In Senato una proposta di legge bipartisan per vietare la macellazione dei cavalli
Previste sanzioni severe e obbligo di iscrizione nel Registro anagrafico di tutti gli equidi
lunedì 16 febbraio 2026
17.17
Una nuova proposta di legge bipartisan giunge in Senato attraverso l'On. Susanna Cherchi (M5S) e Luana Zanella (AVS) per riconoscere agli equidi lo status giuridico di "animale di affezione". La proposta, arrivata anche da Michela Brambilla (Noi Moderati), è la prima volta che vede effettivamente avviarsi l'iter di esame.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 ore, il disegno è stato incardinato in commissione Ambiente a Palazzo Madama e prevede la dicitura di "Non Dpa - non destinato alla produzione alimentare" a cavalli e pony, ma anche a muli, asini e bardotti.
Si tratta di un disegno che prevede reclusione da tre mesi a tre anni e multa da 30mila a 100mila euro per chi alleva equidi da destinare alla macellazione, con inasprimento di un terzo della pena nel caso in cui le carni siano immesse sul mercato.
Se la legge dovesse entrare in vigore entro due mesi scatterebbe l'obbligo di iscrizione nel Registro anagrafico di tutti gli equidi. In caso di mancata registrazione si prevederebbe una sanzione da 20mila a 50mila euro. Questa misura consentirebbe di identificare e monitorare gli equidi con l'inoculazione di un transponder, un microchip elettronico sottopelle. Ogni animale iscritto nel registro, in conformità con il nuovo provvedimento, sarà dichiarato "Non Dpa".
«L'avvio dell'esame di queste proposte rappresenta un passaggio politico rilevante e atteso. È il segnale che il Parlamento ha deciso di affrontare una pratica crudele e opaca, che provoca gravi sofferenze agli animali e pone seri interrogativi anche sul piano della tutela della salute pubblica. Seguiremo con attenzione ogni fase dell'iter parlamentare, sollecitando un intervento concreto e coerente da parte delle istituzioni, nel rispetto della volontà espressa da oltre 247 mila cittadine e cittadini che hanno già sottoscritto la nostra petizione per fermare la macellazione degli equidi in Italia», ha dichiarato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, da sempre attivo sull'argomento.
Animal Equality, infatti, nel 2023 ha rivolto una petizione al Governo per il divieto di macellazione dei cavalli, riconoscendo a tutti gli equidi lo status di animali da affezione, come avvenuto in Grecia nel 2020, raccogliendo 247mila firme.
I dati circa le macellazioni degli equidi dell'Anagrafe Zootecnica, riportati nel Dossier della Camera dei deputati rivelano un calo costante: al 1° gennaio 2012 erano pari a 2.952 provenienti da Stato estero e 1.657 provenienti dall'Italia, per un totale di 4.609. Al 1° gennaio 2019, 1.304 di animali provenienti dall'estero e 2.332 dall'Italia, per un totale di 3.636. Al 1° dicembre 2025 erano 567 da Stato estero e 1.445 dall'Italia, per un totale di 2.012 capi. Le regioni con il più alto numero di esemplari macellati sono la Puglia (34,32%) seguita da Emilia- Romagna (20,30%) e Veneto (13,67%). Allo stesso modo sono in diminuzione i consumatori di carne di cavallo (secondo i dati di Ipsos e pubblicati da Animal Equality): del 92% degli Italiani consumatori di carne, solo il 17% dichiara di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese, una tendenza in calo nell'ultimo anno. In base ai dati del sondaggio condotto dall'istituto di ricerca, l'83% degli Italiani dichiara al contrario di non consumare carne di cavallo. Di questi, il 73% sceglie di non farlo perché dice di provare empatia per questo animale.
Si tratta di una proposta che interessa particolarmente il nostro territorio, dato che, su base regionale, insieme alla Lombardia, la Puglia risulta essere la regione che consuma più carne di cavallo.
Tante le realtà locali che propongono piatti e specialità a base di cavallo e tanti i momenti che omaggiano questa tradizione enogastronomica: basti pensare alla Sagra della Carne di Cavallo, inaugurata nel 2024. Nonostante ciò, rimane ad oggi, un elemento divisivo: da una parte il sentimento di affetto nutrito nei confronti di questi animali, dall'altro una tradizione che Corato porta avanti da secoli.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 ore, il disegno è stato incardinato in commissione Ambiente a Palazzo Madama e prevede la dicitura di "Non Dpa - non destinato alla produzione alimentare" a cavalli e pony, ma anche a muli, asini e bardotti.
Si tratta di un disegno che prevede reclusione da tre mesi a tre anni e multa da 30mila a 100mila euro per chi alleva equidi da destinare alla macellazione, con inasprimento di un terzo della pena nel caso in cui le carni siano immesse sul mercato.
Se la legge dovesse entrare in vigore entro due mesi scatterebbe l'obbligo di iscrizione nel Registro anagrafico di tutti gli equidi. In caso di mancata registrazione si prevederebbe una sanzione da 20mila a 50mila euro. Questa misura consentirebbe di identificare e monitorare gli equidi con l'inoculazione di un transponder, un microchip elettronico sottopelle. Ogni animale iscritto nel registro, in conformità con il nuovo provvedimento, sarà dichiarato "Non Dpa".
«L'avvio dell'esame di queste proposte rappresenta un passaggio politico rilevante e atteso. È il segnale che il Parlamento ha deciso di affrontare una pratica crudele e opaca, che provoca gravi sofferenze agli animali e pone seri interrogativi anche sul piano della tutela della salute pubblica. Seguiremo con attenzione ogni fase dell'iter parlamentare, sollecitando un intervento concreto e coerente da parte delle istituzioni, nel rispetto della volontà espressa da oltre 247 mila cittadine e cittadini che hanno già sottoscritto la nostra petizione per fermare la macellazione degli equidi in Italia», ha dichiarato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, da sempre attivo sull'argomento.
Animal Equality, infatti, nel 2023 ha rivolto una petizione al Governo per il divieto di macellazione dei cavalli, riconoscendo a tutti gli equidi lo status di animali da affezione, come avvenuto in Grecia nel 2020, raccogliendo 247mila firme.
I dati circa le macellazioni degli equidi dell'Anagrafe Zootecnica, riportati nel Dossier della Camera dei deputati rivelano un calo costante: al 1° gennaio 2012 erano pari a 2.952 provenienti da Stato estero e 1.657 provenienti dall'Italia, per un totale di 4.609. Al 1° gennaio 2019, 1.304 di animali provenienti dall'estero e 2.332 dall'Italia, per un totale di 3.636. Al 1° dicembre 2025 erano 567 da Stato estero e 1.445 dall'Italia, per un totale di 2.012 capi. Le regioni con il più alto numero di esemplari macellati sono la Puglia (34,32%) seguita da Emilia- Romagna (20,30%) e Veneto (13,67%). Allo stesso modo sono in diminuzione i consumatori di carne di cavallo (secondo i dati di Ipsos e pubblicati da Animal Equality): del 92% degli Italiani consumatori di carne, solo il 17% dichiara di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese, una tendenza in calo nell'ultimo anno. In base ai dati del sondaggio condotto dall'istituto di ricerca, l'83% degli Italiani dichiara al contrario di non consumare carne di cavallo. Di questi, il 73% sceglie di non farlo perché dice di provare empatia per questo animale.
Si tratta di una proposta che interessa particolarmente il nostro territorio, dato che, su base regionale, insieme alla Lombardia, la Puglia risulta essere la regione che consuma più carne di cavallo.
Tante le realtà locali che propongono piatti e specialità a base di cavallo e tanti i momenti che omaggiano questa tradizione enogastronomica: basti pensare alla Sagra della Carne di Cavallo, inaugurata nel 2024. Nonostante ciò, rimane ad oggi, un elemento divisivo: da una parte il sentimento di affetto nutrito nei confronti di questi animali, dall'altro una tradizione che Corato porta avanti da secoli.