«Siamo soli»: il grido disperato dei commercianti all’associazione “Polis”

Un incontro per confrontarsi e costruire un futuro più sicuro

mercoledì 19 novembre 2025 11.39
A cura di Anna Lops
Ancora una volta la questione sicurezza e criminalità torna al centro del dibattito e ad abbracciare il punto di vista dei commercianti è stata l'associazione politico culturale "Polis". Durante un incontro tenutosi ieri 18 novembre e aperto all'intera cittadinanza, Massimo Mazzilli, Tina Leo e Franco Squeo hanno mostrato un quadro generale della situazione a Corato, ammettendo il loro timore di fronte a una situazione che potrebbe peggiorare anche in poco tempo.

Il confronto, nato non con finalità politiche, ha accolto le paure e i disagi dei commercianti che non si sentono più sicuri all'interno delle loro attività. In seguito ai diversi episodi di cronaca che nelle ultime settimane si sono susseguiti senza un freno, la paura per le attività commerciali cresce ogni giorno di più.

Non solo. Il problema della sicurezza tocca anche i singoli cittadini che spesso temono la semplice passeggiata serale e sono intimoriti per la loro stessa incolumità.

Il grido dei commercianti e dei cittadini inizia a diventare sempre più acuto e la necessità di una maggiore sicurezza sempre più impellente.

«Il Comune non è molto diverso da quello che è un'attività economica o una famiglia: ha le sue articolazioni, ha le sue responsabilità, ha i suoi mezzi e ha i suoi limiti», ha affermato l'ex sindaco Mazzilli. «Tutto dipende da chi amministra e fa le scelte. Io l'esperienza l'ho fatta ad amministrare e di conseguenza so, con i miei limiti, cosa un'amministrazione può fare, come lo può fare e con che mezzi. Faccio un'analisi da cittadino: questa amministrazione purtroppo è distante dal mondo dei lavoratori autonomi. Un' amministrazione non dà soldi ma crea le condizioni per lavorare in città e una delle condizioni è rendere territorio adatto a svolgere determinate attività. Corato oggi si sveglia e vive una realtà che non ha mai vissuto prima. Io la mia città non la riconosco più».

«Questo fenomeno, secondo me, salvo che ci siano altri dati, è iniziato ad aumentare subito dopo il Covid», ha continuato Franco Squeo. «C'è stato un notevole incremento da quel periodo. È iniziato un sistema e lì c'è stato l'errore: sono state sottovalutate quelle che erano le prime situazioni. C'è stato questo metodo di essere troppo buoni».