Puglia identitaria: il vaso “levante” racconta il volto antico e contemporaneo della regione

Un progetto del Liceo Artistico “Federico II Stupor Mundi” e RA RadunaArte ad Meridiem che unisce mito, design e territorio a livello nazionale nella rassegna Buongiorno Ceramica

venerdì 22 maggio 2026 12.21
L'opportunità di partecipare, per numerosi anni, alla manifestazione nazionale "Buongiorno Ceramica" delle Città della Ceramica ha consolidato e qualificato il connubio tra il Liceo Artistico "Federico II Stupor Mundi" – indirizzo Design Ceramica di Corato – e RA RadunaArte ad Meridiem di Terlizzi.
Una collaborazione fondata su istruzione, ricerca e progettazione, capace di dialogare con il territorio in tutte le sue dimensioni: storica, geografica e produttiva.
All'interno di questa cornice, nell'edizione 2026, l'intento è stato quello di concepire un'idea di vaso-contenitore capace di evocare e interpretare la dimensione storico-geografica della Puglia, regione situata più a est d'Italia.
Proprio il levante, la direzione in cui sorge il sole, ha suggerito riflessioni e richiami al passato – in questo caso all'Impero Romano – come quelli legati all'Erma bifronte, simbolo di un percorso che accompagna il sole dalla nascita allo zenit, fino al tramonto.
È proprio ispirandosi ai due volti che la compongono che nasce il primo studio dell'artista Paolo De Santoli (già docente dello stesso Liceo Artistico e animatore del gruppo RA), il quale ha fornito la matrice progettuale per la realizzazione di una piccola collezione di vasi antropomorfi.
Ciascun allievo del corso di Design Ceramica ha potuto interpretare il tema analizzandone dapprima la plasticità e la volumetria, quindi la grafica e il cromatismo, unendo il tutto a una solida componente progettuale orientata verso la dimensione concettuale.
Queste interpretazioni, sviluppate a partire da una matrice comune, secondo una modalità tipica del design (Alessandro Mendini docet), sono state coordinate dalle docenti della disciplina Donatella Di Bisceglie, Pamela Mansi e Tiziana Quercia.
Il progetto del vaso "Levante" ha coinvolto con entusiasmo anche il Dirigente Scolastico, prof. Savino Gallo, che ha voluto prenderne parte attivamente attraverso un puntuale testo nel quale si ritrovano interessanti riferimenti alla simbologia del doppio, più facilmente riconducibile al Giano bifronte, ovvero Giano, custode del passaggio tra la fine del vecchio anno e l'inizio del nuovo.
Riportiamo qui di seguito una parte del testo del Dirigente scolastico prof.Gallo, che illustra efficacemente questo passaggio, questo attraversamento che coinvolge anche la vita di ciascuno di noi su questo pianeta:
Le teste bifronte - tra Eros e Thanatos
Guardare le teste bifronti, con due volti contrapposti, realizzate dai nostri studenti mi ha fatto tornare alla memoria uno dei miti più noti nelle opere di Platone, il mito degli androgini narrato nel "Simposio". L'opera immagina un dialogo tra un gruppo di illustri ateniesi in cui ciascuno di loro un panegirico sul tema di Eros, il dio dell'amore.
Per tessere le lodi di Eros e della sua potenza Platone fa narrare il mito degli androgini da Aristofane, il più grande esponente della commedia greca dell'antichità.
In un lontano passato i generi umani erano tre, oltre alla donna e all'uomo vi era un terzo che possedeva i caratteri di entrambi, gli androgini. Costoro avevano quattro gambe, quattro braccia e due volti. Erano molto forti e vigorosi e nella loro superbia un giorno decisero di attaccare gli dei. Zeus decise che loro punizione non sarebbe stata la morte, sarebbero bensì stati tagliati. Diede ad Apollo l'incarico di guarire le ferite e modellare la parte posteriore. Ciò che accadde fu che il desiderio più grande di ciascuna parte fu di cercare la metà da cui era stata separata e di ricongiungersi all'altra per formare nuovamente un corpo solo. "Ecco dunque da quanto tempo l'amore reciproco è connaturato negli uomini; esso ci restaura l'antico nostro essere perché tenta di fare di due una creatura sola e di risanare così la natura umana. Ognuno di noi è dunque la metà di un umano resecato a mezzo, com'è la al modo delle sogliole: due pezzi da uno solo; e però sempre è in cerca della propria metà."*
Eros nel mito platonico diviene la forza primigenia che lega fra loro uomini e donne, ben lontana dall'idea dell'individuo, che è rappresentato come soggetto sufficiente a sé stesso.
Ma se Eros unisce, ciò che separa, che divide, la sua antitesi è Thanatos. Eros ci unisce agli altri e ci guida verso la bellezza, Thanatos separa e impedisce ai nostri sensi di percepire la bellezza.
Nel Novecento Freud riprende il mito platonico, lo si trova citato in "Al di là del principio di piacere" e ne "Il disagio della civiltà". La civiltà, l'incivilimento è per Freud il processo peculiare dell'umanità ed è un processo al servizio di Eros, che dapprima ha raccolto pochi individui, poi famiglie, stirpi, popoli, nazioni ed infine mira a raccogliere il genere umano. Uomini e donne devono essere legati fra loro e la sola necessità ed il lavoro comune, sono sì importanti, ma non sufficienti. Al processo di incivilimento si oppone Thanatos, la pulsione aggressiva al fondo della natura umana, che si manifesta nell'ostilità di ciascuno contro tutti e di tutti contro ognuno. Gli impulsi aggressivi rivelano la pulsione dii morte, Thanatos, che si trova accanto alla pulsione di vita, Eros. Il processo di incivilimento diviene il conflitto tra Eros e Thanatos, tra pulsione di vita e pulsione di morte. Questo conflitto diviene il carattere essenziale dell'esistenza umana, perciò l'incivilimento può essere considerato come la lotta per la vita del genere umano.
Eros ci guida verso la bellezza e nel nostro piccolo la bellezza degli oggetti artistici è la sforzo di dare forma alla bellezza, vuole essere un modesto contributo a celebrare Eros affinché prevalga su Thanatos, consapevoli di quanto sia difficile dominare i turbamenti alla vita collettiva provocati dalla pulsione aggressiva e autodistruttrice.
Gli uomini hanno tanto esteso il proprio potere sulle forze naturali che potrebbero facilmente sterminarsi a vicenda fino all'ultimo uomo. Ne siamo consapevoli e da ciò scaturiscono inquietudine, infelicità, apprensione. La nostra speranza è che sia la bellezza a salvare il mondo.
* Platone, "Simposio"; ed. Laterza, 1984; traduzione di Piero Pucci

Nel programma di questa edizione ci sono anche da citare anche altre azioni sulla ceramica che arricchiscono questa presenza, votate essenzialmente allo studio, alla ricerca, alla tecnica, alla realizzazione: E'LEvantE – Blu'Astro – PenSieriComuniCanti – EquusLiquens – GoodMorningCeramics.