La memoria diventa impegno all’IC “Tattoli- De Gasperi”
Incontro con il sig. Pinuccio Fazio, padre di Michele Fazio, vittima innocente della mafia.
giovedì 14 maggio 2026
6.12
Oltre 100 ragazzi della scuola secondaria dell'IC "Tattoli-De Gasperi" hanno ascoltato la toccante testimonianza di Pinuccio Fazio.
Suo figlio Michele fu strappato alla vita a 15 anni, il 12 luglio 2001, colpito per errore durante una sparatoria tra clan rivali a Bari.
Dopo i saluti istituzionali dell'Amministrazione comunale, in una platea silenziosa, Pinuccio – accompagnato da due rappresentanti della Cooperativa Sociale "Arancio" di Molfetta – si è allontanato dalla cattedra per dialogare direttamente con gli studenti.
Il suo discorso è diventato subito memoria e monito. Ha rievocato la tragica sera di luglio, in una Bari "vecchia" ancora più afosa, in cui la sua famiglia, pronta per la cena, fu sconvolta da colpi sordi.
Nessuno immaginava che quei colpi avrebbero stroncato la giovane vita di Michele. Pinuccio ha ripercorso quei momenti con parole concitate, restituendo il dramma del ritrovamento del figlio in strada.
Fu subito chiaro a tutti, anche agli inquirenti che si trattava di un errore, di una tragica fatalità. Qualcuno sentì dire dagli stessi sicari "Abbiamo ucciso un bravo ragazzo".
La voce di Pinuccio si sofferma su quel "bravo ragazzo". Suo figlio Michele era proprio così: la mattina lavorava e nel pomeriggio studiava. Sognava di diventare un carabiniere. Aveva scelto la strada dell'onestà in un contesto difficile.
Per la famiglia Fazio, il dolore si è trasformato nell' opportunità di ricercare la verità, insistendo per riaprire il caso dopo la prima archiviazione. La condanna degli esecutori non ha portato gioia, ma la consapevolezza che la giustizia va sempre perseguita.
Oggi la memoria di Michele è un emblema di legalità che viaggia nelle scuole italiane.
Nonostante il vuoto incolmabile- la madre apparecchia ancora la tavola per Michele - i coniugi Fazio trasformano il dolore in impegno quotidiano offrendo ai giovani una lezione di coraggio straordinaria.
L'incontro ha rappresentato per la scuola De Gasperi un momento fondamentale per educare le giovani generazioni ai valori della legalità e del coraggio, permettendo di approfondire le tematiche legate ai fenomeni mafiosi e alle vittime innocenti. Coltivare la memoria significa costruire, insieme, un futuro libero.
Suo figlio Michele fu strappato alla vita a 15 anni, il 12 luglio 2001, colpito per errore durante una sparatoria tra clan rivali a Bari.
Dopo i saluti istituzionali dell'Amministrazione comunale, in una platea silenziosa, Pinuccio – accompagnato da due rappresentanti della Cooperativa Sociale "Arancio" di Molfetta – si è allontanato dalla cattedra per dialogare direttamente con gli studenti.
Il suo discorso è diventato subito memoria e monito. Ha rievocato la tragica sera di luglio, in una Bari "vecchia" ancora più afosa, in cui la sua famiglia, pronta per la cena, fu sconvolta da colpi sordi.
Nessuno immaginava che quei colpi avrebbero stroncato la giovane vita di Michele. Pinuccio ha ripercorso quei momenti con parole concitate, restituendo il dramma del ritrovamento del figlio in strada.
Fu subito chiaro a tutti, anche agli inquirenti che si trattava di un errore, di una tragica fatalità. Qualcuno sentì dire dagli stessi sicari "Abbiamo ucciso un bravo ragazzo".
La voce di Pinuccio si sofferma su quel "bravo ragazzo". Suo figlio Michele era proprio così: la mattina lavorava e nel pomeriggio studiava. Sognava di diventare un carabiniere. Aveva scelto la strada dell'onestà in un contesto difficile.
Per la famiglia Fazio, il dolore si è trasformato nell' opportunità di ricercare la verità, insistendo per riaprire il caso dopo la prima archiviazione. La condanna degli esecutori non ha portato gioia, ma la consapevolezza che la giustizia va sempre perseguita.
Oggi la memoria di Michele è un emblema di legalità che viaggia nelle scuole italiane.
Nonostante il vuoto incolmabile- la madre apparecchia ancora la tavola per Michele - i coniugi Fazio trasformano il dolore in impegno quotidiano offrendo ai giovani una lezione di coraggio straordinaria.
L'incontro ha rappresentato per la scuola De Gasperi un momento fondamentale per educare le giovani generazioni ai valori della legalità e del coraggio, permettendo di approfondire le tematiche legate ai fenomeni mafiosi e alle vittime innocenti. Coltivare la memoria significa costruire, insieme, un futuro libero.