
Attualità
Gelato di San Domenico: il gusto che racconta una leggenda
Il cremino fior d’arancio del maestro Antonio D’Onofrio, omaggio al santo che portò gli agrumi in Italia
Corato - giovedì 6 agosto 2026
12.33
Il gelato dedicato a San Domenico non è soltanto un dessert: è un racconto, una memoria collettiva, un gesto di devozione trasformato in gusto. Il maestro gelataio Antonio D'Onofrio, custode di una tradizione che unisce tecnica e sentimento, ha creato un gelato che è già diventato simbolo della festa liturgica e del legame profondo tra il santo e la comunità.
Secondo la leggenda, fu proprio San Domenico a portare i primi agrumi sul territorio, introducendo quei profumi che oggi definiscono l'identità mediterranea della nostra terra. Da questa storia nasce un gelato a due strati, pensato per evocare freschezza, luce e spiritualità.
Il primo strato è un cremino fior d'arancio, con base sorbetto all'arancio: vivo, brillante, agrumato, capace di richiamare il frutto nella sua essenza più pura. Sopra, un fior di latte all'arancio, morbido e vellutato, che avvolge il palato con una dolcezza gentile e mai invadente.
Insieme, i due strati creano un equilibrio che sorprende: una freschezza che non è solo sensazione, ma racconto, memoria, identità. Durante il periodo della festa liturgica, i parrocchiani di San Domenico lo gustano come gesto di appartenenza, quasi fosse un rito: un modo per celebrare il santo attraverso un sapore che parla di lui, della sua leggenda e della terra che avrebbe contribuito a rendere fertile.
Il gelato di Antonio D'Onofrio non è un prodotto stagionale: è un piccolo capitolo della storia di Corato, scritto con panna, agrumi e devozione. Un omaggio che profuma di tradizione e che, ad ogni cucchiaino, rinnova un legame antico tra il santo e la sua gente.
Secondo la leggenda, fu proprio San Domenico a portare i primi agrumi sul territorio, introducendo quei profumi che oggi definiscono l'identità mediterranea della nostra terra. Da questa storia nasce un gelato a due strati, pensato per evocare freschezza, luce e spiritualità.
Il primo strato è un cremino fior d'arancio, con base sorbetto all'arancio: vivo, brillante, agrumato, capace di richiamare il frutto nella sua essenza più pura. Sopra, un fior di latte all'arancio, morbido e vellutato, che avvolge il palato con una dolcezza gentile e mai invadente.
Insieme, i due strati creano un equilibrio che sorprende: una freschezza che non è solo sensazione, ma racconto, memoria, identità. Durante il periodo della festa liturgica, i parrocchiani di San Domenico lo gustano come gesto di appartenenza, quasi fosse un rito: un modo per celebrare il santo attraverso un sapore che parla di lui, della sua leggenda e della terra che avrebbe contribuito a rendere fertile.
Il gelato di Antonio D'Onofrio non è un prodotto stagionale: è un piccolo capitolo della storia di Corato, scritto con panna, agrumi e devozione. Un omaggio che profuma di tradizione e che, ad ogni cucchiaino, rinnova un legame antico tra il santo e la sua gente.



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