
Cronaca
Finti Carabinieri in trasferta a Belluno: quattro arresti, tre sono di Corato
Il quarto è di Ruvo di Puglia. La vittima, un 87enne di Ponte nelle Alpi, sarebbe stata convinta a consegnare i gioielli di famiglia, poi recuperati
Corato - mercoledì 9 settembre 2026
11.05
Truffano un anziano a Ponte nelle Alpi; quattro arresti da parte della Squadra Mobile della Questura di Belluno che recupera anche quasi mezzo chilogrammo di oro che i pugliesi (tre originari di Corato, uno di Ruvo di Puglia) avevano portato via all'87enne. I monili erano stati nascosti nell'auto della fuga: nel vano fusibili.
I quattro soggetti gravemente indiziati di truffa aggravata hanno agito col solito metodo del finto carabiniere. Stavolta il truffatore ha dichiarato che la targa della vittima era coinvolta in una rapina in cui erano stati sottratti dei monili motivo per cui era necessario verificare se in casa fossero presenti gioielli di valore. Così, effettivamente, alla porta della vittima si è presentato uno sconosciuto: fingendosi un carabiniere ha prelevato i valori messi da parte dalla vittima per due volte.
L'attività investigativa della Squadra Mobile ha permesso intanto di intercettare l'auto dei truffatori, fermata poco dopo il fatto a Cadola: a bordo quattro soggetti, tre 30enni e un 49enne. Ad insospettire ulteriormente gli investigatori sono state le dichiarazioni generiche e discordanti rese loro dai quattro uomini che hanno cercato, inutilmente, di convincerli che si trovavano nel bellunese per una gita. Dagli accertamenti, in un borsello, è stata trovata una prima busta con dei monili.
Le ulteriori verifiche hanno permesso alla Mobile di ricostruire la dinamica degli spostamenti, tipica per questi reati: i truffatori erano partiti dalla provincia di Bari, con destinazione Belluno, passando la notte in un hotel a Marghera. L'attenta analisi del telefono ha consentito di individuare l'abitazione della possibile vittima: qui si è verificata l'effettiva sottrazione di tutti gli ori presenti in casa, alcuni di grande valore, come raccontato dalla vittima, trattandosi di vari gioielli di famiglia.
È bastato poco per capire che si trattava del modus operandi di queste truffe: la cornetta dell'utenza fissa era ancora occupata da ore, e in un primo momento la vittima era convinta che gli agenti della Mobile fossero in realtà ancora militari dell'Arma. Decisiva è stata la perquisizione sull'auto: sotto lo sterzo, dietro al vano contenente la scatola fusibili gli investigatori hanno rinvenuto un foulard in cui era stato nascosto tutto il resto della refurtiva, circa 400 grammi di monili in oro.
I quattro pugliesi sono stati arrestati in flagranza di reato per truffa aggravata e trasferiti in carcere a Baldenich: dopo l'udienza di convalida, è stato disposto per tutti l'obbligo di dimora nel comune di domicilio. Per i quattro soggetti, infine, si prefigura pure una ulteriore disposizione del foglio di via obbligatorio da Belluno.
I quattro soggetti gravemente indiziati di truffa aggravata hanno agito col solito metodo del finto carabiniere. Stavolta il truffatore ha dichiarato che la targa della vittima era coinvolta in una rapina in cui erano stati sottratti dei monili motivo per cui era necessario verificare se in casa fossero presenti gioielli di valore. Così, effettivamente, alla porta della vittima si è presentato uno sconosciuto: fingendosi un carabiniere ha prelevato i valori messi da parte dalla vittima per due volte.
L'attività investigativa della Squadra Mobile ha permesso intanto di intercettare l'auto dei truffatori, fermata poco dopo il fatto a Cadola: a bordo quattro soggetti, tre 30enni e un 49enne. Ad insospettire ulteriormente gli investigatori sono state le dichiarazioni generiche e discordanti rese loro dai quattro uomini che hanno cercato, inutilmente, di convincerli che si trovavano nel bellunese per una gita. Dagli accertamenti, in un borsello, è stata trovata una prima busta con dei monili.
Le ulteriori verifiche hanno permesso alla Mobile di ricostruire la dinamica degli spostamenti, tipica per questi reati: i truffatori erano partiti dalla provincia di Bari, con destinazione Belluno, passando la notte in un hotel a Marghera. L'attenta analisi del telefono ha consentito di individuare l'abitazione della possibile vittima: qui si è verificata l'effettiva sottrazione di tutti gli ori presenti in casa, alcuni di grande valore, come raccontato dalla vittima, trattandosi di vari gioielli di famiglia.
È bastato poco per capire che si trattava del modus operandi di queste truffe: la cornetta dell'utenza fissa era ancora occupata da ore, e in un primo momento la vittima era convinta che gli agenti della Mobile fossero in realtà ancora militari dell'Arma. Decisiva è stata la perquisizione sull'auto: sotto lo sterzo, dietro al vano contenente la scatola fusibili gli investigatori hanno rinvenuto un foulard in cui era stato nascosto tutto il resto della refurtiva, circa 400 grammi di monili in oro.
I quattro pugliesi sono stati arrestati in flagranza di reato per truffa aggravata e trasferiti in carcere a Baldenich: dopo l'udienza di convalida, è stato disposto per tutti l'obbligo di dimora nel comune di domicilio. Per i quattro soggetti, infine, si prefigura pure una ulteriore disposizione del foglio di via obbligatorio da Belluno.

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