
Territorio
ColtivaItalia, 300 milioni per rilanciare l’olivicoltura. Sicolo: «Si agisca subito»
Contrasto Xylella, finanziamento reimpianti, recupero oliveti, divieto espianti e innovazione frantoi
Corato - giovedì 5 novembre 2026
11.42 Comunicato Stampa
«Accogliamo con favore l'approvazione del ddl ColtivaItalia. Adesso bisogna accelerare sulla piena e immediata operatività di tutte le misure a favore dell'olivicoltura, settore che necessita di interventi urgenti per affrontare una crisi epocale». È Gennaro Sicolo, presidente nazionale di Italia Olivicola, a esprimere soddisfazione per l'approvazione definitiva di ColtivaItalia.
La nuova legge prevede un investimento complessivo di 300 milioni di euro specificamente dedicati al Piano Olivicolo Nazionale 2026-2030 con un obiettivo ambizioso: di aumentare del 25% la produzione nazionale di olio extravergine d'oliva. I fondi stanziati saranno distribuiti su tre annualità nel triennio 2027-2029 (50 milioni nel 2027, 200 milioni nel 2028 e 50 milioni nel 2029), con una ripartizione geografica che destina l'80% delle risorse al Sud Italia e il 20% al Nord.
XYLELLA. «Una parte delle risorse - spiega Sicolo, - è destinata al contrasto delle fitopatie e della Xylella. È prevista anche l'istituzione del Commissario straordinario nazionale per fronteggiare l'emergenza Xylella e il finanziamento di reimpianti con varietà resistenti nelle zone colpite. È necessario agire con forza e tempestività su questo problema, così da recuperare il potenziale produttivo perduto negli ultimi 13 anni. Inoltre, serve fermare l'avanzamento del batterio». Nel Piano, è previsto anche il sostegno alla produzione e a nuovi impianti, grazie al recupero degli oliveti tradizionali o in stato di abbandono. Di rilievo anche le misure disposte per l'ammodernamento dei frantoi, considerati infrastrutture strategiche, con azioni per l'innovazione tecnologica e l'introduzione di sistemi digitali di supporto alle decisioni.
DIVIETO DI ESPIANTO. Un capitolo delle misure è dedicato alla tutela del territorio e al divieto di espiantare ulivi destinati a produzioni DOP e IGP per fare spazio a impianti fotovoltaici o eolici. «Ci siamo battuti strenuamente per questa misura, come del resto su tutte le altre, a cominciare dalla nomina del Commissario straordinario per la Xylella. Abbiamo un potenziale enorme che va liberato e messo a sistema, anche attraverso le risorse destinate all'ammodernamento delle infrastrutture irrigue per garantire una maggiore stabilità produttiva a fronte dei cambiamenti climatici», ha aggiunto Sicolo.
I DECRETI ATTUATIVI. L'effettiva operatività e i criteri di accesso ai finanziamenti saranno definiti nel dettaglio attraverso i successivi decreti attuativi ministeriali. «Sui criteri di accesso servono procedure chiare, veloci e semplificate, in modo da permettere alle imprese di pianificare gli investimenti sapendo sulle risorse su cui poter fare affidamento. È il passaggio più importante e delicato, perché da qui discende la possibilità di rendere pienamente efficaci le misure rispetto agli obiettivi».
La nuova legge prevede un investimento complessivo di 300 milioni di euro specificamente dedicati al Piano Olivicolo Nazionale 2026-2030 con un obiettivo ambizioso: di aumentare del 25% la produzione nazionale di olio extravergine d'oliva. I fondi stanziati saranno distribuiti su tre annualità nel triennio 2027-2029 (50 milioni nel 2027, 200 milioni nel 2028 e 50 milioni nel 2029), con una ripartizione geografica che destina l'80% delle risorse al Sud Italia e il 20% al Nord.
XYLELLA. «Una parte delle risorse - spiega Sicolo, - è destinata al contrasto delle fitopatie e della Xylella. È prevista anche l'istituzione del Commissario straordinario nazionale per fronteggiare l'emergenza Xylella e il finanziamento di reimpianti con varietà resistenti nelle zone colpite. È necessario agire con forza e tempestività su questo problema, così da recuperare il potenziale produttivo perduto negli ultimi 13 anni. Inoltre, serve fermare l'avanzamento del batterio». Nel Piano, è previsto anche il sostegno alla produzione e a nuovi impianti, grazie al recupero degli oliveti tradizionali o in stato di abbandono. Di rilievo anche le misure disposte per l'ammodernamento dei frantoi, considerati infrastrutture strategiche, con azioni per l'innovazione tecnologica e l'introduzione di sistemi digitali di supporto alle decisioni.
DIVIETO DI ESPIANTO. Un capitolo delle misure è dedicato alla tutela del territorio e al divieto di espiantare ulivi destinati a produzioni DOP e IGP per fare spazio a impianti fotovoltaici o eolici. «Ci siamo battuti strenuamente per questa misura, come del resto su tutte le altre, a cominciare dalla nomina del Commissario straordinario per la Xylella. Abbiamo un potenziale enorme che va liberato e messo a sistema, anche attraverso le risorse destinate all'ammodernamento delle infrastrutture irrigue per garantire una maggiore stabilità produttiva a fronte dei cambiamenti climatici», ha aggiunto Sicolo.
I DECRETI ATTUATIVI. L'effettiva operatività e i criteri di accesso ai finanziamenti saranno definiti nel dettaglio attraverso i successivi decreti attuativi ministeriali. «Sui criteri di accesso servono procedure chiare, veloci e semplificate, in modo da permettere alle imprese di pianificare gli investimenti sapendo sulle risorse su cui poter fare affidamento. È il passaggio più importante e delicato, perché da qui discende la possibilità di rendere pienamente efficaci le misure rispetto agli obiettivi».
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