La voce della giunta: CoratoViva intervista Valeria Mazzone
Le priorità e gli obiettivi dell’assessora ai Lavori pubblici e città internazionale
venerdì 10 luglio 2026
14.10
Continua il ciclo di interviste alla nuova giunta della Città di Corato con Valeria Mazzone, assessora ai Lavori pubblici e città internazionale. Nello scorso mandato aveva ricoperto il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale; questa volta si è invece candidata con la lista "Rimettiamo in moto la città", raccogliendo 652 preferenze.
Per conoscere più da vicino questo nuovo incarico, l'abbiamo intervistata.
Con quale spirito affronta questo incarico rispetto a chi l'ha preceduta?
«Questo incarico rappresenta per me una nuova, stimolante sfida, un impegno molto diverso dal precedente. Lascio infatti un ruolo che per sua natura richiedeva terzietà, equilibrio e gestione delle dinamiche dell'aula consiliare, per immergermi in una dimensione totalmente esecutiva in cui l'agire quotidiano, a stretto contatto con i problemi della città, deve sempre muoversi all'interno di una chiara visione fatta di programmazione e strategia.
Non amo i paragoni. Chi mi ha preceduto ha lavorato senza sosta in anni non facili ed ogni sforzo va rispettato e ringraziato. Per quanto mi riguarda porto in Giunta la mia storia e la mia esperienza con l'entusiasmo di sempre e con la consapevolezza che dietro ogni singolo atto, ogni decisione o valutazione, ci sono le aspettative, i sogni e la vita quotidiana dei miei concittadini. A loro devo il mio massimo impegno».
Quali sono le priorità che si è data per i primi cento giorni?
«Più che di "100 giorni", mi piace parlare di una visione globale per tutto il mandato.
Amministrare i Lavori Pubblici, infatti, significa muoversi in un ambito tanto complesso quanto cruciale per il territorio e questo non permette di ragionare per scadenze simboliche.
Da subito ho avviato una ricognizione completa dello stato dei luoghi, passaggio fondamentale per avere un quadro chiaro con un'attenzione particolare ai cantieri già avviati volta ad evitare stasi ingiustificate. Sappiamo tutti che i tempi della macchina amministrativa sono già fisiologicamente rallentati dalla burocrazia e dalle mille variabili che normalmente si frappongono; proprio per questo, la mia attenzione è massima nel vigilare affinché non si aggiungano ritardi evitabili, seguendo passo dopo passo ogni opera per portarla alla conclusione nel minor tempo possibile concretizzando risultati e riducendo al minimo i disagi.
Allo stesso tempo, la sfida più grande sarà focalizzata sul futuro, su opere che sono ancora su carta, su problemi a cui vanno date risposte, su zone ancora in attesa di riqualificazione. Sul fronte della Città Internazionale e delle relazioni istituzionali (fiere, gemellaggi, rapporti con enti sovraordinati e con le autorità civili e militari), in realtà, per me non si tratta di un inizio ma di una prosecuzione. È un percorso che, in parte, stavo già tracciando e portando avanti durante il mio mandato da Presidente del Consiglio. Proprio per questo ci tengo a ringraziare di cuore il Sindaco per aver voluto valorizzare questa attività, trasformandola oggi in una delega assessorile vera e propria. Questo passaggio mi permetterà di dare molta più forza e incisività a quanto fatto finora, consentendomi di strutturare un percorso ancora più articolato e di ampio respiro per la nostra Corato».
Che rapporto pensa di costruire con la minoranza?
«Ho sempre preferito evitare la parola "opposizione", scegliendo di parlare di "minoranza". È un principio a cui tengo molto e che ho voluto sottolineare anche nel mio ultimo discorso da Presidente del Consiglio Comunale. Il confronto aperto ed il dibattito appassionato sono la linfa vitale di ogni comunità democratica. È proprio in questo spazio di discussione che il ruolo delle minoranze diventa essenziale per la crescita di una comunità. Chi conosce la mia storia sa che non ho mai cercato lo scontro ideologico o le polemiche fini a se stesse. Sostengo le mie idee con fermezza e passione, senza mai sminuire il valore di quelle altrui.
Credo che la buona politica si faccia prima di tutto con il rispetto. Possiamo confrontarci anche duramente come leali avversari, ma senza mai perdere l'umanità e i buoni rapporti personali. Il mio approccio è sempre stato questo».
Questa giunta è tutta politica, quali sono i vantaggi?
«Credo sinceramente che il vero valore aggiunto non dipenda dal definire una Giunta "politica" o meno. La Giunta è fatta prima di tutto di persone, donne e uomini a cui il Sindaco ha affidato il compito di prendersi cura insieme a lui di una città. Il vero vantaggio, quello che i cittadini percepiscono, si vede da un altro fattore… quanto più quella squadra sarà capace di ascoltarsi, ragionare e lavorare davvero come un gruppo unito, senza muoversi a compartimenti stagni, tanto più la città ne beneficerà. Sicuramente l'apporto dei partiti e dei movimenti civici è fondamentale ed imprescindibile, ma la vera forza sta nella capacità di fare squadra, di parlarsi con franchezza puntando sempre alla bellezza, alla cura ed al futuro della terra che amiamo e della comunità a cui apparteniamo».
Per conoscere più da vicino questo nuovo incarico, l'abbiamo intervistata.
Con quale spirito affronta questo incarico rispetto a chi l'ha preceduta?
«Questo incarico rappresenta per me una nuova, stimolante sfida, un impegno molto diverso dal precedente. Lascio infatti un ruolo che per sua natura richiedeva terzietà, equilibrio e gestione delle dinamiche dell'aula consiliare, per immergermi in una dimensione totalmente esecutiva in cui l'agire quotidiano, a stretto contatto con i problemi della città, deve sempre muoversi all'interno di una chiara visione fatta di programmazione e strategia.
Non amo i paragoni. Chi mi ha preceduto ha lavorato senza sosta in anni non facili ed ogni sforzo va rispettato e ringraziato. Per quanto mi riguarda porto in Giunta la mia storia e la mia esperienza con l'entusiasmo di sempre e con la consapevolezza che dietro ogni singolo atto, ogni decisione o valutazione, ci sono le aspettative, i sogni e la vita quotidiana dei miei concittadini. A loro devo il mio massimo impegno».
Quali sono le priorità che si è data per i primi cento giorni?
«Più che di "100 giorni", mi piace parlare di una visione globale per tutto il mandato.
Amministrare i Lavori Pubblici, infatti, significa muoversi in un ambito tanto complesso quanto cruciale per il territorio e questo non permette di ragionare per scadenze simboliche.
Da subito ho avviato una ricognizione completa dello stato dei luoghi, passaggio fondamentale per avere un quadro chiaro con un'attenzione particolare ai cantieri già avviati volta ad evitare stasi ingiustificate. Sappiamo tutti che i tempi della macchina amministrativa sono già fisiologicamente rallentati dalla burocrazia e dalle mille variabili che normalmente si frappongono; proprio per questo, la mia attenzione è massima nel vigilare affinché non si aggiungano ritardi evitabili, seguendo passo dopo passo ogni opera per portarla alla conclusione nel minor tempo possibile concretizzando risultati e riducendo al minimo i disagi.
Allo stesso tempo, la sfida più grande sarà focalizzata sul futuro, su opere che sono ancora su carta, su problemi a cui vanno date risposte, su zone ancora in attesa di riqualificazione. Sul fronte della Città Internazionale e delle relazioni istituzionali (fiere, gemellaggi, rapporti con enti sovraordinati e con le autorità civili e militari), in realtà, per me non si tratta di un inizio ma di una prosecuzione. È un percorso che, in parte, stavo già tracciando e portando avanti durante il mio mandato da Presidente del Consiglio. Proprio per questo ci tengo a ringraziare di cuore il Sindaco per aver voluto valorizzare questa attività, trasformandola oggi in una delega assessorile vera e propria. Questo passaggio mi permetterà di dare molta più forza e incisività a quanto fatto finora, consentendomi di strutturare un percorso ancora più articolato e di ampio respiro per la nostra Corato».
Che rapporto pensa di costruire con la minoranza?
«Ho sempre preferito evitare la parola "opposizione", scegliendo di parlare di "minoranza". È un principio a cui tengo molto e che ho voluto sottolineare anche nel mio ultimo discorso da Presidente del Consiglio Comunale. Il confronto aperto ed il dibattito appassionato sono la linfa vitale di ogni comunità democratica. È proprio in questo spazio di discussione che il ruolo delle minoranze diventa essenziale per la crescita di una comunità. Chi conosce la mia storia sa che non ho mai cercato lo scontro ideologico o le polemiche fini a se stesse. Sostengo le mie idee con fermezza e passione, senza mai sminuire il valore di quelle altrui.
Credo che la buona politica si faccia prima di tutto con il rispetto. Possiamo confrontarci anche duramente come leali avversari, ma senza mai perdere l'umanità e i buoni rapporti personali. Il mio approccio è sempre stato questo».
Questa giunta è tutta politica, quali sono i vantaggi?
«Credo sinceramente che il vero valore aggiunto non dipenda dal definire una Giunta "politica" o meno. La Giunta è fatta prima di tutto di persone, donne e uomini a cui il Sindaco ha affidato il compito di prendersi cura insieme a lui di una città. Il vero vantaggio, quello che i cittadini percepiscono, si vede da un altro fattore… quanto più quella squadra sarà capace di ascoltarsi, ragionare e lavorare davvero come un gruppo unito, senza muoversi a compartimenti stagni, tanto più la città ne beneficerà. Sicuramente l'apporto dei partiti e dei movimenti civici è fondamentale ed imprescindibile, ma la vera forza sta nella capacità di fare squadra, di parlarsi con franchezza puntando sempre alla bellezza, alla cura ed al futuro della terra che amiamo e della comunità a cui apparteniamo».