio che l'intero comparto sta vivendo, a partire dal caro gasolio fino a tutte le criticità che lo investono».
Ricci: «Chi protesta si fida dei sindaci»
Il sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci, ha espresso innanzitutto vicinanza al mondo agricolo, sottolineandone il peso economico: «Siamo accanto ai nostri agricoltori, che rappresentano un comparto fondamentale per l'intero territorio regionale.
L'economia agricola costituisce una parte importante del Pil regionale». Ricci ha poi riconosciuto il valore del rapporto di fiducia che si è creato con chi manifesta: «Apprezziamo che chi sta protestando si fidi dei sindaci, perché si sente rappresentato e tutelato».
Il sindaco è passato poi a quanto già mosso sul piano istituzionale, riferendo che il Prefetto ha raccolto le istanze e ha avviato un confronto con il governo.
«Il Prefetto ha raccolto queste istanze, ha interloquito con il ministero e con il governo, e sono arrivate le primissime risposte», ha spiegato, indicando come primo segnale positivo la fatturazione elettronica: «È un primo segnale che cogliamo favorevolmente». Ricci ha infine assicurato che l'attenzione resta alta: «Non ci fermiamo e manteniamo vigile l'attenzione sulle istanze dei nostri agricoltori». Ha quindi aggiunto che la situazione si sta ormai spostando anche sul fronte del trasporto.Il documento: a chi è rivolto e cosa denuncia
Al centro dell'incontro c'è la lettera redatta dagli autotrasportatori, datata Corato, 17 ottobre 2026 e indirizzata al Prefetto di Bari e al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. L'oggetto è esplicito: richiesta di intervento urgente per la categoria. A firmarla sono titolari di imprese di trasporto merci operanti nel Sud Italia, riuniti, come scrivono, in forma spontanea e collettiva.
Nella premessa i firmatari descrivono una crisi strutturale senza precedenti, con costi del gasolio del tutto fuori controllo a fronte di tariffe praticamente invariate. Senza un intervento immediato, avvertono, si rischia il fermo totale dei servizi e la perdita di migliaia di posti di lavoro, con un disagio che in parte è già in atto. Denunciano inoltre che lo sconto alla pompa, introdotto come sostegno per il settore, è stato di fatto vanificato dalla sospensione del rimborso delle accise nello stesso periodo.
Aggiungono infine di non sentirsi rappresentati dalle sigle sindacali di categoria, che a loro avviso non stanno interpretando le reali esigenze del settore: da qui l'iniziativa autonoma.
Le sette richieste
La lettera propone, in modo schematico e succinto, sette misure. La prima riguarda i costi minimi di sicurezza: gli autotrasportatori chiedono l'applicazione reale, obbligatoria e sanzionabile di quanto previsto dall'articolo 83 bis della legge 133 del 2008, con controlli effettivi sulla committenza che impone tariffe al di sotto dei minimi fissati dal Ministero.
La seconda richiesta è un tetto al prezzo del gasolio, attraverso un prezzo calmierato specifico per la categoria, garantito da un credito d'imposta immediato alla pompa o da un sistema di accise dedicato, senza rimborsi differiti nel tempo. La terza riguarda il riconoscimento del lavoro usurante per l'autista di merci a lunga percorrenza, con accesso all'APE sociale e alla pensione anticipata.
Sul fronte dei costi di esercizio, la quarta richiesta punta a una riduzione strutturale dei pedaggi autostradali del 40-50% per i mezzi Euro 6 e superiori, sul modello di Francia e Spagna, con esenzione notturna e per le tratte del Sud e un bonus del 5% a consuntivo. La quinta chiede un Codice della strada più flessibile, con una revisione dei tempi di guida e di riposo che tenga conto della realtà italiana, segnata dalla mancanza di aree di sosta sicure e dalle lunghe attese di carico e scarico, e con l'eliminazione delle sanzioni per i superamenti minimi, di pochi minuti, dovuti a forza maggiore.
Le ultime due richieste riguardano la liquidità e il sostegno alle imprese. La sesta domanda lo sblocco immediato dei contributi, dei bonus per gli investimenti, dei rimborsi sulle accise e degli incentivi 2024-2026 fermi presso il Ministero e l'Agenzia delle Dogane. La settima propone misure urgenti di sostegno: moratoria sul leasing, accesso al credito garantito dallo Stato al 100% per la liquidità, defiscalizzazione, rinnovo del parco veicolare e un tavolo permanente per il Sud presso il Ministero.
La lettera si chiude con la richiesta di trasmettere il testo con cortese urgenza al ministero competente e con la disponibilità a essere ricevuti dalla Prefettura.
Una questione che riguarda tutto il territorio
Il filo che lega olivicoltori e autotrasportatori è evidente: sono due anelli della stessa filiera, dalla raccolta alla consegna, e quando uno si spezza trema anche l'altro. Per i sindaci del Nord Barese la sfida ora è dare gambe a queste richieste, portandole ai tavoli in cui si decide.
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