Santa Messa in onore di San Giuseppe Moscati, protettore di medici e infermieri
L’invito è rivolto alla cittadinanza e agli operatori del sistema sanitario
domenica 16 novembre 2025
Una Santa Messa in onore di San Giuseppe Moscati, protettore dei medici e degli infermieri, si terrà oggi alle ore 18:30 presso la Chiesa Matrice. Organizzata dal Gruppo Fratres Corato Donatori di Sangue, la celebrazione è un momento di incontro e confronto tra medici, infermieri e operatori sanitari. Chi lo desidera potrà portare i propri camici o divise che verranno benedetti al termine della celebrazione: un segno di protezione e missione al servizio della vita.
Lo scorso anno l'associazione ha donato alla Chiesa Matrice e alla città di Corato un'icona del santo medico in legno e foglia oro, benedetta a Napoli lo scorso anno, frutto di una vicinanza valoriale che accomuna il gruppo alla figura di San Giuseppe.
«I malati sono figure di Gesù Cristo; anime immortali e divine che, secondo la regola evangelica, devono essere amate come se stesse», affermava San Giuseppe Moscati.
Medico e ricercatore, dedicò la sua esistenza all'assistenza dei sofferenti, offrendo il suo aiuto gratuitamente e aiutandoli anche economicamente. Si racconta, infatti, che non facesse mai pagare le cure ai poveri, ma che spesso mandasse a casa i pazienti con una ricetta e una banconota da 50 lire in una busta.
Per lui, scienza e fede percorrono lo stesso cammino, entrambi orientati al bene dell'uomo.
Ancor prima della sua morte, gli sono state attribuite capacità miracolose: era in grado di diagnosticare con precisione qualsiasi paziente semplicemente ascoltando un elenco dei suoi sintomi ed era stato l'autore di guarigioni ritenute impossibili.
Dopo la morte, invece, due furono le guarigioni ritenute miracolose ai fini della beatificazione: quella di Costantino Nazzaro, maresciallo della Polizia Penitenziaria e di Raffaele Perrotta guarì improvvisamente da meningite meningococcica.
Per la canonizzazione la Chiesa Cattolica prese in considerazione la miracolosa guarigione di Giuseppe Montefusco, ammalato di leucemia.
Il 16 novembre è anche la Giornata mondiale dei poveri: Una coincidenza che riflette lo spirito di generosità e aiuto del Santo.
Lo scorso anno l'associazione ha donato alla Chiesa Matrice e alla città di Corato un'icona del santo medico in legno e foglia oro, benedetta a Napoli lo scorso anno, frutto di una vicinanza valoriale che accomuna il gruppo alla figura di San Giuseppe.
«I malati sono figure di Gesù Cristo; anime immortali e divine che, secondo la regola evangelica, devono essere amate come se stesse», affermava San Giuseppe Moscati.
Medico e ricercatore, dedicò la sua esistenza all'assistenza dei sofferenti, offrendo il suo aiuto gratuitamente e aiutandoli anche economicamente. Si racconta, infatti, che non facesse mai pagare le cure ai poveri, ma che spesso mandasse a casa i pazienti con una ricetta e una banconota da 50 lire in una busta.
Per lui, scienza e fede percorrono lo stesso cammino, entrambi orientati al bene dell'uomo.
Ancor prima della sua morte, gli sono state attribuite capacità miracolose: era in grado di diagnosticare con precisione qualsiasi paziente semplicemente ascoltando un elenco dei suoi sintomi ed era stato l'autore di guarigioni ritenute impossibili.
Dopo la morte, invece, due furono le guarigioni ritenute miracolose ai fini della beatificazione: quella di Costantino Nazzaro, maresciallo della Polizia Penitenziaria e di Raffaele Perrotta guarì improvvisamente da meningite meningococcica.
Per la canonizzazione la Chiesa Cattolica prese in considerazione la miracolosa guarigione di Giuseppe Montefusco, ammalato di leucemia.
Il 16 novembre è anche la Giornata mondiale dei poveri: Una coincidenza che riflette lo spirito di generosità e aiuto del Santo.